Note su Gianfranco Contini: Scritti su Eugenio Montale

Critica e Metodo in Ossi di seppia

  • Gianfranco Contini evidenzia un equivoco della critica (es. Gargiulo): l'aver dato risalto esclusivo al sentimento di una natura «petrosa» trascurando la fecondità dei risultati poetici e ritmici.

  • Il discorso montaliano adotta un tono «familiare» rivolto a un interlocutore («ascoltami», «vedi»).

  • Il linguaggio fonde termini tecnici o dialettali (upupaupupa, stollostollo, sciabordasciaborda) con vocaboli letterari (pomariopomario, reliquiarioreliquiario, aligeroaligero) usati con valore opposto all'estetismo tradizionale.

Temi e Mitologie degli Ossi

  • Il ritmo è inteso come espressione di una dialettica dei sentimenti e di necessità soggettive, evidente in liriche come I limoni.

  • Centralità del mito del «meriggio»: rappresenta l'ora topica della distruzione meridiana, lo sciogliersi della vita e la rivelazione delle forme che si sgretolano.

  • Montale è descritto come un «Proust alla rovescia»: vive l'angoscia della distanza insuperabile dal passato e l'impossibilità del ritorno.

  • La «divina Indifferenza» (in Portovenere) è una condizione recettiva anteriore alla scelta e alla definizione di un volto sociale.

Dagli Ossi alle Occasioni: La Poetica del Fantasma

  • Passaggio da una fase «descrittiva» (ingorgo di oggetti non amati negli Ossi di seppia) a una fase «assertiva» e matura.

  • La maturità coincide con l'identificazione di un «fantasma» o immagine-emblema capace di liberare il mondo nascosto.

  • La poesia montaliana si definisce come «divinazione del passato» e fabbricazione della «grazia» attraverso un intenso lavoro interno.

  • L'oggetto diventa un «talismano» o amuleto salvifico, come il «topo bianco d’avorio» in Dora Markus.

Metrica e Relazioni Letterarie

  • Uso strategico di settenari e endecasillabi; la metrica tradizionale serve come strumento mnemonico per penetrare il mistero.

  • Presenza di echi letterari «occasionali» da Dante, Leopardi, D'Annunzio, Pascoli e Gozzano.

  • In Arsenio, l'immobilità psicologica viene storicizzata e tradotta in motivo poetico attraverso un ritmo specifico («ritornello di castagnette»).

  • La «prosa» montaliana funge da premessa necessaria all'unità lirica, preparando lo scatto verso l'istante di grazia gnoseologica.