Story di Robert McKee - Appunti Dettagliati
ROBERT MCKEE - STORY
Contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e l'arte di scrivere storie.
DEDICA
Robert McKee dedica questo libro alla memoria dei suoi genitori, che gli hanno insegnato ad amare le storie. Il padre lo introdusse alle favole di Esopo, sperando di migliorare la sua condotta, chiedendogli sempre cosa significasse ogni storia per lui. La madre, invece, lo spinse ad entrare nel mondo dello spettacolo, credendo che ci sarebbe stato sempre bisogno di intrattenimento.
RINGRAZIAMENTI
Mckee ringrazia sua moglie Suzanne Childs per il suo amore, logica, e ottimismo. Ringrazia Jess Money, Gail McNamara e Andrew Albanese per il loro aiuto nel revisionare le stesure del libro. Ringrazia Debra Rodman per la sua rapidità come agente e Judith Regan per aver insistito sulla pubblicazione del libro. Un ringraziamento speciale va alla Evans Scholars Foundation e all'università del Michigan. Infine, ringrazia i suoi studenti, le cui domande hanno arricchito la sua comprensione dell'arte della scrittura.
NOTA SUL TESTO
I film citati nel libro sono stati scelti per la loro chiarezza nell'illustrare i concetti esposti, privilegiando quelli facilmente reperibili in DVD.
PARTE I: LO SCRITTORE E L'ARTE DELLA STORIA
Introduzione
- Principi, non regole: Un principio spiega perché qualcosa funziona, mentre una regola impone un metodo. Gli sceneggiatori inesperti seguono le regole, gli artisti padroneggiano la forma.
- Forme eterne, non formule: Non esistono schemi garantiti per il successo commerciale. Story promuove l'originalità e la riscoperta dei principi fondamentali.
- Archetipi, non stereotipi: Le storie archetipiche esprimono esperienze umane universali con specificità culturale, mentre quelle stereotipate sono generiche e limitate. Esempio: "Come l'acqua per il cioccolato" di Laura Esquivel, che tratta temi universali come dipendenza e indipendenza in un contesto culturale unico.
- Lavoro minuzioso, non scorciatoie: Scrivere una sceneggiatura richiede tanto tempo quanto scrivere un romanzo, e spesso di più, a causa della necessità di economia e precisione. Pascal si scusò di aver scritto una lettera lunga, affermando di non aver avuto il tempo di scriverne una più breve. La brevità richiede tempo, ed eccellenza significa costanza.
- Realtà, non mistero: I principi della narrazione sono pubblici da secoli, ma il compito diventa più difficile man mano che ci si avvicina al fuoco della narrazione perché sullo schermo non ci si può nascondere. La cinepresa svela le falsità.
- Arte, non mercato: Nessuno può prevedere il successo commerciale di un'opera. Invece di inseguire le mode, gli scrittori dovrebbero concentrarsi sull'eccellenza e l'originalità.
- Rispetto, non disprezzo verso il pubblico: Chi scrive bene desidera toccare il pubblico. Serata dopo serata, la maschera cade e i volti diventano vulnerabili e ricettivi. Il pubblico è intelligente e merita rispetto. Gli spettatori non vogliono sfuggire alla vita, ma conoscerla.
- Originalità, non copia: L'originalità nasce da scelte specifiche relative a soggetto e forma. Contenuto e forma si influenzano a vicenda. L'originalità è l'unione di forma e contenuto. Non bisogna scambiare l'originalità con l'eccentricità.
Il problema della storia
- Importanza delle storie: Le storie sono strumenti per vivere, aiutandoci a dare un significato alla vita. Oggi, le arti narrative sono diventate la fonte primaria di ispirazione dell’umanità alla ricerca di un ordine nel caos e di uno sguardo più profondo sulla vita.
*Tradizionalmente l’umanità ha cercato la risposta al quesito di Aristotele attraverso le quattro forme di saggezza: la filosofia, la scienza, la religione, l’arte. Da ognuna di queste discipline ha ricavato una rivelazione e ha stabilito un significato dell’esistenza. - Declino della narrazione: La qualità complessiva della narrazione sta diminuendo nonostante l'importanza delle storie. La loro efficacia va diminuendo.
