oU3-U5 La nascita del mondo moderno e l'Europa Cristiana divisa
La Nascita del Mondo Moderno
Le Nuove Rotte Oceaniche
Nel XV secolo, i portoghesi, guidati dal principe Enrico il Navigatore, esplorarono le rotte atlantiche per:
Evitare l'intermediazione commerciale dei veneziani e degli arabi.
Trovare una nuova via marittima per le Indie.
I portoghesi scoprirono e occuparono le Isole di Madeira e delle Azzorre.
Lungo le coste dell'Africa occidentale, crearono basi commerciali fortificate.
Innovazioni nelle tecniche di navigazione basate sul calcolo astronomico.
Costruzione della caravella, un nuovo tipo di veliero.
Queste innovazioni permisero agli europei di dominare l'alto mare, essenziale per l'espansione mondiale.
Le condizioni politiche ed economiche dell'epoca spinsero alla ricerca di ricchezze per mantenere lo stato e le forze armate.
I cinesi rinunciarono al controllo dei traffici nell'Oceano Indiano e alle esplorazioni, favorendo il primato europeo.
La Scoperta di un Nuovo Mondo
Cristoforo Colombo scoprì l'America nel 1492.
Colombo combinò nuove cognizioni scientifiche e spirito di avventura.
La regina di Spagna finanziò l'impresa sperando in grandi ricchezze.
Colombo navigò verso occidente credendo di raggiungere l'Asia, ma arrivò alle Isole Bahama.
Dopo il primo viaggio, compì altre tre spedizioni senza portare le ricchezze sperate.
Nel 1494, Spagna e Portogallo firmarono il trattato di Tordesillas, dividendo le sfere di influenza economica e politica sulle terre scoperte:
Spagna: terre a occidente.
Portogallo: terre a oriente.
Spagna, Portogallo e Inghilterra promossero altri viaggi di esplorazione.
Amerigo Vespucci esplorò le coste meridionali del Nuovo Mondo nel 1502, dimostrando che Colombo aveva scoperto un nuovo continente, chiamato America in suo onore.
Ferdinando Magellano completò la prima circumnavigazione del globo nel 1519-20.
L'Impero Coloniale Spagnolo
Cortés sbarcò in Messico nel 1519, iniziando la conquista del Nuovo Mondo e la sottomissione delle civiltà indigene.
Gli spagnoli conquistarono i domini aztechi e l'Impero inca.
I portoghesi colonizzarono principalmente il Brasile.
Le conquiste furono facilitate dalla superiorità degli armamenti europei e dall'appoggio delle popolazioni sottomesse agli Aztechi.
La colonizzazione spagnola causò un crollo demografico tra gli indigeni a causa di epidemie, violenze e lavoro forzato.
Le Istituzioni Coloniali Spagnole
Le istituzioni coloniali spagnole seguivano modelli feudali esasperati:
Encomienda: simile al feudo europeo, con prestazioni di lavoro illimitate per gli indigeni.
Haciendas: unità produttive basate sullo sfruttamento della manodopera india.
Le miniere d'argento sfruttavano gli indigeni in condizioni disumane.
L'industria mineraria era redditizia per la Corona spagnola, soddisfacendo la richiesta europea di metalli e permettendo l'importazione di beni di lusso dall'Europa.
La Casa de Contratación fu istituita nel 1503 per controllare i commerci con le colonie americane.
L'atteggiamento generale degli europei verso gli indigeni fu di rifiuto, giustificando la violenza.
Juan Ginés de Sepúlveda giustificò la violenza dei conquistadores.
Bartolomé de Las Casas descrisse gli indios come pacifici e denunciò i metodi violenti dei colonizzatori.
La Chiesa cattolica affrontò il problema della conversione degli indigeni. Inizialmente, i domenicani cercarono di tutelare le condizioni materiali degli indios, ma successivamente il clero secolare agì con crudeltà e avidità.
