IL NOVECENTO. IL SECOLO DEI BAMBINI. RIASSUNTO SAGGI SECONDO SEMESTRE
LA RICERCA STORICO EDUCATIVA SULL’INFANZIA NEL XX SECOLO
- Secondo Mark Block, lo studioso deve cogliere i bambini reali con i loro vissuti, non solo le istituzioni in cui sono inseriti.
- Mutamento terminologico: da storia dell'infanzia a storia dei bambini e delle bambine.
- Si studia l’infanzia così com’è, dal punto di vista dei bambini, non solo degli adulti; i bambini sono attori della storia.
La progressiva attenzione verso l’infanzia
- Nascita della storia dell'infanzia nel 1960 con Philippe Aries (L’enfant et la vie familiale sous l'ancien regime).
- Precedentemente:
- Secolo dei lumi: Rousseau nell’Emilio descrive l’infanzia come fase particolare della vita.
- Tra il 1500 e il 1600: devozione religiosa al Bambin Gesù (Erasmo).
- 1600: Comenio vede l’infanzia in maniera ottimistica, innocente.
- 1700: Origini della pediatria, riviste di pedagogia e didattica, proto-industria del giocattolo, diritto all'istruzione per tutti i bambini.
- Impero asburgico (dal 1774): istruzione obbligatoria per maschi e femmine (6-12 anni).
- XIX secolo: attenzione al diritto all'istruzione elementare.
- Tra 1800 e 1900: attenzione alla dimensione igienico-politico-sociale e disposizioni per la crescita sana dei bambini.
- 1900:
- Cure medico-igieniche per prevenzione di morbilità e mortalità.
- Regolamentazione del lavoro minorile, allungamento dell'obbligo scolastico.
- Politiche sanitarie di vaccinazione, miglioramento dell'alimentazione.
- Introduzione della ginnastica e sviluppo di pratiche sportive.
- Prevenzione del rachitismo e della tubercolosi.
- Miglioramenti urbanistici e igienici, sterilizzazione microbica e diffusione del latte in polvere.
- Aumento della speranza di vita e investimento affettivo dei genitori.
- Pedagogia delle scuole nuove (puerocentrismo).
- Psicoanalisi (dinamiche pulsionali infantili, ruolo fondamentale dei primi anni di vita).
- Sviluppo della psicologia dell'età evolutiva (Montessori, Decroly, Claparede, Piaget).
- Giuseppe Lombardo Radice (creatività del fanciullo).
- Aumento dell'obbligo scolastico (scuola secondaria).
- Difficoltà nello studio dell'infanzia a causa della scarsità di fonti dirette.
- Aries studia famiglia, scuola e fonti iconografiche.
- Prima dell'età contemporanea, pochi bambini erano scolarizzati e molti erano orfani o abbandonati.
- La storia dell'infanzia non si limita alla famiglia e alla scuola: molti giovani vivono in strada o in istituti assistenziali.
- Il lavoro è il fattore dominante della vita, non la scuola.
- Impiego di bambini in marina, nell'esercito.
- Studio di fanciulli abbandonati, orfani, poveri in istituti, vagabondi e devianti.
- Critiche ad Aries: tra 1600 e 1700 emerge il sentimento dell’infanzia (affetto dei genitori dei ceti alti).
- Riconoscimento della necessità di uno spazio dedicato all’educazione.
- Differenza tra adulti e bambini.
- Infanzia come età separata, con caratteristiche specifiche.
- Attenzione all’infanzia correlata agli studi sulla storia delle donne e della maternità.
- Alta mortalità infantile causata dall’indifferenza delle madri (madri nobili, balie, madri povere).
- DeMause rilegge le fonti storiche alla luce della psicoanalisi, descrivendo la storia dell'infanzia come un incubo.
- Non nega l'amore parentale, ma la mancanza di maturità emozionale dei genitori.
