Guida Universitaria Completa alla Mononucleosi Infettiva (EBV)
Introduzione ed Epidemiologia della Mononucleosi Infettiva (MI)
- Definizione: La mononucleosi infettiva è considerata una delle malattie virali più interessanti e diffuse dell'età evolutiva.
- Epidemiologia e Diffusione:
- Si differenzia dalle comuni malattie infettive dell'infanzia per la sua scarsa contagiosità.
- Tende a verificarsi in età relativamente avanzata, principalmente nell'età scolastica o adolescenziale.
- Nonostante la bassa contagiosità, colpisce prima o poi quasi il 100% dei nati.
- Interazione Virus-Ospite:
- L'interazione tra il virus e il sistema immunitario è estremamente complessa e si protrae nel tempo.
- L'espressione clinica della malattia è il risultato diretto di questa interazione.
- La tipicità dei sintomi è legata alla maturità della risposta immunitaria: quanto più il bambino è piccolo (e dunque con risposta immune meno matura), tanto meno tipica è la presentazione clinica.
- Rischi di Risposta Immune Difettosa: Una risposta immunitaria non adeguata può portare a evoluzioni maligne, tra cui:
- Linfoma.
- Carcinoma nasofaringeo.
- Immunodeficienza.
Eziologia e Caratteristiche del Virus di Epstein-Barr (EBV)
- Agente Eziologico: Il virus della mononucleosi infettiva è il virus di Epstein-Barr (EBV).
- Cenni Storici:
- Fu descritto per la prima volta al microscopio elettronico da Epstein, Achong e Barr.
- Identificato inizialmente nelle cellule del linfoma di Burkitt, un tumore frequente in Africa.
- La correlazione con la mononucleosi infettiva è stata stabilita solo successivamente attraverso studi sierologici.
- Classificazione: L'EBV appartiene alla famiglia degli Herpesviridae, la stessa di:
- Virus dell'Herpes simplex (HSV).
- Virus della varicella (VZV/CMV).
- Virus della VI malattia (HV-6).
- Struttura Virale:
- È un DNA-virus.
- Possiede un nucleocapside di forma icosaedrica.
- Presenta un mantello complesso definito envelope.
- È caratterizzato dalla persistenza vitale naturale nell'organismo colonizzato, con la possibilità di gettate moltiplicative occasionali (sintomatiche o asintomatiche).
- Sierotipi: Esistono due sierotipi principali:
- Tipo A: Il più diffuso nella popolazione sana.
- Tipo B: Si riscontra più frequentemente in soggetti immunodepressi e spesso rappresenta l'espressione di una seconda infezione.
Trasmissione, Immunità e Tempi di Infettività
- Meccanismo di Trasmissione:
- Nota popolarmente come "malattia del bacio".
- Il veicolo principale è la saliva.
- Carica Virale e Persistenza:
- La carica virale nella saliva non è generalmente elevata per lunghi periodi, ma può persistere per più di un anno dopo l'infezione iniziale.
- Occasionalmente, il virus può essere espulso nella saliva per tutto il resto della vita.
- Periodo Contumaciale: Non esiste un periodo contumaciale definito, né un periodo in cui si possa garantire la totale non infettività.
- Immunità:
- L'immunità è permanente.
- Limita l'infezione a un singolo episodio o, in casi rari, a due episodi causati da sierotipi diversi (evento raro grazie all'immunità crociata).
- Mononucleosi Trasfusionale: Presenta una gravità particolare, spesso perché i riceventi si trovano in condizioni di compromissione immunologica transitoria.
Patogenesi e Interazione con i Linfociti B
- Tessuti-bersaglio:
- Sede dell'inoculo: Cellule epiteliali del faringe.
- Sede dell'interazione immunitaria: Tessuto linfatico, prevalentemente tonsillare.
- Il ruolo dei Linfociti B:
- I linfociti B sono le cellule dove il virus cresce e sopravvive permanentemente.
- Nel nucleo dei linfociti B colonizzati compare precocemente l'EBNA (Epstein-Barr Nuclear Antigen).
- Immortalizzazione e Anticorpi Eterofili:
- I linfociti B vengono immortalizzati dal virus e stimolati a produrre anticorpi policlonali eterofili.
- Gli anticorpi eterofili mostrano affinità verso antigeni di altri animali (equini, bovini, ovini, roditori).
- Sono responsabili della positività ai test diagnostici come la reazione di Paul-Bunnell-Davidson (agglutinazione di emazie di montone dopo adsorbimento su rene di cavia) e test commerciali rapidi (Mono-test, Mono-spot, ecc.).
- Autoantigeni: Lo stimolo policlonale porta alla produzione di anticorpi verso autoantigeni, causando complicanze autoimmuni transitorie come piastrinopenia e anemia emolitica.
Risposta Immunitaria Cellulare e Marcatori Sierologici
- Risposta T-linfocitaria:
- Si scatena una risposta di tipo T-memoria contro l'immortalizzazione dei linfociti B EBNA-positivi.
- Questa risposta blocca l'immortalizzazione ma non elimina il virus, che persiste all'interno dei linfociti.
