Economia Marti 3
PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA
- Scarsità delle Risorse: Le risorse disponibili non sono sufficienti a soddisfare tutti i bisogni e i desideri degli agenti economici.
- Obiettivo dell'Economia: Studiare come le società gestiscono le risorse scarse per produrre beni utili e come questi vengono distribuiti.
- Scelte Implicate: La scarsità implica la necessità di scelte da parte degli agenti economici per massimizzare i propri bisogni.
- Influenza degli Incentivi: Tutte le scelte dipendono dagli incentivi.
- Microeconomia: Studia le scelte individuali e l'interazione tra gli agenti.
- Macroeconomia: Considera l'economia da un punto di vista complessivo.
ADAM SMITH - Fondatore della Microeconomia
- Impulsi Umani: La condotta umana è determinata da egoismo, simpatia, desiderio di libertà, senso della proprietà, abitudine al lavoro e tendenza al baratto.
- Interesse Personale e Bene Comune: L'uomo, perseguendo il proprio interesse personale, indirettamente persegue anche il bene di tutti grazie a una "mano invisibile".
- Compiti del Governo: Difesa dalle aggressioni straniere, rigorosa amministrazione della giustizia e opere pubbliche.
JOHN MAYNARD KEYNES - Fondatore della Macroeconomia
- Analizza le cause dei cicli economici.
INPUT E OUTPUT
- Domande Fondamentali: Cosa produrre? Come e dove? Per chi?
- Input: Beni o servizi utilizzati dalle imprese nei processi produttivi (materie prime, ecc.).
- Fattori di Produzione:
- Lavoro: Energie fisiche e mentali impiegate dagli individui.
- Terra: Risorse naturali.
- Capitale: Beni durevoli usati per produrre altri beni e servizi (strade, macchinari, ecc.).
- Fattori di Produzione:
- Output: Beni o servizi risultanti dai processi produttivi, consumati o impiegati nella produzione successiva.
PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA - Decisioni Individuali
- Trade-off: Per ottenere qualcosa, bisogna rinunciare a qualcos'altro (es. efficienza-equità).
- Efficienza: Ottenere il massimo beneficio dalle risorse disponibili o utilizzare il minimo delle risorse per ottenere un dato livello di beneficio.
- Criterio Paretiano: Redistribuire le risorse per migliorare la condizione di almeno un agente senza peggiorare quella di nessun altro.
- Ottimo Paretiano: Allocazione non più modificabile secondo il criterio paretiano.
- Costo Opportunità: Ciò a cui si rinuncia quando si sceglie una determinata alternativa, espresso nei termini della migliore alternativa disponibile.
- Razionalità: Scegliere in base a un criterio di massimizzazione della soddisfazione.
- Razionalità = Massimizzazione
- Scelta al Margine:
- Variazioni Marginali: Piccoli cambiamenti incrementali.
- Criterio: Compiere un'azione se e solo se il beneficio marginale è maggiore del costo marginale.
- Incentivo: Incremento del beneficio marginale o riduzione del costo marginale.
- Disincentivo: Riduzione del beneficio marginale o aumento del costo marginale.
Interazione degli Agenti
- Vantaggi dello Scambio: Genera maggiore benessere ai partecipanti.
- Principio di Specializzazione: Specializzarsi nelle attività che si sanno svolgere meglio incrementa il benessere.
- Modalità per Soddisfare i Bisogni:
- Scelta Autarchica: Consumare ciò che si produce.
- Specializzazione e Scambio: Scelta più vantaggiosa.
- Esempio: Contadino e allevatore con diversi costi di produzione di carne e patate.
- Fattori della Specializzazione:
- Costo di Produzione: Quantità di input necessari per produrre un output.
- Costo Opportunità: Quantità di un bene a cui rinunciare per produrre un'unità in più di un altro bene.
- Criteri alla Base dello Scambio:
- Vantaggio Assoluto (Adam Smith): Confronta la produttività degli agenti economici. Il produttore con minore quantità di input ha un vantaggio assoluto.