Nel XVII secolo, i gesuiti crearono comunità indie basate sull'uguaglianza sociale e la comunione dei beni.
L'Impero Coloniale Portoghese
In Oriente, il Portogallo costruì fortezze e basi navali per controllare il commercio delle spezie.
Consolidate le posizioni nell'Oceano Indiano, i portoghesi si spinsero in Cina, creando la base commerciale di Macao.
L'Europa nel '500: Economia e Società
Aumento della Popolazione e Conseguenze
Nel '500, l'Europa vide un notevole aumento della popolazione, dovuto alla diminuzione della mortalità e all'aumento della natalità.
L'aumento demografico, unito all'emigrazione dalle campagne, portò a un incremento degli abitanti delle città, specialmente in Italia e nei Paesi Bassi.
L'80% degli europei risiedeva ancora in campagna.
La durata della vita era breve, quindi la società aveva un'alta percentuale di giovani e bambini.
La crescita della popolazione causò un aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, noto come "rivoluzione dei prezzi".
L'aumento della domanda di cibo stimolò la produzione agricola e gli investimenti in agricoltura.
In Sicilia, Calabria, Puglia, Veneto, Ungheria, Polonia e Russia, furono create grandi tenute cerealicole per l'esportazione.
In Italia, si impiantarono colture specializzate come gelso, olivo, vite e riso.
Conseguenze dell'Aumento Demografico
Diminuzione del potere d'acquisto dei lavoratori a reddito fisso, poiché i prezzi aumentarono più dei salari.
Peggioramento dei consumi alimentari, con una drastica riduzione dell'apporto di proteine dalla carne.
Difficoltà per i percettori di rendite fondiarie con canoni fissi, spingendoli ad amministrare direttamente le terre o aumentare i fitti.
Molti persero tutto, ingrossando le fila dei disoccupati urbani e rurali.
Manifatture e Traffici Commerciali Internazionali
L'industria tessile era il maggiore settore manifatturiero.
La lavorazione dei tessuti avveniva a domicilio: gli imprenditori consegnavano la materia prima e ritiravano il prodotto semilavorato e finito.
L'Italia e i Paesi Bassi primeggiavano nella produzione di tessuti di alta qualità.
La Germania si specializzò nei tessuti di fustagno, meno costosi.
Le manifatture inglesi producevano panni di lana di qualità media e bassa.
Intensificazione dell'attività estrattiva di ferro e altri metalli, con espansione del settore metallurgico e diffusione di fonderie e altiforni.
Banchieri e Commercio Internazionale
Il '500 è il secolo dei banchieri-mercanti imprenditori, importanti nell'internazionalizzazione degli scambi.
La diffusione delle Borse testimonia l'accentuata dimensione internazionale delle attività commerciali e finanziarie; Anversa era il maggior centro.
Nell'Europa del '500 prese forma l'economia-mondo, integrata e basata sulla divisione del lavoro e delle aree produttive tra centro e periferia.
Il Mediterraneo continuò a detenere il primato nei commerci internazionali a lungo raggio, che si ridimensionò solo a partire dal '600.
Riforma Protestante e Controriforma Cattolica
La Corruzione della Chiesa e le 95 Tesi di Lutero
Dall'XI secolo, molte voci nel mondo cristiano chiedevano una riforma della Chiesa, ma rimasero inascoltate.
I mali della Chiesa includevano:
Concubinato (nicolaismo) degli ecclesiastici.
Simonia (vendita delle cariche ecclesiastiche).
Malcostume dei sacerdoti (libertà sessuale, ubriachezza, corruzione).
Ignoranza dei sacerdoti.
Vendita delle indulgenze (acquisto del perdono dei peccati).
La vendita delle indulgenze era il problema più sentito: si acquistava in denaro il perdono dei peccati per sé o per i defunti in Purgatorio.
Questa pratica diffondeva l'immagine di una Chiesa che amministrava il perdono per aumentare le entrate.