- Antigeni Virali: In parte della popolazione linfocitaria compaiono altri antigeni:
- EA (Early Antigen):
- Forma D (diffusa): Presente in nucleo e citoplasma.
- Forma R (ristretta): Solo citoplasmatica.
- VCA (Viral Capsid Antigen): Antigene del capside virale, localizzato nel citoplasma.
- Significato dei Marcatori (Sierologia):
- IgM anti-VCA: Presenti dai primi sintomi; indicano infezione in atto; durano per qualche mese.
- IgG anti-VCA: Presenti dai primi sintomi; persistono per tutta la vita.
- IgG anti-EBNA: Compaiono dopo 6−8 settimane; indicano la guarigione e persistono per tutta la vita.
- IgM anti-EBNA: Compaiono tra 1−2 settimane; persistono per qualche settimana.
- Anti-EA-D: Associati a forme severe e al carcinoma naso-faringeo; compaiono tra 1−4 settimane.
- Anti-EA-R: Associati al linfoma di Burkitt; compaiono tra 3−6 settimane.
- I test diagnostici correnti si basano principalmente sul dosaggio di IgM e IgG anti-VCA.
Criteri di Laboratorio e il "Buntes Bild"
- Quadro Ematologico Tipico: L'emocromo presenta un quadro definito "variopinto" (Buntes Bild) dovuto alla presenza di:
- Linfociti B immortalizzati.
- Linfociti T reattivi.
- Cellule di Downey:
- Tipo I: Grandi cellule monocitoidi aderenti agli eritrociti con margini deformati da questi.
- Tipo II: Grande mononucleato iperbasofilo.
- Tipo III: Forme blastiche.
- Nei contatori elettronici queste cellule sono segnalate come LUC (Lymphoid Unclassified Cells).
- Parametri di Laboratorio Aspecifici:
- Linfocitosi atipica: Di regola.
- Aumento di Neutrofili e Piastrine (Plt↑): Spesso.
- Innalzamento di VES e PCR: Di regola.
- Monotest: Positivo nel 50−70% dei bambini e nel 90−95% degli adolescenti.
- Innalzamento Transaminasi (TGO - TGP): Presente nel 50% dei bambini e nel 90% degli adolescenti.
Manifestazioni Cliniche e Diagnosi
- Variabilità del Quadro Clinico:
- La malattia è spesso asintomatica o aspecifica (molti sieropositivi non ricordano l'evento).
- Più il bambino è piccolo, più i sintomi sono sfumati.
- La presenza di anticorpi eterofili non è costante (compaiono di solito dal 4∘ giorno), ma è molto specifica.
- Segni Classici della Triade:
- Angina Pseudomembranosa: Accompagnata da ipertrofia dell'anello di Waldeyer, che causa disturbi a respirazione, fonazione e deglutizione.
- Linfadenopatia: Ipertrofia linfoghiandolare laterocervicale (obbligatoria) e periferica (facoltativa).
- Splenomegalia: Spesso presente.
- Manifestazioni Cutanee e Altri Segni:
- Esantema maculo-papulare o rubeoliforme in circa il 15% dei pazienti.
- Rash da farmaci: Si sviluppa quasi sempre tra la quarta e quinta giornata se il paziente viene erroneamente trattato con ampicillina.
- Edema palpebrale: Segno che aggiunge tipicità al quadro clinico.
Evoluzione Cronica e Condizioni Patologiche Associate
- Infezione Cronica: È possibile quando l'equilibrio tra proliferazione dei linfociti B e controllo dei linfociti T-memoria non viene raggiunto.
- Sindrome XLP (Sindrome di Duncan):
- X-linked proliferative disease.
- Dovuta al mancato blocco dell'immortalizzazione dei linfociti B.
- Caratterizzata da anemia aplastica, ipogammaglobulinemia e linfoma.
- Risposte Incomplete:
- Mancata formazione di anti-EBNA.
- Persistenza prolungata di IgM.
- Può associarsi a stati di immunodeficienza primitiva o secondaria.
- Sintomi persistenti possono includere febbre, adenopatia e polmonite interstiziale.
- Sindrome Tensione-Stanchezza: Associata a bassi titoli di EBNA IgG e alti titoli di EA-R e VCA IgG.
Opzioni Terapeutiche e Gestione del Paziente
- Mononucleosi non complicata: In genere non richiede alcun trattamento specifico.
- Trattamento Antivirale:
- Indicato per forme protratte, complicate o in soggetti immunocompromessi.
- Gancyclovir: Considerato più efficace.
- Acyclovir: Meglio tollerato, sebbene sia fallito nel trattamento della sindrome da stanchezza cronica.
- Trattamento Cortisonico:
- Molto efficace sui sintomi.
- Tuttavia, è considerato pericoloso perché può interferire con il conflitto tra virus e sistema immunitario.
- Va riservato esclusivamente alle complicazioni.
- Trattamento Antibiotico:
- Indicato solo in caso di superinfezioni batteriche.
- La più comune è l'infezione da streptococco A.
- Si utilizzano generalmente macrolidi.
- Interferone Alfa: Trova indicazione in alcune forme di evoluzione cronica.