- Vantaggio Comparato (David Ricardo): Confronta i costi opportunità. Il produttore con minore costo opportunità ha un vantaggio comparato e dovrebbe specializzarsi.
- Benefici del Vantaggio Comparato: Anche chi ha uno svantaggio assoluto su tutti i beni può beneficiare dello scambio specializzandosi nell'attività con vantaggio comparato.
- Globalizzazione: Crescente quota di scambi che ha portato alla produzione di beni in diverse parti del mondo dove il costo opportunità è minore.
- Ragione di Scambio: Quantità di un bene necessaria per ottenere in cambio un'unità di un altro bene.
- Qualsiasi ragione di scambio tra i costi opportunità permette di ottenere beneficio; più si avvicina a un estremo, meno è equo.
MODELLI ECONOMICI
- Economia Pianificata: Lo Stato prende decisioni economiche e possiede le risorse.
- Economia di Mercato: Decisioni prese dai mercati, con individui e imprese che scambiano input e output liberamente.
- Economia Mista: Combinazione delle due precedenti.
- Economia di Mercato: Sistema in cui gli agenti economici scelgono liberamente cosa comprare, per chi lavorare, cosa produrre e chi assumere.
- Mano Invisibile: Agisce in base al sistema dei prezzi e agli interessi personali.
- Smith: Il perseguimento dell'interesse individuale conduce al massimo benessere sociale senza che gli individui ne siano consapevoli.
- Hayek: Anche un decisore centrale non potrebbe avere tutte le informazioni necessarie per massimizzare il benessere sociale.
Fallimento del Mercato
- Situazione in cui il libero mercato non riesce ad allocare le risorse in modo efficiente.
- Esternalità: Azioni di uno o più agenti economici influenzano il benessere di altri non coinvolti.
- Potere di Mercato: Un singolo agente influenza l'andamento del mercato.
- Informazione Asimmetrica: Partecipanti hanno informazioni differenti.
- Intervento del Policy Maker: Regole non di mercato, ma con il problema informativo di Hayek.
Modelli Economici
- Modello del Flusso Circolare: Visualizza le transazioni tra famiglie e imprese attraverso i mercati dei beni/servizi e dei fattori produttivi.
- Il PIL è la somma della spesa degli individui nel mercato dei beni e servizi.
- Frontiera delle Possibilità di Produzione:
- Illustra i trade-off nella produzione di due beni.
- Mostra la quantità massima di un bene producibile, data la quantità dell'altro.
- Decrescente: Per produrre più di un bene, bisogna ridurre la produzione dell'altro.
- Concava: All'aumentare di un bene, si sacrificano quantità crescenti dell'altro.
- Ricerca e tecnologia allargano questa curva.
FORZE DI MERCATO DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA
- Teoria della Domanda e dell'Offerta: Spiega le variazioni dei prezzi dei beni e servizi.
- Domanda: Determinata dalle preferenze dei consumatori.
- Offerta: Determinata dai costi delle imprese nella produzione.
- Mercato: Insieme regolato di compratori e venditori di un dato bene.
FORME DI MERCATO
- Mercato Perfettamente Concorrenziale:
- Molteplicità e free entry: Molti consumatori e venditori con libera entrata e uscita.
- Assenza di potere di mercato: Nessuno influenza prezzo e quantità.
- Uniformità del prodotto: Beni uguali tra loro.
- Informazione perfetta: Tutti conoscono tutte le informazioni.
- Comportamento autonomo: Agiscono indipendentemente, pensano al proprio interesse.
- Diritti di proprietà definiti: Considerati tutti i costi e benefici.
- Partecipanti detti price-takers, no necessità di pubblicità.
- Monopolio: Un venditore unico stabilisce prezzo o quantità, senza concorrenza.
- Concorrenza Monopolistica: Molti venditori con prodotti differenti, caratteristiche intermedie tra monopolio e concorrenza perfetta.