Il Contributo dell'Umanesimo Cristiano
L'esigenza di una riforma era sentita tra gli umanisti dell'area franco-tedesca e fiamminga.
Essi rilessero i testi sacri con le nuove armi della filologia, criticando la società e la Chiesa.
L'Umanesimo cristiano, con figure come Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro, preparò il terreno alla Riforma protestante.
Le 95 Tesi e l'Avvio della Riforma Luterana
Papa Leone X definì la polemica tra Martin Lutero e Johann Tetzel come "cose da frati".
La controversia nacque dalla vendita delle indulgenze avviata nel 1517 per finanziare la costruzione della basilica di San Pietro.
Leone X promise la remissione dei peccati anche a chi versava denaro ai delegati incaricati della predicazione e della riscossione.
La banca Fugger partecipò indirettamente alla vendita delle indulgenze in Sassonia per recuperare ingenti somme prestate all'arcivescovo di Magonza.
Fu pubblicato un listino prezzi delle indulgenze commisurato al ceto sociale dei fedeli e alla gravità dei peccati.
Johann Tetzel organizzò una predicazione itinerante con slogan spregiudicati.
Martin Lutero scrisse due lettere all'arcivescovo di Magonza e all'ordinario della diocesi di Wittenberg, denunciando la vendita delle indulgenze, allegando le 95 Tesi.
Le 95 Tesi, scritte in latino, si diffusero rapidamente in tutta la Germania, riscuotendo grande consenso.
Lutero scrisse in tedesco un sermone sull'indulgenza e sulla grazia, destinato al pubblico popolare.
Lutero mise in discussione l'utilità dell'indulgenza e il diritto del papa e dei suoi ministri di concederla.
Lutero sostenne che l'indulgenza è dannosa perché risparmia al peccatore il percorso della penitenza.
Il fedele deve avere un dialogo diretto e personale con Dio, senza mediatori.
Lutero propose soluzioni per il bene dei fedeli:
È meglio dare a un povero che acquistare indulgenze.
Se non abbondano i beni superflui, tenere il necessario per la casa e non spenderlo per le indulgenze.
L'acquisto delle indulgenze è libero e non obbligatorio.
Il papa preferirebbe dare dei propri soldi a chi è estorto dai predicatori di indulgenze.
Critiche al Papa e Conclusione
Lutero criticò l'operato del papa, fingendo di riportare le parole di ipotetici obiettori.
Si chiedeva perché il papa non costruisse una basilica di San Pietro con i propri soldi invece che con quelli dei poveri fedeli.
La conclusione era perentoria: la penitenza e la sofferenza sono necessarie al fedele che sperimenta il peccato.
Johann Tetzel oppose a Lutero 122 Antitesi, ma furono inutili.
La forza delle argomentazioni di Lutero, la sua energia e il suo coraggio trascinarono il popolo tedesco dalla sua parte.
Nel 1520, Leone X scomunicò Lutero con la bolla Exsurge Domine, ma non servì a fermarlo.
Nel 1989, papa Giovanni Paolo II revocò la scomunica.
Le Tesi di Lutero
Concetti chiave:
Interpretazione letterale delle Sacre Scritture.
Servo arbitrio: incapacità dell'uomo di decidere il proprio destino.
Giustificazione per fede: la salvezza dipende dalla fede e dalla volontà di Dio, non dalle opere.
Riduzione dei sacramenti da sette a due: battesimo ed eucarestia.
Sacerdozio universale: tutti i credenti sono sacerdoti.
Queste idee fecero emergere un conflitto tra Lutero e Erasmo da Rotterdam.
Lutero: servo arbitrio.
Erasmo: libero arbitrio, possibilità dell'uomo di contribuire alla propria salvezza.
A causa del pessimismo di Lutero, Erasmo e molti altri umanisti non aderirono al movimento luterano.
Il Sacerdozio Universale dei Credenti
Lutero svalutò il ruolo dei sacerdoti come intermediari tra Dio e i fedeli.