La metodologia della ricerca sull’infanzia
- Prima metà del 900: ricerche influenzate dalla psicologia dello sviluppo (infanzia come fase naturale).
- Anni ‘80: modello sociologico (fanciullezza come fase autonoma).
- I bambini non sono solo futuri adulti, ma esseri con i loro diritti.
- Indagine sulle modalità di socializzazione e sulla vita quotidiana.
- Metodologie della ricerca sociologica, psicologica ed educativa, approccio etnografico.
- Ego-documenti (documenti prodotti dal bambino) come fonti primarie.
- Problemi euristici: il ricordo è influenzato dalle esperienze successive.
- Le descrizioni degli adulti presentano zone d'ombre, distorcimenti.
- Necessità di accostare diverse tipologie di documenti.
- Anni 80: studi sull'adolescenza e sulla gioventù (adolescenza come fase prolungata).
- Volumi sulla storia dell’infanzia (aspetti e ambiti geografici diversi).
- XX secolo: storia della scuola, dei totalitarismi e della gioventù.
- Secondo dopoguerra: i ragazzi beneficiano del boom economico e sono considerati soggetti consumatori.
- La sociologia considera i bambini come piccola società.
- Capacità di condizionare il consumo.
- Oggetto di politiche commerciali (industrie producono per l’infanzia).
- Cultura infantile come oggetto di ricerca (autonomia dell’infanzia).
- Riconoscimento della voce dei bambini come soggetti attivi.
- Il minore è sempre agente da un punto di vista sociale.
- Confusione terminologica tra bambini, ragazzi e giovani.
- Necessità di distinguere tra diritti dei minori e diritti dei bambini.
- Letteratura per l'infanzia e letteratura giovanile, storia dell'infanzia e storia dell'adolescenza.
- Cultura infantile (due aspetti distinti):
- Cultura per bambini/ragazzi proposta dagli adulti (libri, giocattoli, film).
- Cultura dei bambini/ragazzi prodotta da loro stessi (diari, disegni, lettere).
- Difficoltà di accesso alla scrittura per molti bambini.
- Distinzione tra scritture spontanee e scritture disciplinate.
- Lo studioso deve cogliere le espressioni effettive del bambino, non quelle condizionate dall’adulto.
Esempi sulla differenza tra cultura per l’infanzia e cultura dell’infanzia:
- Pinocchio (Collodi):
- Finale originale con l’impiccagione (modulo del ‘700).
- Proteste dei piccoli lettori e modifica del finale.
- Esposizione di igiene, educazione infantile e giocattoli (Milano, 1891):
- Mescolanza tra mentalità adulta e stati d’animo infantile.
- Genitori pensano che i figli si sarebbero divertiti, ma i bambini lamentano il divieto di toccare i giochi e l'obbligo di descrivere l'esperienza.
- Battaglione (1797-1801):
- Bambini inseriti per acquisire valori da buon cittadino.
- Disciplina e salvezza per bambini abbandonati (gestito dai somaschi a Milano).
Piste di ricerca
- Frijhoff: l’infanzia è un fatto biologico e psicologico, ma anche un concetto culturale.
- Lo storico può assumere come costante la caratteristica biologica, ma studiare i fenomeni culturali con l’antropologia culturale.
- Aspetti naturali (attaccamento materno, dimensione ludica) e componenti culturali (variano nello spazio e nel tempo).
- Luoghi di educazione e vita quotidiana: famiglia, scuola, lavoro, istituti di assistenza, servizi per l’infanzia.
- Iniziative della Chiesa per l’infanzia.
- Studi novecenteschi: autobiografie e fonti orali (consapevolezza che il ricordo non coincide con il vissuto).
- Fonti iconiche (importanza di famiglia reale).
- Necessità di empatia con il soggetto della ricerca, ma anche di distacco scientifico.
L’INFANZIA NELL’ITALIA FASCISTA
Mussolini al governo
- Dopo la Marcia su Roma, il PNF si attivò per coinvolgere le forze giovanili (Gruppi Balilla).