- Oligopolio: Pochissimi venditori con azioni interdipendenti, possibilità di scontro per spartirsi il mercato.
DOMANDA DI MERCATO
- Curva/Scheda di Domanda: Relazione tra prezzo e quantità di domanda (curva discendente).
- Quantità Domandata: Ammontare dei beni che i consumatori vogliono e possono comprare.
- Legge di Domanda: Relazione inversa tra prezzo e quantità di domanda.
- Variazione della Quantità di Domanda: Movimento lungo la curva, causato dalla variazione del prezzo.
- Variazione della Domanda: Spostamento della curva, causato da determinanti diverse dal prezzo.
- Fattori che Incidono sulla Domanda:
- Reddito dei Consumatori:
- Bene Normale: Domanda aumenta al crescere del reddito.
- Bene Inferiore: Domanda aumenta al diminuire del reddito.
- Dimensione e Composizione della Popolazione: Aumentando la popolazione, aumenta la domanda; cambiamenti demografici incidono (es. invecchiamento).
- Prezzo dei Beni Correlati:
- Beni Sostituti: Diminuzione del prezzo di un bene riduce la domanda di un altro.
- Beni Complementari: Diminuzione del prezzo di un bene aumenta la domanda di un altro.
- Gusti e Preferenze dei Consumatori: Domanda varia in base a influenze culturali e storiche.
- Aspettative dei Consumatori: Aspettative sul futuro influenzano la domanda.
- Reddito dei Consumatori:
OFFERTA DI MERCATO
- Scheda di Offerta: Relazione tra quantità offerta e prezzo.
- Quantità di Offerta: Ammontare del bene che i venditori vogliono e possono vendere.
- Curva di Offerta: Ascendente.
- Variazione della Quantità Offerta: Movimento lungo la curva, causato dalla variazione del prezzo.
- Variazione dell'Offerta: Spostamento della curva, causato da altri motivi.
- Fattori che Incidono sull'Offerta:
- Tecnologia di Produzione: Accresce la produttività.
- Prezzi dei Fattori Produttivi: Aumento dei prezzi riduce l'offerta.
- Aspettative dei Produttori: Influiscono sulla produzione futura.
- Numero dei Venditori: Se cresce, l'offerta aumenta.
- Fattori Naturali e Sociali: Influiscono sui costi di produzione.
- Politiche Governative: Tramite norme o incentivi.
EQUILIBRIO DI DOMANDA -OFFERTA E IL CONTROLLO DEI PREZZI
- Equilibrio di Mercato: Intersezione tra curva di domanda e offerta.
- Prezzo di Equilibrio: Market-clearing price, prezzo che eguaglia domanda e offerta.
- Quantità di Equilibrio: Quantità che eguaglia domanda e offerta.
Forbice Marshalliana
- Alfred Marshall: Il prezzo si forma dall'incontro di domanda e offerta.
- Disequilibrio:
- Eccesso di Offerta: Quantità offerta > quantità domandata (prezzo > equilibrio).
- Eccesso di Domanda: Quantità domandata > quantità offerta (prezzo < equilibrio).
- Aggiustamenti:
- Approccio Walrasiano: Equilibrio tramite variazione del prezzo.
- Approccio Marshalliano: Equilibrio tramite variazione della quantità offerta.
- Claudio Paribus: Variabili diverse da quelle studiate sono ipotizzate costanti.
- Metodo di Equilibrio Parziale: Studio di un singolo mercato in isolamento.
- Statica Comparata: Confronto tra due diverse posizioni di equilibrio di mercato.
CONTROLLO SUI PREZZI
- Intervento del Policy Maker: Quando ritiene che il prezzo di equilibrio non sia equo.
- Tetto al Prezzo: Prezzo massimo di un bene, a favore dei consumatori.
- Pavimento al Prezzo: Prezzo minimo di un bene, a favore dei produttori.
