Note sul Capitolo 6: Tecnologia e Produzione

Tecnologie e Produzione

Obiettivi di apprendimento

Dopo aver letto questo capitolo, gli studenti dovrebbero essere in grado di:

  1. Descrivere i metodi di produzione efficienti per un'impresa.

  2. Calcolare il prodotto medio e il prodotto marginale, e spiegare in che modo essi misurano la produttività di un'impresa.

  3. Analizzare la sostituzione degli input nella produzione con due input variabili.

  4. Capire il concetto di rendimenti di scala.

  5. Discutere le fonti di differenze nella produttività fra imprese e nel tempo.

Introduzione storica

Nel gennaio 1907, Henry Ford stava per introdurre sul mercato il Modello T. All'epoca, l'automobile era un prodotto raro e costoso. Ford cercava di abbattere i costi di produzione e di rendere le automobili accessibili a tutti. Con l'innovazione della catena di montaggio, Ford riuscì ad aumentare notevolmente le vendite, passando da 43.000 automobili vendute nel 1906 a 1,7 milioni nel 1917.

Le decisioni produttive delle imprese

Nei mercati liberi, la produzione è prevalentemente gestita da aziende private, le quali massimizzano i profitti. La nostra analisi, pur incentrata su questo modello, si applica anche a organizzazioni no-profit.

Aspetti fondamentali da considerare
  1. Tecnologie di produzione: Le imprese devono selezionare metodi che massimizzino l'output, cercando di raggiungere l'efficienza.

  2. Produzione con un input variabile: Le tecnologie più semplici coinvolgono un solo input e forniscono un output. Esamineremo le misure chiave di produttività: prodotto medio e prodotto marginale.

  3. Produzione con due input variabili: La maggior parte delle imprese utilizza più input per generare un singolo output e può sostituire un input con un altro.

  4. Rendimenti di scala: Rappresentano l'efficienza con cui un'impresa trasforma input in output all'aumentare della produzione.

  5. Differenze di produttività: Le differenze tra produttività di imprese diverse e il cambiamento tecnologico saranno analizzate.

Tecnologie di Produzione

Le tecnologie di un'impresa rappresentano tutti i possibili modi per produrre output. Un metodo è considerato efficiente se non esiste un altro modo per ottenere un output maggiore con lo stesso input.

ESEMPIO 6.1: Assemblaggio delle panchine da giardino

Giovanni e Carla desiderano avviare un’impresa di assemblaggio di panchine da giardino nel loro garage. Questo esempio illustra il passaggio dalla produzione individuale alla cooperazione organizzata:

  • Metodo A (Produzione Individuale): 1 operaio produce 33 panchine a settimana.

  • Metodo B (Assenza di Coordinamento): 2 operai lavorano in modo indipendente e producono 33×2=6633 \times 2 = 66 panchine. L'output e puramente additivo.

  • Metodo C (Collaborazione): I due operai iniziano a collaborare nelle fasi pi faticose, aumentando l'output a 70 panchine. Si manifestano le prime economie di scala interne.

  • Metodo D (Specializzazione): Gli operai dividono i compiti (es. uno taglia, l'altro assembla). L'efficienza sale a 74 panchine a settimana grazie alla riduzione dei tempi morti.

  • Evoluzione: Con 4 operai e metodi ottimizzati, l'output pu raggiungere le 132 panchine, sfruttando appieno la capacit fisica del garage.

Produzione di breve e lungo periodo

  • Breve periodo: Intervallo temporale in cui almeno un fattore produttivo e fisso (tipicamente il capitale o lo spazio fisico come il garage). Le decisioni riguardano solo la variazione dei fattori variabili (lavoro).

  • Lungo periodo: Orizzonte temporale sufficientemente ampio da permettere la variazione di tutti i fattori produttivi. L'impresa pu investire in nuovi macchinari o espandere la sede produttiva.

Funzione di Produzione (Q=F(L,K)Q = F(L, K))

La funzione di produzione mette in relazione la quantit massima di output (QQ) ottenibile da una data combinazione di input (Lavoro LL e Capitale KK). Parametri fondamentali:

  1. Prodotto Medio del Lavoro (APLAP_L): Misura la produttivit media per lavoratore.

    • APL=QLAP_L = \frac{Q}{L}

  2. Prodotto Marginale del Lavoro (MPLMP_L): Misura l'incremento di output generato da un'unit aggiuntiva di lavoro.

    • MPL=ΔQΔLMP_L = \frac{\Delta Q}{\Delta L}

Relazione Matematica: Se MPL > APL, il prodotto medio aumenta; se MPL < APL, il prodotto medio diminuisce.

Legge dei Rendimenti Marginali Decrescenti

Aggiungendo unit di un fattore variabile (lavoro) a un ammontare fisso di altri fattori (capitale), si raggiunger un punto in cui gli incrementi di output risultanti saranno via via minori. Questo accade perch i lavoratori in eccesso iniziano a intralciarsi o devono condividere attrezzature limitate.

Sostituzione degli Input e Isoquanti

Un isoquanto e una curva che mostra tutte le combinazioni di lavoro e capitale che producono lo stesso livello di output.

  • Saggio Marginale di Sostituzione Tecnica (MRTS): Indica la quantit di capitale che l'impresa pu ridurre aumentando il lavoro di un'unit, mantenendo costante l'output.

    • MRTS<em>L,K=ΔKΔL=MP</em>LMPKMRTS<em>{L,K} = -\frac{\Delta K}{\Delta L} = \frac{MP</em>L}{MP_K}

Rendimenti di Scala

Analizzano come varia l'output quando tutti gli input aumentano proporzionalmente della stessa misura (λλ):

  • Costanti: Se raddoppiando gli input, l'output raddoppia esattamente.

  • Crescenti (Economie di Scala): Se raddoppiando gli input, l'output aumenta di pi del doppio (F(\u03BB L, \u03BB K) > \u03BB Q).

  • Decrescenti (Diseconomie di Scala): Se l'output aumenta meno che proporzionalmente (F(\u03BB L, \u03BB K) < \u03BB Q).

Funzione Cobb-Douglas: Espressa come Q=ALαKβQ = AL^\alpha K^\beta. Se α+β=1\alpha + \beta = 1, i rendimenti sono costanti; se > 1, sono crescenti; se < 1, sono decrescenti.

Differenza di Produttività e Cambiamento Tecnologico

Il progresso tecnologico sposta la funzione di produzione verso l'alto, permettendo di produrre di pi con gli stessi input. Le imprese investono in Ricerca e Sviluppo (R&S) per ottenere vantaggi competitivi e brevetti, migliorando la resilienza nel tempo.