- Cause del declino: Gli aspiranti sceneggiatori spesso non imparano il mestiere prima di iniziare a scrivere. Inoltre, c'è una crisi di valori, con relativismo e confusione morale ed etica. Gli sceneggiatori del passato apprendevano il proprio mestiere nel corso di decenni, attraverso studi universitari oppure per conto proprio in biblioteca.
- Hollywood e la ricerca di storie: Gli studios leggono migliaia di copioni alla ricerca di buone storie, ma spesso non riescono a trovare materiale migliore di quello che portano sullo schermo. Con poche eccezioni, il genio misconosciuto è un mito.
- Successo internazionale: I film asiatici stanno avendo successo a livello internazionale grazie alle loro storie magnifiche. Renoir, Bergman, Fellini, Buñuel, Wajda, Clouzot, Antonioni, Resnais venivano proiettati in tutto il mondo.
*Malgrado questo, però, non solo Hollywood sopravvive, ma addirittura fiorisce. Gli investimenti di Hollywood per lo sviluppo delle sceneggiature negli anni Novanta avevano superato i 500 milioni di dollari l’anno.
La perdita del mestiere
- Scrittura senza studio: Molti aspiranti sceneggiatori iniziano a scrivere senza una solida base di conoscenza e tecnica. Il principiante si butta, contando solo sull’esperienza. L’esperienza è importante, ma non è sufficiente. La conoscenza equivale o supera l’esperienza, soprattutto se l’esperienza non è stata rielaborata.
- Mancanza di formazione: Le università spesso non forniscono un'adeguata istruzione sui principi fondamentali della narrazione. La crisi di valori ha comportato un parallelo impoverimento delle storie.
La nostra arte si basa sui valori, cioè sulle cariche positive e negative dell’esistenza.
*Quel tempo è passato. Di tanto in tanto uno studio riscopre l’apprendistato; ma, nel suo zelo di riportare in auge l’età dell’oro, si dimentica che un apprendista ha bisogno di un maestro. - La verità quasi incredibile è che ciò che vediamo ogni anno al cinema è in effetti il frutto delle cose più belle scritte negli ultimi anni
L’imperativo di una storia
- Importanza della storia: Una buona storia è essenziale per un buon film. Lo sceneggiatore che non sappia comprendere questo fatto fondamentale merita di essere licenziato.
- Talento letterario vs. forza narrativa: Avere talento letterario non è sufficiente. Se non sapete raccontare una storia tutte le belle immagini e tutte le sottigliezze di dialogo saranno solo uno spreco di carta. Ciò che noi creiamo per il mondo e ciò che il mondo esige da noi è una storia
*Che cosa vanno a toccare? Confrontate La moglie del soldato con Parenti, amici e tanti guai, Terminator con Il mistero Von Bulow, Gli spietati con Mangiare bere uomo donna. Oppure Un pesce di nome Wanda con Il cameraman e l’assassino, Chi ha incastrato Roger Rabbit con Le iene. Ripercorrendo i decenni passati, raffrontate La donna che visse due volte con 8 1/2, Persona, Rashomon, Casablanca, Rapacità, Tempi moderni con La corazzata Potemkin. - Cos'è una storia?: Se li esaminiamo in profondità, se andiamo oltre la superficie, scopriamo che in fondo sono tutti la stessa cosa: l’incarnazione della forma universale della storia.
Ogni arte è definita dalla propria forma essenziale. La forma universale della storia fa di un’opera una storia e non un ritratto o un collage. In tutte le culture e in tutte le epoche questa forma innata è stata applicata in modo diverso infinite volte ma è rimasta immutata.
Una buona storia ben raccontata
- Elementi di una buona storia: Una storia che vale la pena narrare, con una visione originale sulla natura umana e sulla società. Amore per la storia, la verità, l'umanità, le sensazioni, il sogno, l'umorismo, il linguaggio, il dualismo, la perfezione, l'unicità, e la bellezza.