- Livello Massimo di Prezzo:
- Non Vincolante: Se superiore a quello di equilibrio.
- Vincolante: Se inferiore a quello minimo.
- Carenza dei beni: Qd > Qo.
- Razionamento non di prezzo: Discriminazione tra compratori non basata sul mercato.
- Livello Minimo di Prezzo:
- Non Vincolante: Se inferiore al prezzo di equilibrio.
- Vincolante: Se superiore al prezzo minimo.
- Surplus di beni: Eccesso di offerta.
- Razionamento non di prezzo: Basato su criteri discriminatori.
ELASTICITÀ
- Misurazione della reattività di domanda e offerta alle variazioni di prezzo.
- Tipi di Elasticità:
- Elasticità della Domanda Rispetto al Prezzo: Misura quanto la quantità domandata reagisce alla variazione del prezzo (segno negativo).
- Elastica: e > 1
- Perfettamente Elastica: e = inf.
- Con Elasticità Unitaria: e = 1
- Anelastica: e < 1
- Perfettamente Anelastica: e = 0
- Domanda più Anelastica:
- Bene necessario.
- Meno sostituti.
- Mercato definito in senso ampio.
- Domanda più Elastica:
- Bene di lusso.
- Molti sostituti.
- Mercato definito in senso ristretto.
- Ricavo Totale: Somma pagata dai compratori.
- RT = p x q
- Domanda Elastica: Aumento del prezzo riduce RT.
- Domanda Anelastica: Aumento del prezzo aumenta RT.
- Elasticità della Domanda Rispetto al Reddito: Misura la variazione percentuale della quantità domandata per una variazione percentuale del reddito Y.
- Beni superflui: Molto elastici rispetto al reddito.
- Beni necessari: Inelastici rispetto al reddito.
- Elasticità Incrociata della Domanda al Prezzo: Misura la variazione percentuale della domanda del bene 1 in relazione alla variazione percentuale del prezzo del bene 2.
- Beni complementari: Elasticità incrociata negativa.
- Beni sostituti: Elasticità incrociata positiva.
- Elasticità dell’Offerta Rispetto al Prezzo: Misura il rapporto tra la variazione percentuale della quantità offerta e la variazione percentuale del prezzo (sempre positiva).
- Eo > 1: elastica
- Eo = inf: perfettamente elastica
- Eo = 1: elasticità unitaria
- Eo < 1: anelastica
- Eo = 0: perfettamente anelastica
- Determinanti dell'Elasticità dell'Offerta: Il periodo di tempo (più elastica nel lungo periodo).
- Elasticità della Domanda Rispetto al Prezzo: Misura quanto la quantità domandata reagisce alla variazione del prezzo (segno negativo).
PROBLEMA DI SCELTA DEL CONSUMATORE O MODELLO ECONOMICO STANDARD
Ottica Consequenzialista: La scelta tra diverse azioni viene considerata come una scelta tra le conseguenze economiche che ne derivano.
Agente Economico Razionale: Cerca di massimizzare l’utilità, considerando ciò che si può spendere.
Problema di Scelta del Consumatore: Quale bene rende massimo il suo benessere, considerando gusti, reddito e prezzo dei beni.
- Vincolo di Bilancio: Ciò che può permettersi.
- Curve di Indifferenza: Ciò che vorrebbe acquistare.
Vincolo di Bilancio: Rappresenta i panieri che il consumatore può permettersi, visto il reddito e il prezzo del bene.
- La pendenza della linea di bilancio è data dal rapporto dei prezzi dei due beni e misura il trade-off tra essi, imposto dal mercato.
Curve di Indifferenza: Insieme di tutti i beni che lasciano il consumatore ugualmente soddisfatto.
- Il consumatore sarà indifferente rispetto a tutti i panieri posti sulla stessa curva di indifferenza.
- La pendenza è detta saggio marginale di sostituzione SMS, ossia la quantità di un certo bene 1 che il consumatore richiede come compensazione alla rinuncia di un'unità del bene 2 per mantenere la propria soddisfazione.