- Obiettivi: portare la fanciullezza italiana a essere protagonista del nuovo corso politico.
- Lenta affermazione iniziale, limitata ai centri urbani.
- Riforma Gentile: ridisegnò il sistema scolastico italiano.
- Asili parte del sistema formativo: dimensione educativa (metodo Pasquali-Agazzi e Radice).
- Carattere ricreativo (canto, disegno, giochi, esercizi di costruzione, lavori manuali).
- Obbligo del titolo legale di abilitazione per il personale docente.
- Alla fine della guerra, 10.746 asili, frequentati da un terzo dei minori (3-6 anni).
- Scuola primaria (impronta lombardo-radiciana):
- Educazione come incontro di due spontaneità (insegnante e alunno).
- Programmi orientativi, non nozioni trite.
- Maestro come uomo culturale, chiamato a elevare l’animo dei fanciulli.
- Infanzia come stagione creativa e attiva.
- Spazio a disegno, musica, canto, folklore.
- Reintroduzione dell’insegnamento obbligatorio della religione (intitium sapientae).
- Scuola serena.
- Commissione per valutare i libri di testo (aderenza ai princìpi della riforma Gentile).
- Libro come romanzo di formazione.
- Difficoltà nell'applicazione della spontaneità infantile in una didattica strutturata.
- Spazio allo studio del dialetto (formazione dell’identità nazionale).
- Educazione patriottica (italiano, geografia, storia).
- Istituzionalizzazione del credo fascista.
All’indomani del 1925
- Importanza della formazione dei più piccoli (Opera Nazionale Balilla - ONB).
- Conquista dell’immaginario infantile.
- Vigilanza sui luoghi della formazione: famiglia e scuola.
- Considerazione della scuola come dolente nota.
- Legge del 3 aprile 1926: istituzione dell’ONB per assistenza ed educazione fisica e morale della gioventù.
- Volontà di Mussolini di creare un monopolio delle organizzazioni giovanili fasciste.
- Dare ai giovani il senso della virilità, della potenza, della conquista.
- Legame tra scuola ed extra scuola (ambizione totalitaria).
- Iscrizione tramite i maestri.
- Educazione fisica a scuola e formazione dei docenti (Accademia fascista di educazione fisica a Roma e Orvieto).
- Balilla (8-14 anni) e Avanguardisti (14-18 anni).
- Inizialmente maschile, poi inclusione delle femmine (Piccole e Giovani Italiane).
- Struttura paramilitare e gerarchica.
- Educazione preliminare dei più giovani (gioco della guerra).
- Attività il sabato pomeriggio o la domenica (proteste della Chiesa).
- Rito della leva fascista.
- Decaloghi per Balilla e Piccole Italiane.
- Educazione fisica (formare i tratti dell’italiano nuovo).
- Virilità, salute fisica, forza, ardimento (ragazzi).
- Irrobustimento, molti figli (ragazze).
- Assistenza all’infanzia (Stato sociale).
- Colonie estive, marine o montane (6-13 anni).
- Tutela igienico-sanitaria, irrobustimento della razza, formazione ai valori.
- Aumento progressivo dei tesserati.
- Fascistizzazione tramite:
- Inquadramento dei docenti nelle organizzazioni professionali fasciste.
- Controllo sui contenuti dell’insegnamento.
- Associazione Nazione Insegnati Fascisti.
- Strumenti coercitivi per ottenere adesione degli insegnanti:
- Licenziamento degli insegnanti contrari alle direttive politiche.
- Obbligo della tessera del Partito per i concorsi pubblici.
- Conformismo degli insegnanti primari.
- Contenuti dell’insegnamento più fascisti.
- Introduzione del libro unico di Stato nella scuola primaria.
- Fascismo dal volto buono (prime redazioni).
- Guerra, spirito di conquista, violenza (edizioni successive).