- Il mestiere: L'insieme di tecniche per coinvolgere e ricompensare il pubblico con un'esperienza commovente e significativa. Padroneggiare il mestiere significa liberare il subconscio.
- Ritmo dello sceneggiatore: Alternare scrittura e analisi, creazione e critica, impulso e logica. La qualità delle riscritture dipende dal padroneggiare il mestiere.
Storia e vita
- Tipi di sceneggiature fallite: La "storia personale" è sottostrutturata e scambia la verosimiglianza per la verità, mentre il "successo commerciale garantito" è sovrastrutturato e ipercomplicato. Questo sceneggiatore scambia il movimento per intrattenimento.
- Storia come metafora: La storia è una metafora della vita, astratta abbastanza per scoprirne le essenze, senza perdere il sapore della vita vissuta.
- Fatti vs. verità: I fatti sono neutri, la verità è quello che pensiamo di quanto accade. Questo sceneggiatore vede solo ciò che risulta visibile e reale, ma è cieco nei confronti della verità della vita.
- Quello commerciale viene spesso abbagliato dalla luce dello spettacolo e non riesce a capire che l’intrattenimento destinato a durare nel tempo si trova solo nelle pregnanti verità umane collocate al di sotto dell’immagine.
Capacità e talenti
- Capacità essenziali: Percepire sensibilmente, e avere un'immaginazione vivida. Per quanto riguarda la tecnica ciò che il principiante pensa che sia la sua competenza è semplicemente il fatto che ha assorbito inconsciamente gli elementi della storia da ogni romanzo, film o commedia nel quale si è imbattuto.
- Talento letterario vs. narrativo: Trasformare il linguaggio ordinario in una forma superiore (letterario) e trasformare la vita in un'esperienza più significativa (narrativo). Questo tipo di talento creativo cerca di rinvenire il paesaggio interiore della nostra epoca e lo rimodella in una narrazione che arricchisce la vita.
- Primato del talento narrativo: Il talento narrativo è primario, il talento letterario è secondario ma essenziale. Questo principio vale in modo assoluto nel cinema e nella televisione.
- Talento valorizzato dal mestiere: Il talento senza mestiere è come il carburante senza motore - brucia ma non combina niente.
PARTE II: GLI ELEMENTI DELLA STORIA
Le parti della struttura
- Struttura: La STRUTTURA è una selezione di eventi tratti dalle storie esistenziali dei personaggi, sistemati in un ordine scelto per causare precise emozioni ed esprimere una precisa visione della vita.
- Definizione di evento: Un EVENTO DELLA STORIA crea nella situazione esistenziale del personaggio un cambiamento significativo che viene espresso e vissuto nei termini di un valore.
- **I valori sono le qualità universali dell’esperienza umana che, da un momento all’altro, possono passare dal positivo al negativo, oppure dal negativo al positivo. Per esempio: vivo/morto (positivo/negativo) è un valore di una storia, come lo sono amore/odio, libertà/schiavitù, verità/bugia, coraggio/viltà, lealtà/tradimento, saggezza/stupidità, forza/debolezza, eccitazione/noia, e così via. Tutte queste polarità dell’esperienza, che possono in qualsiasi momento invertire la propria carica, sono i valori della storia.
- Un EVENTO DELLA STORIA crea nella situazione esistenziale del personaggio un cambiamento significativo che viene espresso e vissuto in termini di valore e OTTENUTO ATTRAVERSO IL CONFLITTO.
- Scena: Un’azione che avviene attraverso il conflitto in una condizione spazio-temporale più o meno invariata e che modifica, a livello di valori, la condizione esistenziale di un personaggio con un grado di significato percepibile. Idealmente ogni scena è UN EVENTO DELLA STORIA. La scena contiene delle attività - si parla, si fanno cose - ma nulla cambia di valore. È un non- evento. Perché allora questa scena sta nella storia?
Cambiamento significativo nella situazione esistenziale del personaggio che viene espresso e vissuto in termini di valore e OTTENUTO ATTRAVERSO IL CONFLITTO. - Beat: Una modifica di comportamento a livello azione/reazione. All’interno della scena è contenuto l’elemento più piccolo della struttura, il beat.