- Proprietà:
- Il consumatore preferirà sempre una curva di indifferenza più alta rispetto a quella più bassa.
- Le curve di indifferenza hanno sempre pendenza negativa.
- Impossibilità di incrocio tra due curve di indifferenza.
- Le curve di indifferenza sono convesse.
Beni Costituiti Perfetti e Beni Complementari: Casi particolari.
Obiettivo del Consumatore: Massimizzare le preferenze dato il vincolo di bilancio.
- Questo si realizza nell’ottimo del consumatore, ossia il paniere di tangenza tra il vincolo di bilancio e la curva di indifferenza più alta.
- In questo punto le due pendenze corrispondono, quindi il rapporto tra i prezzi e il saggio marginale di sostituzione sono uguali.
Effetto di una Variazione del Reddito: Aumentando il reddito del consumatore, il vincolo di bilancio si sposta verso destra, quindi il consumatore può scegliere un paniere su una curva di indifferenza più alta.
Effetto della Variazione di un Prezzo: Provoca una rotazione del vincolo di bilancio (verso l’esterno se il prezzo diminuisce, verso l’interno se aumenta).
- Effetto Reddito: È la variazione del consumo di un bene che si ha quando la variazione del prezzo di uno dei due beni, sposta il consumatore su una curva di indifferenza differente.
- Effetto Sostituzione: È la variazione del consumo di un bene che si ha quando la variazione del prezzo di uno dei due beni sposta il consumatore ad un punto con diversi saggio marginale di scambio ma sulla stessa curva di indifferenza.
Beni di Griffen: Beni inferiori per i quali l’effetto reddito è maggiore di quello sostituzione (pendenza positiva).
Sentiero di Espansione del Reddito: Le variazioni dell’ottimo del consumatore in base al reddito.
SCELTE DELL’IMPRENDITORE
- Gli imprenditori devono prendere decisioni ed effettuare scelte in modo da minimizzare i costi e massimizzare i ricavi in quanto anch'essi sono esseri razionali
- Le scelte dell’imprenditore si basano su previsioni, infatti egli pianifica il livello di produzione e sceglie la combinazione dei fattori produttivi in base a determinati vincoli: i vincoli tecnici (tecnologia disponibile) e vincoli di mercato (domanda e prezzo).
- la grandezza o scala di produzione: essa deve essere preceduta dalle previsioni della futura domanda
- La dislocazione dell’impianto
- La tecnica produttiva o metodo di produzione: questa scelta è molto importante poiché da essa dipende il rapporto tra capitale fisso (es: capannone…) e capitale variabile (es: numero di lavoratori stagionali…) e quindi il rapporto tra costi fissi e costi variabili. È importante perché dall’installazione del capitale fisso l’impresa determina le caratteristiche del processo produttivo e acquisisce una determinata capacità produttiva, intesa come la quantità di beni e servizi che può essere ottenuta dall’utilizzazione del capitale fisso
- La combinazione dei fattori produttivi variabili: se la tecnica produttiva è il capitale fisso sono dati allora la combinazione ottima dei fattori di produzione riguarda la scelta dei fattori produttivi variabili, cioè sostituibili tra di loro; per raggiungere l’efficenza economica bisogna rapportare la quantità dei fattori produttivi variabili con i rispettivi prezzi (costi) e con la produttività marginale
- Valutazione della tecnica produttiva più conveniente: l’imprenditore deve considerare i costi monetari (oltre alle funzioni di produzione), deve quindi conoscere i prezzi dei fattori produttivi e individuare la tecnica che minimizza i costi di produzione
- Minimizzazione dei Costi e Massimizzazione Vincolata:
- l’isoquanto è la relazione tra tutte le coppie di lavoro L e capitale K che potrebbero essere realizzate allo scopo di produrre q unità di output
- le funzioni di isocosto mostrano le combinazioni di K e L impiegabili da parte dell’impresa e comportanti lo stesso costo totale. Quanto più ci si allontana dall’origine, tanto più è elevato il costo totale rappresentato da ogni successiva funzione di isocosto
- graficamente se considero la combinazione di due fattori per ottenere la stessa quantità di output abbiamo una curva detta isoquanto
- la combinazione di fattori di minor costo è individuata dal punto di tangenza tra un isoquanto e il vincolo di bilancio dato
PRODUZIONE E COSTI
- Obiettivi dell'Impresa:
- Come produrre (efficienza tecnica): Combinare gli input per ottenere output al minimo costo.