Tutti i credenti sono sacerdoti perché hanno ricevuto il battesimo.
La lettura e l'interpretazione delle Sacre Scritture (libero esame) sono un diritto di tutti i credenti, non limitato ai sacerdoti.
Lutero svalutò il papato, considerandolo un'istituzione umana.
La Cristianità non aveva altro capo che Gesù Cristo.
Lutero ridusse i sette sacramenti tradizionali a due: battesimo ed eucarestia.
La Condanna di Lutero
Nel 1520, Leone X condannò le idee di Lutero con la bolla Exsurge Domine, ordinando di bruciare i suoi scritti e invitandolo ad abiurare entro due mesi.
Lutero bruciò pubblicamente la bolla papale, segnando la rottura definitiva con la Chiesa di Roma.
Lutero si era conquistato l'appoggio del principe di Sassonia, Federico il Savio, che lo convinse a rivolgersi all'imperatore Carlo V.
Nel 1521, alla Dieta imperiale di Worms, Lutero rifiutò di sconfessare le proprie idee e fu condannato come fuorilegge e nemico pubblico.
Federico il Savio nascose Lutero in un castello in Turingia.
Le idee di Lutero si diffusero sempre più: Costanza e molte altre città rifiutarono di applicare la condanna imperiale e adottarono il luteranesimo.
Monaci e monache abbandonarono a migliaia i conventi.
Una Rivoluzione Culturale
La diffusione delle idee luterane fu facilitata dall'uso della stampa.
Oltre alle opere di Lutero e alla Bibbia tradotta in tedesco, circolarono molti scritti polemici e teologici.
Si utilizzò la lingua volgare, trattando argomenti fino ad allora espressi in latino: fu una vera rivoluzione culturale.
Un pubblico più largo conobbe idee rivoluzionarie attraverso la stampa e le lingue locali.
Lutero promosse l'alfabetizzazione per tutti, anche i più poveri e le donne.
Furono impiegate forme di propaganda semplici e dirette, come manifesti e caricature.
Rivolte e Contestazioni Politiche in Germania
Rivolta dei Cavalieri (1521-23):
I cavalieri colsero nella predicazione di Lutero un invito ad aggredire la grande proprietà ecclesiastica.
Lutero condannò duramente questa rivolta, che fu rapidamente repressa nel sangue.
Rivolta dei Contadini (1524-26):
I contadini nutrivano un forte malessere contro le autorità a causa delle dure condizioni di asservimento.
Assaltarono e incendiarono monasteri, castelli, dimore signorili.
Le rivendicazioni non erano rivoluzionarie, ma si ponevano in contraddizione con il potere dei signori.
Il richiamo al Vangelo legava le rivolte alle idee di Lutero.
Lutero e lo Sterminio dei Contadini
I contadini chiesero a Lutero di guidare il loro movimento.
Le autorità accusarono Lutero di essere il responsabile delle agitazioni.
Lutero condannò le rivendicazioni dei contadini, affermando che il Vangelo esclude violenza e ribellione; il compito di punire l'ingiustizia spetta solo a Dio.
Thomas Müntzer diventò uno dei capi della rivolta contadina.
Nel maggio del 1525, l'esercito dei principi tedeschi massacrò migliaia di ribelli a Frankenhausen, in Turingia.
Müntzer fu fatto prigioniero, torturato e decapitato.
Alla fine, furono sterminati oltre 100 mila contadini.
La Riforma Protestante
I principi tedeschi si divisero tra chi appoggiava Lutero e chi restava fedele alla Chiesa di Roma e all'imperatore.
Durante la Dieta di Spira del 1529, sei principi e quattordici città tedesche protestarono contro il tentativo di applicare la condanna del luteranesimo, venendo chiamati "protestanti".
Alla Dieta di Augusta (1530), i principi protestanti presentarono la Confessione augustana e nel 1531 strinsero la Lega di Smalcalda.
Il luteranesimo si diffuse rapidamente in tutta la Germania, tranne in Baviera e nelle regioni occidentali, e anche al di fuori dei territori tedeschi.