- Staticità e monumentalità (ideologia imperiale).
- Frasi breve, coincise e secche (stile mussoliniano).
Dalla Guerra d’Etiopia al secondo conflitto mondiale
- Connotazione guerriera nell’educazione.
- ‘’Scuola dell’Italia imperiale’’: tema principale dell’attività didattica delle scuole elementari.
- Preghiera per i soldati e lettura dei bollettini di guerra.
- Seguire l’avanzata delle forze militari italiane.
- Illustrare le ragioni del regime circa l’impresa in Etiopia.
- Condanna delle sanzioni all’Italia (Società delle nazioni).
- Introduzione della radio.
- ‘’Cantuccio dei bambini’’ (Milano, 4 gennaio 1926).
- Istruire e divertire.
- Programmazione ad hoc per i bambini.
- EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche): maggior investimento e uso a scopo propagandistico.
- Diffusione nelle campagne (apparecchio a basso costo, centri di ascolto condiviso).
- Uso della radio nelle scuole (proposta formativa).
- Gioventù Italiana del Littorio (GIL, ottobre 1937).
- Ragazzi (6-21 anni).
- Controllo del PNF.
- Militarizzazione dell’infanzia.
- Radicalizzazione del progetto formativo di creazione dell’uomo nuovo.
- ‘’Sezioni rapporti famiglie-GIL’’ (1941).
- Carta della Scuola (1939), a cura del ministro Bottai
- Formare la coscienza umana e politica delle nuove generazioni.
- Conssegnava alla scuola il compito di formare la coscienza umana e politica delle nuove generazioni.
- Traduzione in provvedimenti concreti di questo progetto pedagogico, non attuata.
- Coinvolte più generazioni di ragazzi, cresciuti nel mito della guerra.
- Limiti della politica di potenza del regime.
L’INFANZIA NEL NAZIONALSOCIALISMO
L’idea di bambino e la politica per l’infanzia
- I nazionalsocialisti consideravano i bambini e i giovani come artefici della società del futuro.
- Idea dell’infanzia di sviluppo (il modo in cui un bambino cresce condiziona il futuro).
- Garantire condizioni favorevoli di crescita era il presupposto per una società e una nazione futura migliore.
- I bambini erano la risorsa centrale per il riscatto della società.
- Salute dei bambini (priorità per gli educatori, medici e igienisti).
- I bambini fisicamente deboli erano considerati un problema.
- Lo sport acquisì un ruolo centrale.
- Bambino di razza pura come portatore futuro della nazione tedesca (non come individuo).
- Obiettivo educativo: tutti i giovani dovevano diventare parte utile della comunità di popolo.
- Pedagogia nazionalsocialista: formazione di un individuo che esegue i compiti per la comunità di popolo.
- Modifica della concezione dell’infanzia: al compimento del decimo anno di vita, i bambini erano considerati giovani.
- Fino ai dieci anni, i bambini crescevano prevalentemente in famiglia.
- Acquisizione di un accesso diretto alla vita dei bambini.
- Propaganda nazionalsocialista in un’età ricettiva.
- I bambini si sentivano presi sul serio.
- I media giocarono un ruolo fondamentale.
- Sistema scolastico:
- Inizialmente molte cose rimasero inalterate.
- Reso compatibile con gli obiettivi del regime.
- Costituzione di un’organizzazione giovanile unica (esclusione degli ariani).
- Hitlerjunged:
- Organizzati separatamente in base al sesso e all’età.
- Non legalmente obbligatoria fino al dicembre 1939.
- Distacco dal nucleo familiare.
- Organizzazione strutturata in modo gerarchico (ordine e obbedienza).
- Caposaldo nella quotidianità dei bambini.
- Addestramento premilitare (soprattutto per i ragazzi sopra i 14 anni).
- Indottrinamento politico (persone fisicamente forti, prestanti, laboriose, convinte dell’ideologia nazionalsocialista).