- Quanto produrre (efficienza economica): Massimizzare il profitto.
- Funzione di Produzione (fdp): Relazione tra input e output con modi efficienti di produzione.
- Prodotto Medio (PMe): Rapporto tra prodotto totale e quantità di un fattore.
- Prodotto Marginale (PM): Incremento di prodotto aumentando di un'unità un fattore.
- Principio del Prodotto Marginale Decrescente: Al crescere di un solo fattore, il suo prodotto marginale diminuisce.
- Funzione di Produzione: Mostra la relazione tra N. di lavoratori e la quantità prodotta.
- Diventa sempre più piatta all'aumentare dei lavoratori, a causa del prodotto marginale decrescente.
- Curva di Costo Totale: Mostra la relazione tra la quantità prodotta e il costo totale di produzione, per lo stesso motivo di prima, essa diventa più ripida all’aumentare della quantità prodotta.
- Produzione congiunta: Diverse imprese producono più prodotti.
- Frontiera delle possibilità di produzione (FPP): Una funzione che racchiude combinazioni efficienti di prodotti dati i fattori e la tecnologia.
- La pendenza è detta Saggio marginale di trasformazione (SMT).
- Ricavo totale = dato dal prodotto tra prezzo e quantità di vendita
- Costo totale = tutte le spese per la produzione dell’output
- Profitto = RT - CT
- Costi espliciti, se richiedono un esborso monetario
- Impliciti, se non lo richiedono, ossia i costi opportunità
- Costi di Produzione:
- Costi Fissi Totali: CF, non variano con l'output.
- Costi Variabili Totali: CV, variano con l'output.
- Costo marginale CM= incremento del costo totale necessario per produrre un’unità in più di un certo output
- Il costo medio CMe, è invece il costo unitario che deve sostenere l’impresa nella produzione, ossia costo tot diviso quantità totale
- Quando CM è minore di CMeT, allora il costo medio totale CMeT diminuisce
- Quando Cm è maggiore di CMeT, CMeT aumenta.
Le curve CMe hanno una forma ad U a causa di economie e diseconomie di scala.
- Economie di scala i costi medi di lungo periodo diminuiscono all’aumentare della produzione. Esse sono interne, ossia generate dall’impresa attraverso la decisione di incrementare la scala di produzione;Possono essere:
- reali tecniche
- pecuniarie
- Economie di scala esterne, sono generate dalla decisione di espansione presa dalla collettività delle imprese che appartengono al settore
- Diseconomie di scala: i costi medi di lungo periodo crescono all’aumentare della produzione. La fonte principale di queste diseconomie è la funzione del manager, ad esempio
- comunicazioni difficili tra i differenti livelli di management o tra parti diverse dell’organizzazione
- lunghe catene di comando e organizzazione complessa
- mancanza di coinvolgimento o interesse dei lavoratori nel successo dell’azienda
- relazioni industriali problematiche dovute da complessi rapporti tra lavoratori e manager
- Teoria dei costi i costi considerati in economia non sono in pagamenti di dinaro ma principalmente costi- opportunità
- Il compenso richiesto dai proprietari per restare in affari si chiama profitto normale, mentre ogni rendimento addizionale è detto extra profitto
- Costo marginale di breve periodo CMaBP è il costo sostenuto al fine di produrre un’unità di prodotto addizionale
- Nel lungo periodo l’impresa può incrementare gli input e la relazione tra input e output in questo caso è governata dai rendimenti di scala, ossia l’incremento di prodotto derivante da un aumento proporzionale di tutti i fattori di produzione
- crescenti
- Costanti
- Decrescenti
- Nel lungo periodo l’impresa può incrementare gli input e la relazione tra input e output in questo caso è governata dai rendimenti di scala, ossia l’incremento di prodotto derivante da un aumento proporzionale di tutti i fattori di produzione
IL MERCATO DEI FATTORI DI PRODUZIONE
- La domanda dei fattori deriva dalle imprese nei confronti delle famiglie, che rappresentano l'offerta dei fattori.