- Sequenza: Una serie di scene che culmina con un impatto maggiore di quello di qualsiasi scena precedente.
- Atto: Una serie di sequenze che culmina in una scena saliente, la quale determina una fondamentale inversione di valori il cui impatto è più potente di qualsiasi altra scena o sequenza precedente.
- Storia: Una serie di atti che portano al climax dell’ultimo atto, detto anche climax della storia, il quale determina un cambiamento assoluto e irreversibile. Malgrado questo, però, non solo Hollywood sopravvive, ma addirittura fiorisce.
Il triangolo della storia
- Trama: Struttura di eventi interconnessi che si snodano nel tempo per configurare e disegnare una storia. Creare una trama significa muoversi attraverso il pericoloso territorio della storia e scegliere la via giusta quando ci si trova di fronte a decine di possibili direzioni diverse.
- La trama è la scelta degli eventi e del loro disegno nel tempo fatta dallo sceneggiatore.
- Disegno Classico: Una storia centrata su un protagonista attivo che, per soddisfare il proprio desiderio, lotta contro forze antagoniste, principalmente esterne, in una continuità temporale all’interno di una realtà immaginaria, coerente e unita da nessi causali, fino a un finale chiuso costituito da un cambiamento assoluto e irreversibile.
- Minitrama: Lo sceneggiatore parte dagli elementi del Disegno Classico ma poi li riduce, restringendo o comprimendo, levigando o troncando le caratteristiche preminenti della trama classica.
- Antitrama: Questo insieme di variazioni antistrutturali non riduce il Disegno Classico, ma lo ribalta. Ne contraddice le forme tradizionali per sfruttare, e forse mettere in ridicolo, l’idea stessa del principio formale.
*TRAMA CLASSICA: ha finali chiusi e conflitto esterno
*MINITRAMA: ha finali aperti e conflitto interno
ANTITRAMA: ha tempo non lineare e coincidenza
Portare il pubblico a interpretare quella vita interiore partendo dal comportamento esteriore.
Differenze formali all'interno del triangolo della storia
- Finali aperti o finali chiusi: La trama classica ha un finale chiuso, la minitrama spesso lascia il finale parzialmente aperto e l'antitrama ha finali aperti.
- Conflitto interno o conflitto esterno: La trama classica pone l'enfasi sul conflitto esterno mentre la minitrama enfatizza le battaglie combattute con i propri pensieri e con le proprie emozioni
- Protagonista unico o più protagonisti: è presente un singolo protagonista della trama classica mentre nella minitrama i protagonisti sono molteplici. Nell’angolo a destra c’è l’antitrama, l’equivalente cinematografico dell’antiromanzo, o del nouveau roman, e del teatro dell’assurdo.
- Protagonista attivo o protagonista passivo: è l'unico protagonista di una trama classica ad essere attivo, invece nella minitrama il protagonista pur non essendo inerte è relativamente reattivo e passivo.
- Tempo lineare o tempo non lineare: La trama classica avanza in modo ellittico e in continuità temporale, e termina in un momento successivo, mentre nell'antitrama spesso mette vicini momenti lontani in modo tale da frammentare e confondere il tempo per rendere difficile, se non impossibile, comprendere gli accadimenti in una qualche sequenza lineare.
- Causalità o coincidenza: con la causalità gli effetti diventano le cause di eventi successivi (tipico della trama classica) invece con la coincidenza si ha la frantumazione della storia (antitrama).
- Realtà coerenti o realtà incoerenti: una trama all’interno di una realtà coerente anche se bizzarre non possono essere infrante, (trama classica) al contrario l’unica regola di un’antitrama e quella di infrangere le regole.
Uno degli obiettivi può essere quello di costruire una TRAMA originale al centro della quale si erga un PROTAGONISTA UNICO che si erge contro forze esterne per poter raggiungere un obiettivo finale entro una data di scadenza prestabilita!!
