Riassunto Lezioni Educazione Fisica

Introduzione alla Disciplina dell'Educazione Fisica

  • L'Educazione Fisica è una disciplina trasversale e interdisciplinare.
  • Mira allo sviluppo completo della persona (affettivo, cognitivo, relazionale e sociale) nei bambini dai 3 ai 10 anni.
  • Nell'infanzia, rientra nel campo di esperienza "Corpo e Movimento"; nella primaria, è insegnata da specialisti (laureati in scienze motorie) nelle classi IV e V.
  • I bambini necessitano di movimento per la crescita, sviluppo e maturazione.
  • L'obesità infantile è un problema, soprattutto in Campania. L'educazione fisica promuove stili di vita salutari.
  • I metodi di insegnamento variano da prescrittivi (attività organizzate) a euristici (scoperta autonoma).
  • Le linee guida raccomandano il 9-10% del monte ore settimanale per l'educazione fisica (2-3 ore).
  • Il movimento influisce sulle funzioni cognitive di base, superiori e metacognitive.
  • Si suggerisce un approccio quali-quantitativo: almeno 60 minuti di attività giornaliera e diversificazione della pratica.

Falsi Miti sull’Educazione Fisica

  • I bambini non sviluppano competenze motorie adeguate senza esperienze guidate.
  • Lo sviluppo motorio non procede per tappe fisse, ma dipende dalle opportunità di esperienza.
  • La scuola dell’infanzia da sola non basta per garantire lo sviluppo motorio.

Evoluzione dell’Educazione Fisica nella Scuola Italiana

  • L'educazione fisica ha radici nell'antica Roma; nel Medioevo, era legata alle virtù cavalleresche.
  • Nel Rinascimento, si riscopre l'importanza della pratica fisica, con diverse scuole europee:
    • Scuola tedesca: ginnastica per formare il cittadino (prescrittiva).
    • Scuola svedese: ginnastica igienico-sanitaria (correttiva).
    • Scuola inglese: nascita dello sport come strumento educativo (regole, squadra).
    • Scuola francese: armonia corpo-mente (approccio psico-motorio).

Scuole Italiane di Ginnastica

  • 1833: Scuola di Torino (Obermann, ispirata alla scuola tedesca) per la formazione militare.
  • 1844: Reale Società Ginnastica di Torino (prima associazione sportiva in Italia).
  • 1861: Corso magistrale per la formazione dei docenti di ginnastica.
  • 1859: Legge Casati introduce l'educazione fisica (ginnastica ed esercizi militari) negli istituti secondari maschili.
  • 1878: Legge De Sanctis rende la ginnastica educativa e obbligatoria in tutti i gradi scolastici, per entrambi i sessi. Si punta su ordine e disciplina.
  • 1893: Ferdinando Martini sostituisce il termine "ginnastica" con "educazione fisica", puntando su salute ed energia.
  • Coesistono due filoni: Obermann (tedesco) e Baumann (francese), con un'apertura al gioco e allo sport (influenza inglese).
  • 1923: Riforma Gentile esclude l'educazione fisica dalle scuole secondarie, demandandola a enti extrascolastici (ENEF, ONB, GIL) durante il periodo fascista. Si promuove l'ideologia nazionalista e paramilitare.
  • 1943: Con la caduta del fascismo, l'educazione fisica torna al Ministero della Pubblica Istruzione.
  • 1945: Programmi che integrano l'educazione fisica con quella morale e civile.
  • 1955: Programmi Ermini valorizzano le attività manuali e differenziano le attività per genere.
  • 1985: Programmi che trasformano l'educazione fisica in "educazione motoria", valorizzando il movimento come linguaggio.
  • 1991: Orientamenti per le scuole materne statali includono "Corpo e Movimento" come campo di esperienza.
  • 2002: Indicazioni centrati sulla soggettività dell'apprendimento e valorizzano l'espressione corporea.
  • 2007: Le Indicazioni Nazionali introducono i Traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli Obiettivi di apprendimento.
  • 2012: Nuove Indicazioni Nazionali, con traguardi di competenza per infanzia e primaria.

Obiettivi di Apprendimento e Traguardi di Sviluppo

  • Scuola Primaria:
    1. Consapevolezza del corpo e padronanza degli schemi motori.
    2. Uso del linguaggio corporeo.
    3. Competenze di gioco-sport.
    4. Rispetto delle norme di sicurezza.
    5. Benessere psicofisico e prevenzione.
    6. Comprensione e rispetto delle regole.
  • Recenti Innovazioni Legislative:
    • Docente specialista (dal 2022) per l'educazione motoria nelle classi IV e V.

Funzioni del Corpo in Movimento

  1. Funzione di veglia/vigilanza mentale: esprime il livello energetico e regola il tono muscolare.
  2. Funzione di aggiustamento/integrazione sensoriale: capacità di risposta motoria intenzionale tramite i sensi.
  3. Funzione di percezione/gnosica: elabora informazioni sensoriali (estero- e propriocettiva).