- Le imprese non acquistano proprietà ma servizi dalle famiglie, seguendo la regola marginalità per la massimizzazione del profitto.
- Prodotto marginale del lavoro PML è l'incremento di output che ottengo impiegando un’unità addizionale di lavoro, a parità degli altri fattori produttivi.
- Legge dei rendimenti decrescenti: PML diminuirà al crescere del numero di lavoratori impiegati
- Valore del prodotto marginale VPML = prezzo del bene P x PML.
- VPML definisce la domanda di lavoro dell'impresa.
- La funzione di produzione, rappresenta la relazione tra i fattori di produzione e la quantità prodotta: aumentando la quantità di fattori di produzione, la funzione diventa sempre più piatta, spiegando quindi l’andamento decrescente del PML. Essendo che PML diminuisce al crescere di L, anche VPML é decrescente.
- L’azienda quindi assume lavoratori fino che VPML che ottiene dal lavoratore addizionale, sarà uguale al costo marginale W, ossia il salario di quel lavoratore.
- La domanda di lavoro deriva quindi dall’obiettivo dell’impresa di massimizzare il profitto
- SCELTA DI QUANTE ORE LAVORARE
La scelta si traduce nella scelta tra il denaro e il tempo libero;Aumentare il tempo libero significa lavorare meno e quindi avere meno denaro
L’aspetto rilevante diventa quindi il salario W, visto come costo opportunità del tempo libero, mentre il denaro ha prezzo 1. - effetti della variazione della domanda
- Variazione del prezzo del prodotto
- Cambiamento tecnologico
- effetti della variazione dell’offerta sono:
- Cambiamento delle preferenze nella scelta tra lavoro e tempo libero
- Nuove opportunità in altri mercati del lavoro
- Immigrazione
- Bisogna fare distinzione tra il salario nominale W e quello reale W/p W/p é una misura del potere di acquisto del reddito dei lavoratori, ossia la loro capacità di comprare beni e servizi ed è quello considerato da imprese e lavoratori.
- La differenza tra il reddito percepito da un fattore produttivo( quanto guadagno) e il costo opportunità del suo impiego( quando ho rinunciato per farlo), e dipende dal fatto che unità successive dello stesso fattore produttivo vengono messe sul mercato ad un prezzo via via crescente
Quindi sono differenti e non in relazione tra essi. - Fattori di produzione principio : terra capitale e lavoro.
- Il prezzo di affitto di terra e capitale, ossia la sua remunerazione é uguale
- La loro remunerazione MONOPSONIO É un mercato in cui esiste un solo compratore e molti venditori, es prof universitari.
- QUANTITÀ OTTIMIZZATA DI LAVORATORI = E
- SALARIO DI MONOSSONIO = I
- EQUILIBRIO NEL CASO DI MERCATO PC = C
maggiori
MONOPOLIO BILATERALE - Un mercato in cui esistono un unico compratore, es associazione delle imprese, è un unico venditore, es sindacato unico.
- Non ci sarà sempre disoccupazione e sindacato se vuole vendere S e l’associazione delle imprese vuole comprare M, il salario sarà compreso tra Ws e Wm e la quantità di lavoro tra Ls e Lm..L’equilibrio si sposterà verso uno o l’altro in base alla forz contrattuale delle due parti.