La Riforma in Svizzera
Ulrich Zwingli a Zurigo:
Zwingli (1484-1531) introdusse le nuove dottrine a Zurigo, nella Svizzera di lingua tedesca.
Umanista e seguace di Erasmo da Rotterdam, apprezzava l'insegnamento di Lutero ma sottolineava la propria indipendenza.
Tra il 1524 e il 1525, riformò la Chiesa di Zurigo, sopprimendo le immagini dei santi, semplificando la messa e riducendo l'eucarestia a semplice rievocazione dell'Ultima Cena.
Abolì il celibato ecclesiastico e soppresse i conventi, destinandone i beni alla pubblica assistenza.
Vietò il servizio militare mercenario.
Nel 1531, fu ucciso in battaglia e il movimento di riforma conobbe una forte battuta d'arresto.
Gli Anabattisti tra Svizzera e Germania:
Predicavano l'uguaglianza sociale e la necessità di dar vita a una comunità di fedeli puri.
Negavano la validità del battesimo dei bambini e sostenevano il ribattesimo degli adulti.
Furono duramente repressi e si spostarono in Germania, dove si radicalizzarono.
Nel 1534, gli anabattisti di Münster presero il governo della città, legalizzando la poligamia e abolendo la proprietà privata e il denaro.
Nel 1535, la città fu riconquistata e gli anabattisti sterminati.
Lo Stato-Chiesa di Calvino a Ginevra
Dopo il tracollo di Zwingli, il centro della Riforma in Svizzera divenne Ginevra, nella Svizzera di lingua francese.
Giovanni Calvino (1509-1564) fece di Ginevra uno Stato-Chiesa basato sull'idea di predestinazione.
Nel 1536, Calvino pubblicò l'Istituzione della religione cristiana, una sintesi teologica della Riforma.
La Dottrina Calvinista
Dio aveva predestinato alcuni eletti alla salvezza e altri alla dannazione.
La salvezza non dipendeva dai meriti dell'individuo, ma dalla grazia divina.
Ogni credente doveva ricercare dentro di sé i segni della sua appartenenza alla schiera degli eletti.
Il successo personale e il lavoro ben eseguito erano segni della predestinazione divina.
Il denaro guadagnato doveva essere impiegato in attività produttive.
Emerse una nuova etica del lavoro, favorendo mercanti e banchieri.
Organizzazione Ecclesiastica e Civile
Calvino controllava la religione e la morale attraverso la politica.
Il Concistoro, composto da dodici laici (anziani o presbiteri) e alcuni religiosi, vigilava sulla condotta dei cittadini e sulle questioni dottrinali.
Il sistema scolastico fu riformato.
I magistrati cittadini furono sottoposti a un controllo morale e religioso.
Furono vietati giochi d'azzardo, spettacoli e lusso; furono chiuse le taverne.
I peccatori erano esclusi dalla vita religiosa e condannati all'emarginazione sociale.
Il Rogo di Michele Serveto
Ginevra divenne un rifugio per i perseguitati religiosi.
Calvino fece torturare e uccidere sul rogo Michele Serveto (1511-1553) perché rifiutava il dogma della Trinità.
La condanna di Serveto diede avvio a una discussione sull'idea di tolleranza religiosa.
La Nuova Geografia Religiosa dell'Europa
Le aree europee a maggioranza cattolica rimasero estese (regni e stati dell'Europa meridionale).
Il luteranesimo si radicò in Germania e si diffuse nell'Europa settentrionale (paesi scandinavi, Danimarca, Islanda).
Il calvinismo si diffuse in Svizzera, Scozia, Paesi Bassi e Ungheria.
L'Inghilterra e la Chiesa Anglicana
In Inghilterra, l'ostilità verso la Chiesa di Roma era forte.
Enrico VIII (1509-47) chiese al papa di annullare il suo matrimonio con Caterina d'Aragona per sposare Anna Bolena.