Giochi di Percezione Corporea e Percorsi Sensoriali

  • Importanza dell'aspetto percettivo-motorio per la coordinazione.
  • Tecniche suggerite: circle time.
  • Esempi di giochi: Scopri chi è, Gioco degli appoggi, Il soffio, Giochiamo con la testa/mani/braccia/gambe.
  • Percorsi sensoriali: vista, udito, tatto.

Conoscenza e Padronanza del Proprio Corpo

  • Conoscenza, percezione e consapevolezza del corpo sono fondamentali per la motricità.
  • Interiorizzazione: attenzione particolare e volontaria, legata all'immagine del corpo.
  • Finalità: acquisizione della consapevolezza di ciò che possiamo e sappiamo fare.
  • Strutturazione del sistema corporeo (Le Boulch):
    • Corpo subito (0-3 mesi).
    • Corpo vissuto (3 mesi - 3 anni).
    • Corpo percepito (3-6/7 anni).
    • Corpo rappresentato (6/7-11/12 anni).

Rapporto Corpo-Spazio e Organizzazione Temporale

  • Spazio: da posturale a vissuto, fino alla percezione dell'oggetto permanente.
  • Riferimenti spaziali fondamentali: verticale e orizzontale (sinistra-destra, sopra-sotto, davanti-dietro).
  • Tempo: dal ritmo biologico alla percezione delle durate e delle strutture ritmiche.
  • Elementi della percezione temporale: durata, successioni, struttura ritmica, accentuazione.
  • Lavorare su associazioni movimento-spazio-suono, esplorazione, rappresentazione, organizzazione e misurazione.

Schemi Motori di Base e Obiettivi Educativi

  • Compensare influenze negative degli stili di vita.
  • Sviluppare schemi motori e posturali. Far conseguire la più ampia base motoria possibile.
  • Favorire lo sviluppo delle capacità motorie e l'apprendimento di abilità motorie.
  • Sviluppare comportamenti relazionali positivi e coordinazione.
  • Carico motorio: polivalenza e multilateralità.
  • Schemi motori statici (posturali) e dinamici.
  • Varianti spaziali, temporali, quantitative e qualitative per lo sviluppo degli schemi.

Esempi di Schemi Motori: Camminare e Correre

  • Definizioni ed esempi di varianti esecutive.
  • Prerequisiti, errori comuni e considerazioni ontogenetiche.
  • Attività per evitare gli errori. Incoraggiare e sviluppare la motricità senza causare danno per gli allievi, per esempio, fare camminare scalzi o adeguate posizioni per evitare rigidità al ginocchio.

Linguaggio Corporeo e Intelligenza Emotiva

  • Il corpo come strumento di comunicazione (verbale e non verbale).
  • Funzione tonica e dialogo tonico.
  • Il linguaggio del corpo come espressività.
  • Studio di Albert Meradian sull'importanza della comunicazione non verbale.
  • Le categorie della comunicazione corporea: atteggiamento, tono, gestualità, distanza, mimica.
  • Evoluzione del termine emozione: sentimento, pensieri, condizioni psicologiche e biologiche di interazione corpo-mente.
  • Intelligenza emotiva (Goleman): consapevolezza di sé, sociale, competenze relazionali, decisioni responsabili, autogestione.

Gioco Senso-Motorio e Gioco Simbolico

  • Struttura interna del gioco: contenuto, forma, vissuto emozionale.
  • Gioco senso-motorio: stimolazione del corpo e valenza emozionale. Autonomia e separazione sono importanti.
  • Giochi di equilibrio-disequilibrio, di investimento motorio attivo e dello spazio.
  • Difficoltà: inibizione e ipereccitazione.
  • Gioco simbolico: "far finta di". Temi ricorrenti: casa, armi, mezzi di trasporto, giochi di ruolo. Materiale destrutturato.
  • Giocare bene vs giocare male.
  • Osservazione dell'attività spontanea e aggiustamento motorio.

Ludomotricità, Società e Senso Civico

  • Il gioco di movimento come scelta educativa per l'aggregazione e l'integrazione.
  • Il gioco deve essere polivalente (motoria-funzionale, cognitiva, affettivo-emotiva, socializzante, morale).
  • Classificazioni: sensoriale, simbolico, tradizionale, pre-sportivo, a tempo, a staffetta, mimico, di esplorazione, gioco-sport.
  • FAIR PLAY: rispetto delle regole e gli altri. Come il bambino può acquisire il fair play. LA CARTA DEL FAIR PLAY è un decalogo internazionale che si ispira a principi nobili.
  • DICHIARAZIONE DI GAND è un documento firmata nel 2004 da tutti che si occupano di sport giovanile.
  • Indicazioni didattiche: Condividere gli spazi e rispettare le distanze, Relazionati con gli altri, conoscere altri, accettare le regole e collaborare.