- Politica nazionalsocialista volta alla cultura del corpo (sport).
- Idee specifiche di femminilità e di mascolinità.
- Legittimazione della violenza e dell'esclusione.
- L’influsso dell’ideologia nazionalsocialista avvenne gradatamente e con più forza nei casi in cui non era possibile attivare energie morali di difesa.
- I provvedimenti di riorganizzazione coinvolsero tutte le sfere della quotidianità dei fanciulli.
- Anche l’amicizia tra bambini fu condizionata.
Un’indagine empirica
- Non tutti i bambini vissero la stessa quotidianità.
- Milieu: stili, orientamenti e comportamenti di vita specifici.
- Differenze interne dovute a valori (orientamento confessionale o politico).
- Quattro milieu:
- Borghesia: figli di proprietari di grandi aziende (infanzia senza lavorare, tempo libero).
- Operai: collaborazione dei bambini nei lavori quotidiani.
- Paese:
- Industriali protestanti: aiuto e collaborazione ai lavori.
- Agricolo cattolico tradizionalista: aiuto e collaborazione ai lavori.
- Differenze e analogie tra i diversi milieu.
- Condizioni economiche, sociali e culturali cambiarono poco durante il nazionalsocialismo (tranne nel milieu operaio).
- Dialogo e relazioni familiari non compromessi (tranne nel milieu operaio).
- Scuola: sfera di vita maggiormente influenzata dalla politica nazionalsocialista.
- Hitlerjunged:
- Tutte le associazioni sportive nella Hitlerjunged.
- Possibilità di ritagliarsi spazi individuali e soddisfare esigenze di comando.
- Paese industriale protestante: membri entusiasti (scusa per sfuggire ai lavori domestici).
- Milieu borghese: non particolarmente influenzato.
- Paese cattolico: debole presenza (difficoltà a trovare reclute).
- Hitlerjunged come componente marginale.
- Corpo e divisione dei ruoli tra i sessi: forte continuità in tutti i milieu.
- Media: ruolo più invasivo.
- Valori: crescita e cambiamento durante il nazionalsocialismo.
- Percezione dell’esclusione e della persecuzione dei dissenzienti e della popolazione ebrea (milieu urbani).
- Reazioni diverse dei bambini alle possibilità e alle sfide.
- Non esposti passivamente, ma attori.
- Possibilità di mantenere o interrompere amicizie.
- Comportamenti diversi nei confronti della Hitlejunged.
IL ‘’NUOVO BAMBINO’’ IN UNIONE SOVIETICA DALLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE ALLA CADUTA DEL REGIME COMUNISTA (1917-1991)
Introduzione
- Ellen Key (‘’Il secolo dei fanciulli’’): auspicava una nuova fase storica che restituisse ai bambini l’infanzia.
- Il messaggio della Key poneva il bambino al centro di un progetto educativo.
- Riflessione sul concetto particolare di infanzia/infanzie, emerso grazie alle indagini storiografiche più recenti.
- Obiettivo: formare e indottrinare l’infanzia dell’uomo nuovo (cittadino-lavoratore del collettivo).
- Uomo nuovo: mito scaturito dalla Rivoluzione d’ottobre.
- Progetto sovietico: mutevole e accompagnato da rappresentazioni simboliche.
- Propaganda rivoluzionaria: infanzia come simbolo di un regime giusto (progetto di rigenerazione dell’infanzia abbandonata).
- Riflessione della realtà sociale e dell’ideologia ufficiale.
Il ‘’nuovo bambino’’ in famiglia
- Interventi legislativi sulla famiglia (quattro fasi dal 1917 al 1985).
- Prima riforma (dopo la Rivoluzione d’Ottobre):
- Diritto del matrimonio, della famiglia, della tutela della Repubblica russa.
- Equiparazione dei figli legittimi e di quelli naturali.
- Nuovo bambino educato nello spirito del comunismo.