Dopo il rifiuto del papa, Enrico VIII si risposò e fu scomunicato.
Nel 1534, il Parlamento inglese approvò l'Atto di supremazia, proclamando Enrico VIII capo supremo della Chiesa d'Inghilterra (Chiesa anglicana).
Enrico VIII si attribuì il diritto di scomunicare e soppresse i monasteri, vendendone i beni ai nobili, mercanti e proprietari.
Tommaso Moro si oppose a queste misure e fu decapitato.
La Chiesa di Roma considerava questi provvedimenti meno pericolosi della Riforma, poiché si trattava di uno scisma ma non metteva in discussione i dogmi cattolici.
Enrico VIII continuò a perseguitare i luterani.
La Riforma in Italia
La Riforma ebbe una storia diversa in Italia, mancando un potere politico in grado di proteggerla.
Guerre di Religione e Nuovi Assetti Geopolitici
Le Guerre di Religione in Francia
Dopo la morte di Francesco II (1559-60), Carlo IX (1560-74) divenne re di Francia sotto la reggenza di sua madre, Caterina dei Medici.
La Francia affrontava problemi economici, finanziari e religiosi.
Nonostante le misure repressive, gli ugonotti (calvinisti francesi) aumentarono di numero, superando il milione intorno al 1560.
Le divisioni religiose si riflettevano nelle fazioni della nobiltà di corte:
Cattolici, guidati dai Guisa e sostenuti dal papa e dalla Spagna.
Protestanti, guidati dai Coligny e appoggiati dall'Inghilterra e dai protestanti dei Paesi Bassi.
Caterina dei Medici cercò una politica di pacificazione religiosa, garantendo libertà di culto ai calvinisti, ma il suo progetto fallì.
Gli ugonotti, inferiori di numero ma meglio organizzati, ricoprivano tutte le funzioni di governo nelle città da loro controllate.
La Guerra Civile e La Notte di San Bartolomeo
Nel 1562, i Guisa massacrarono un gran numero di ugonotti (massacro di Vassy), dando inizio a una lunga guerra civile.
Il 24 agosto 1572, nella notte di San Bartolomeo, re Carlo, incitato da sua madre Caterina, ordinò alla guardia reale di uccidere tutti i capi della fazione ugonotta. Il popolo di Parigi, fortemente antiprotestante, mise in atto una feroce caccia all'uomo.
Migliaia di ugonotti furono uccisi, tra cui l'ammiraglio Gaspard di Coligny.
I Tre "Enrichi"
Con la morte di Carlo IX e la salita al trono di Enrico III (1574-89), la situazione si aggravò.
I protestanti si riorganizzarono sotto la guida di Enrico di Borbone e i cattolici, sotto la direzione di Enrico di Guisa, formarono una Lega santa.
Nel 1588, Enrico III fece assassinare Enrico di Guisa e si alleò con Enrico di Borbone.
Enrico III fu ucciso in un attentato da parte di un fanatico cattolico e nominò come successore Enrico di Borbone, a condizione che si convertisse al cattolicesimo.
Enrico di Borbone salì al trono col nome di Enrico IV (1589-1610).
Enrico IV e L'Editto di Nantes
Nel 1593, Enrico IV rinunciò al calvinismo e si proclamò cattolico.
Nel 1598, Spagna e Francia firmarono la pace di Vervins.
Nello stesso anno, l'editto di Nantes garantì la pacificazione religiosa: agli ugonotti furono riconosciuti gli stessi diritti politici dei cattolici, la piena libertà di praticare il loro culto e la possibilità di accedere alle cariche pubbliche.
Furono loro concesse 100 piazzeforti nel paese, ma il culto protestante fu vietato a Parigi e nel territorio circostante.
La Politica di Enrico IV
Grazie all'editto di Nantes e alla pacificazione interna, la monarchia si rafforzò.
Enrico IV riorganizzò la macchina statale e il suo ministro per gli affari economici, il duca di Sully, portò in pareggio il bilancio dello Stato.