La politica del disegno della storia
• Non esiste un buon film scritto senza momenti di ispirazione improvvisa
• Il materiale che affiora a casaccio non può restare tale
• Creare una TRAMA significa muoversi attraverso il pericoloso territorio della storia e scegliere la via giusta
- Se mantenete uno sguardo onesto verso le polemiche sui film non smarrirete la via.
- gli agenti devono guadagnarsi da vivere scrivendo Scrivere mentre si porta avanti un lavoro da 40 ore settimanali è possibile.
*gli sceneggiatori del passato apprendevano il proprio mestiere nel corso di decenni, attraverso studi universitari oppure per conto proprio in biblioteca.
*Il solido business internazionale sarà in grado di darvi denaro solo appena imparerete a scrivere in modo eccellente e non, e certo, non prima.
Struttura e ambientazione
La guerra ai cliché
oggi gli aspiranti sceneggiatori corrono alla macchina da scrivere senza prima aver imparato il mestiere. Il principale è che Se il vostro sogno fosse quello di comporre musica direste forse: «Ho ascoltato tante sinfonie… so anche suonare il pianoforte… penso che ne comporrò una nel fine settimana»? Se voleste comporre musica vi rechereste in conservatorio per studiare la teoria e la pratica, concentrandovi sulla sinfonia. Quello che il principiante pensa che sia la sua competenza è semplicemente il fatto che ha assorbito inconsciamente gli elementi della storia da ogni romanzo, film o commedia nel quale si è imbattuto.
L’ambientazione
AMBIENTAZIONE di una storia ha quattro dimensioni: epoca, durata, location, livello del conflitto.
- EPOCA è la collocazione temporale della storia
- DURATA è la lunghezza della storia nel tempo
- LOCATION è la collocazione spaziale della storia
- LIVELLO DEL CONFLITTO è la collocazione della storia per quanto riguarda la gerarchia delle lotte umane.
Uno STORIA deve obbedire alle proprie leggi interne della probabilità. Le scelte degli eventi fatte dallo sceneggiatore sono, di conseguenza, limitate alle possibilità e probabilità esistenti all’interno del mondo che crea.
Il principio della limitazione creativa
*Per loro natura gli artisti desiderano ardentemente la libertà e quindi il principio secondo cui il rapporto struttura/ambientazione restringe le scelte creative potrebbe stimolare il ribelle che è in voi.
*Arte significa separare un pezzettino dal resto dell’universo e tenerlo in mano in modo tale che sembri essere la cosa più importante e affascinante del momento.
La ricerca
MEMORIA - Esplorate il vostro passato, rivivetelo, e poi scrivetelo. Nella vostra testa è soltanto un ricordo, ma una volta scritto diventa conoscenza attiva. E adesso, con la bile della paura in pancia, scrivete una scena sincera, unica nel suo genere.
L’IMMAGINAZIONE - Immaginate delle scene, scrivetele, per quanto riguarda la laica
Siete bloccati perché non avete nulla da dire. Non è che il vostro talento vi ha abbandonato. Se avete qualcosa da dire non potete impedirvi di scrivere.
La nostra è l’arte di esprimere all’esterno una percezione di valori.
se non porta anche a stimolare le emozioni nel pubblico.
Gli sceneggiatori del passato apprendevano il proprio mestiere nel corso di decenni, attraverso studi universitari oppure per conto proprio in biblioteca. Facendo a teatro o scrivevano romanzi. lo studio delle storie e alla regia .
L’originalità della forma delle loro storie è fortemente carica di significato..
Il fallimento e il successo sono più vicini che mai
Il fatto che le cose avvengano di per sé non ci avvicina alla verità.
I valori della storia non sono statici bensí di una mutabilitá continua .
altrimenti, come avvertì Yeats, “le cose cadono a pezzi, il centro non può tenere”.
Le scelte creative
- Creatività significa scelte creative di inserimento ed esclusione.
Cosa deve avere una sceneggiatura:Belle descrizioni, dialoghi recitabili. Alcuni momenti divertenti, alcuni momenti toccanti. In generale, un copione con parole ben scelte.*
Se non sapete raccontare una storia tutte le belle immagini e tutte le sottigliezze di dialogo che avete perfezionato nel corso di mesi saranno solo uno spreco di carta.