- Seconda guerra mondiale:
- Intensificazione delle misure a favore della famiglia legittima.
- Abolizione dell’equiparazione fra i figli legittimi e quelli naturali (codice della famiglia del 1944).
- Aiuto per le ragazze madri.
- Dopo la morte di Stalin: processo di destalinizzazione.
- Progressivo abbandono delle misure relative al divorzio.
- Abolizione dell’aborto negli ospedali statali.
- Divorzio per mutuo consenso (procedura di conciliazione).
Il ‘’nuovo bambino’’ negli orfanatrofi sovietici
- Creazione di un sistema di assistenza ai bambini privi di un genitore o senza famiglia (Commissariato del popolo per l’Istruzione).
- Orfanotrofi, comunità di lavoro e colonie.
- Istituti dotati di una disciplina differenziata (bambini crescevano collettivamente nello spirito del comunismo).
- Orfanotrofi insufficienti e inadeguati.
- Riforme per migliorare la vita al loro interno (teorie psicopedagogiche) e avviare la formazione al lavoro.
- Progetto di educazione collettiva abbandonato (bambini figli di deportati e di “nemici del popolo”).
- Bambini in piena libertà per le strade (pericolo di ordine pubblico).
- Scarsità di edifici adeguati, mancanza di personale preparato e mancato controllo sui bilanci.
- Orfanotrofi come luoghi di semplice custodia e passaggio.
- Priorità accordata alla tutela della famiglia legittima.
Il ‘’nuovo bambino’’ a scuola
- Riforma scolastica ispirata all’ideologia marxista.
- Scuola unica del lavoro gratuita.
- Formare una società senza classi sociali, promuovere l’alfabetizzazione di massa e un’educazione comunista.
- Frequentata da bambine e bambini fra gli 8 i 17 anni di età.
- 9 anni di frequenza scolastica obbligatoria (poi ridotti a 7).
- Programmi che cercano di coniugare la pedagogia marxista con quella attiva.
- Il principio dell’istruzione politecnica porta un asservimento del sistema scolastico alla produzione economica.
- Obbligo dell’istruzione scolastica elementare (1931).
- Raddoppio del numero degli scolari.
- I figli degli operai hanno l’accesso agli istituti superiori,
- mancato accesso alle università e quindi non vi è mobilità sociale.
- Organizzazione dei Pionieri (bambini comunisti ispirandosi allo scoutismo).
- Riforma sulla formazione professionale (avvicinarsi della Seconda guerra mondiale):
- Adolescenti formati direttamente nelle industrie, nelle aziende agricole, nell’edilizia e nei trasporti.
- Riduzione della durata delle scuole professionali.
- Memoria del passato glorioso e tragico.
I CONFLITTI DEL NOVECENTO E L’INFANZIA
Un secolo di guerre
- Studio dell'ONU (1996) sull’impatto dei conflitti armati sui bambini.
- La violenza della guerra ha attraversato ogni epoca.
- Nel XX secolo c'è stato un coinvolgimento dei bambini (bambini soldato).
- Conseguenze:
- Morti per cause dirette o indirette (denutrizione, malattie).
- Distruzione di campi e servizi sanitari.
- Crescita in un clima di odio e vendetta.
- Violazione dei diritti dei bambini (vita, famiglia, sviluppo, alimentazione, istruzione, protezione).
- Stima di due milioni di bambini uccisi (1985-1995).
- Orfani e disabili.
- Il ‘900 è ricordato come un secolo tragico sconvolto dalle guerre.
- Scienza e tecnologia applicata ai conflitti (armi atomiche, campi di sterminio).
- Periodo di prodigiosi cambiamenti e conquiste (Onu e Comunità europea).
La militarizzazione dell’infanzia e ‘’l’inutile strage’’
- Allo scoppio della Prima guerra mondiale in Italia vi erano circa 12 milioni di bambini, di età inferiore ai 14 anni.