- MONOPOLIO AL CONTRARIO!!!
ECONOMIA DEL BENESSERE
- Misura quanto la società sta bene
- I compratori e venditori beneficiano dal partecipare al mercato, secondo il principio dei vantaggi dello scambio
- Dimostrare per cuore se l’equilibrio di mercato sia efficiente o meno, se esso massimizza il benessere totale del compratori e venditori nel mercato PC: bisogna dimostrare la validità del principio della Mano Invisibile di Smith, entrando nell’economia del benessere.
- Economia del benessere: branca che si occupa di analizzare come l’allocazione delle risorse influenza il benessere economico degli agenti è misura con il surplus che a sua volta si divide in, Surplus del consumatore CS (AREA DEL CONSUMATORE) , Surplus del produttore PS(AREA DEL PRODOTTORE)
- Entrambe sono misure monetarie del benessere espresse quindi in €
- Il CS misura il benessere dal punto di vista dei compratori:
È dato dalla somma che sarebbe disposto a pagare - alla somma che effettivamente paga , ovvero il prezzo
È dato dall’area compresa tra la curva di domanda, il prezzo di mercato( punto equilibrio) e l’asse delle ordinate Quindi il CS cresce al ridursi del prezzo di mercato,infatti se il prezzo diminuisce i consumatori con grandi disponibilità incrementano CS e quelli con bassa possono acquistare il bene’ - (PS)SURPLUS DEL PRODOTTORE misura il benessere dal punto di vista del venditore, ossia il beneficio netto che ricava dal partecipare al mercato, ed è dato dalla somma totale incassata meno il costo di produzione, è misurato dall’area tra il prezzo di mercato , curva d’offerta e asse delle ordinate
- TEOREMA DELLA MANO INVISIBILE
È sempre massimizzata, cioè è ottima solo se nel mercato si parla di concorrenza perfetta ,senza fallimenti
Mercato libero i beni offerti sono assegnati ai consumatori che li valutano di Più e la domanda premia i venditori capaci di produrre tali beni al costo più Basso
l mercato attraverso l’azione del prezzo coordina le azioni di tutti gli agenti verso l’esito più Efficiente
Se disp== pagare è maggiore della disponibilità a vendere, lo scambio è Vantaggioso ,altrimenti no.
IMPOSTE
- Quando viene imposta un imposta su un bene, non sul reddito, la sua dimensione di mercato si riduce. le imposte possono essere dirette o indirette a sua volta specifica e ad valorem
Quindi un imposta genera sempre una riduzione del benessere sociale
perdita secca DWL= riduzione del surplus totale causato dall’introduzione di un imposta ( 200 x 0.20/2= 20€)
Se l’offerta è relativamente anelastica la DWL È modesta. Se l’offerta è relativamente elastica la DWL è elevata
Anche se lo stato dovesse restituire l’intero incasso dell’imposta ,il benessere complessivo sarebbe comunque ridotto di un ammontare pari a DWL
Il MONOPOLIO
*monopolio
unico venditore che ha il totale controllo di un’ industria
è l’unica a produrre un certo prodotto e il prodotto NON ha buoni sostituti e soprattutto non esiste possibilità di entrata nel mercato per altre imprese.
Essendo un monopolio quindi non si parla più di Price- Taker ma si parla di Price – Maker
Causa principale del monopolio è la presenza di barriere all’entrata di imprese concorrenti,che possono essere causate da vari motivi
Un monopolio delle risorse
*monopolio di stato
*monopolio naturale
*Crescita esterna
La conseguenza principale è quindi che il monopolista non sarà price-taker come nel PC ma price- maker
Il ricavo marginale RM del monopolista è sempre inferiore al prezzo del bene,quindi la curva RM è sempre sotto quella del RMe=P. Questo perché, dato che la curva di domanda è discendente, quando il monopolista vuole vendere un’unità in più deve ridurre il prezzo, ma il