Struttura e genere.
*Il termine valore non intendo virtù, e neppure lo uso nell’accezione ristretta e moraleggiante di “valori della famiglia”.
*Un artista non è mai alla mercé di impulsi capricciosi; esercita consapevolmente il proprio mestiere per dare vita ad armonie fatte di istinto e idee.*
*Il risultato? Avvolta in questi cliché, la vicenda risulta ancora meno interessante.
**Ma se lo sceneggiatore si rimbocca le maniche e si mette alla ricerca di un archetipo questa usanza repressiva può diventare la base di un successo mondiale.
Le cause della perdita del mestiere
La nostra arte si basa sui valori, cioè sulle cariche positive e negative dell’esistenza. Uno sceneggiatore scrive la sua storia seguendo la percezione di ciò per cui vale la pena vivere e morire, cosa è sciocco perseguire, qual è il significato della giustizia e della verità: cioè i valori essenziali. Nei decenni scorsi lo sceneggiatore e la società erano più o meno d’accordo su questi temi, ma la nostra epoca è diventata sempre più un’epoca di cinismo morale ed etico, di relativismo e soggettivismo, di una grande confusione di valori.
Questa crisi di valori ha comportato un parallelo impoverimento delle storie.
Categorie e stili
Commedia,I film dell’Orrore,Epopea moderna , I western, I generi di guerra,trama di formazione ,i redazione, trama punitiva ,la messa alla prova,la trama educativa etc.
• il primo è il talento letterario: la trasformazione creativa del linguaggio ordinario in una forma superiore più espressiva che descrive in modo intenso il mondo e cattura le voci umane. Eppure il talento letterario è comune.
• Lo stile non è soltanto inscindibile dalla loro visione ma, in modo profondo, è la loro visione.
Tutte molto diverse fra loro, eppure capaci di produrre lo stesso risultato. Un pubblico che lascia la sala esclamando: «Che storia grandiosa!».
Il principio alla base é:Più vasto è il mondo più diminuisce la conoscenza
I film sono stati scelti perché è un chiaro esempio di quanto esposto nel testo.
Conseguire la possibilità di allinearsi a un audience e risuonare il punto esatto, in forma narrativa, della sfera interiore personale del carattere principalei
Poichè Hollywood ha fame di storie e i copioni spesso vengono acquistati prima di essere ultimati. Questo obbliga a cambiamenti sul set.
A Hollywood le immagini diventano sempre più stravaganti, in Europa sempre più decorative. Più o meno ogni dieci anni le innovazioni tecnologiche producono una messe di film raccontati male con l’unico scopo di sfruttare lo spettacolo.
I grandi sceneggiatori si distinguono per lo stile peculiare della narrazione
Da Charlie Chaplin a Ingmar Bergman, da Satyajit Ray a Woody Allen, i grandi narratori del cinema ci forniscono un desiderato incontro dal doppio valore: Scopriamo un mondo che non conoscevamo e ritroviamo noi stessi..
Le parti della struttura
LA SCENA una catena di reazioni causa- effetto portano alla composizione della storia.
Beat: é una modificazione del un determinato comportamento di una determinata reazione.
Struttura: gli eventi sono collocati secondo l’ordine o il modello scelto..
Ogni livello della storia è una catena di reazione effetto
L'imperativo delle storie
Senza la presenza dei personaggi non esiste la storia.
La sceneggiatura è per l' 75 per cento l'anima del suo creatore.. L'anima é il tuo lato umano.
Le opere incompiute inevitabili portano a molte modifiche.. Un lavoro finito dá certezza.
Story è stato scritto per alimentare film di forza e bellezza archetipiche che regaleranno al mondo questo doppio piacere.
La vita è una metafora e il narratore di una storia ne é il signore, il controllore..
I distribuiti sono a volta troppo selettivi, spesso si devono guardare verso oriente. Imparare dalle storie degli asiatici..