Fu istituita la paulette, una speciale tassa annuale che rendeva di fatto ereditari gli uffici acquistati.
Fu promossa la creazione di manifatture regie e vennero introdotte misure protezionistiche.
In politica estera, il re si impegnò a isolare la potenza asburgica, cercando l'alleanza con le Province Unite e con i regni dell'Europa settentrionale.
La Spagna di Filippo II e L'Inghilterra di Elisabetta I
La Spagna di Filippo II
Re Filippo II governava su territori vasti: dai Paesi Bassi al Portogallo, dall'Italia alle Americhe.
La Spagna era lo Stato più dispotico d'Europa e il sovrano aveva autorità sulla Chiesa cattolica.
I Consigli affiancavano la corte, prefigurando i ministeri di uno Stato moderno, ma la vendita delle cariche portò a corruzione.
Dopo il 1560, affluirono in Spagna ingenti quantità di oro e argento dall'America, ma non furono utilizzati per promuovere lo sviluppo economico.
La Spagna di Filippo II fu al centro di numerosi conflitti:
Con l'Impero ottomano per la pirateria musulmana e la conquista turca di Cipro. I Turchi furono sconfitti a Lepanto nel 1571.
Dopo questa battaglia, l'Impero ottomano spostò il proprio interesse dal Mediterraneo al fronte persiano.
Contro i moriscos (i musulmani battezzati), che furono perseguitati ed espulsi nel 1609, danneggiando l'economia spagnola.
L'Ascesa di Filippo II sul Trono Portoghese
Nel 1580, Filippo II assunse la corona di Portogallo, riunificando sotto il suo controllo l'intera penisola iberica e acquisendo il controllo dei domini coloniali portoghesi.
Si dedicò a rafforzare la propria sovranità sui Paesi Bassi, dove la rigidità della politica religiosa e il malessere sociale provocarono una rivolta.
La guerra portò le province del Nord, guidate da Guglielmo d'Orange, a sottrarsi al dominio spagnolo, dando vita alla Repubblica delle Sette Province Unite.
Nel 1588, Filippo II aggredì l'Inghilterra di Elisabetta I con l'Invincibile Armata, ma fu sconfitto.
L'Inghilterra Elisabettiana
Dopo la morte di Edoardo VI, Maria Tudor impose una restaurazione del cattolicesimo.
Con Elisabetta I (1558-1603), il paese si orientò verso il protestantesimo, ostacolando le frange radicali (i puritani).
Il maggior problema politico fu il rapporto con Maria Stuart, regina di Scozia.
Durante il regno di Elisabetta I, l'autorità della monarchia si rafforzò e l'Inghilterra divenne una delle maggiori potenze europee.
Il paese si arricchì grazie ai bottini delle navi corsare inglesi e conquistò le rotte oceaniche.
Furono create le prime compagnie commerciali inglesi, come la Compagnia delle Indie orientali.
Il papato e la monarchia spagnola cercarono di abbattere il regno di Elisabetta, attizzando la rivolta dell'Irlanda cattolica e tramando con Maria Stuart, che fu condannata a morte.
La guerra tra Spagna e Inghilterra, come abbiamo visto, si concluse, con la sconfitta dell'Invincibile Armata.
Filippo II e I Paesi Bassi
Filippo II mirava anche ad accrescere il potere della Corona nel paese, non solo ponendo sotto il proprio diretto controllo l’organizzazione episcopale e intensificando ulteriormente la persecuzione religiosa, ma anche immettendo negli Stati provinciali e generali uomini di propria fiducia (i vescovi avevano infatti il diritto di partecipare a quelle assemblee), incrinando in tal modo le autonomie locali.
La rivolta assunse la forma vera e propria di una guerra i rivoltosi furono appoggiati anche dai nobili, e presero il soprannome “pezzenti” (gueux), il capo Guglielmo I di Nassau, principe di Orange.