- Sistema di propaganda (scuole che formavano all’obbedienza, all’amor di patria, al coraggio, all’abnegazione).
- Riflessioni sul significato del conflitto, si seguivano le posizioni degli eserciti, scrisse letterine ai soldati.
- Esaltazione della patria, dell’eroismo e della morte eroica nei libri di testo e giornali per ragazzi.
- Inculcare l’odio verso il nemico; educazione alla guerra nella scuola anche prima del 1914.
- La guerra doveva apparire giusta e necessaria.
- Rielaborazione di classici della letteratura italiana per l’infanzia (Pinocchio).
- Processo di “infantilizzazione della guerra”.
- Giochi e giocattoli calibrati sulla nuova realtà (trincee e cannoni).
- Arruolamento del bambino (educare il bambino ad essere soldato).
- La Prima guerra mondiale, ostacolò la funzione educativa dei genitori.
- Adolescenti al fronte: ''ragazzi del ‘99''.
- Lavoro minorile e giovanile (70.000 ragazzi fino a 16 anni nelle industrie di guerra).
- Tema dell’invasione da parte dei nemici.
- Sfruttamento di ogni risorsa, malnutrizione (tubercolosi e malattie gravi).
- Il fascismo, il nazismo, il comunismo continuarono la militarizzazione dell’infanzia.
Verso la Seconda guerra mondiale
- Trasformazione delle scuole in sedi di esposizioni.
- Bambini e adolescenti al centro della guerra.
- Produzione di combattenti in miniatura nella letteratura per l’infanzia.
- Nascita di film con messaggi chiari.
- La Prima guerra mondiale iniziata nel 194 terminò definitivamente nel 1945.
- Proseguimento della Prima guerra mondiale alla seconda (questione di arruolamento).
- Organizzazioni dei giovani (Opera Nazionale Balilla in Italia, la Hitlerjugend e l’organizzazione dei Pionieri in Russia) per plasmare le giovani generazioni fanatizzandole.
- I figli erano proprietà del Fuhrer (progetto per realizzare la razza ariana, piano di rapimenti).
- Calvario per i non ariani (uccisioni, esperimenti, lavoro schiavo).
- Distacco dalla famiglia (conseguenze sulla personalità).
Dai diari di ragazzi e adolescenti
- La letteratura dei loro diari scritti durante i conflitti possono fa comprendere gli avvenimenti visti dagli occhi di persone che li vivono in prima persona.
- Modo per non sentire l’angoscia interiore e per trovare il coraggio di continuare a vivere.
- Stati psicologici specifici.
- Scrivere per combattere la solitudine, per il bisogno di aprire il proprio cuore a un amico.
- Strumento di autoanalisi o per studiare la propria maturazione in rapporto alla guerra.
Un fragile presente
- A causa dei conflitti, si riducono le produzioni agricole, viene distrutto il tessuto della società.
- Cause della mortalità infantile: dissenteria, infezioni respiratorie, morbillo, colera, malaria.
- Bambini e adolescenti sono i soggetti esposti a maggior rischio di violenza sessuale.
- Ferite nella psiche dei bambini a causa di esperienze traumatiche che aumentano livelli d’ansia che sono causa di fobie e reazioni di panico..
- Intere generazioni di bambini crescono nell’insicurezza e nel desiderio di vendetta.
- Per la protezione dei più deboli l’Onu ha approvato la carta dei diritti dei bambini, attivando degli organismi come l’Unicef.
IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI DELL’INFANZIA NEL XX SECOLO
Premessa
- Il bambino è da sempre considerato il cucciolo dell’uomo, non gli è riconosciuta un’identità specifica se non come espressione negativa di ciò che non è ancora.
- A partire dell’800 inizia a essere oggetto di tutela, anche se non riconosciuto come soggetto titolare di diritti autonomi.
- Primi decenni del 900: innovazioni legislative a favore dell’infanzia.
- Alcuni precursori dell’idea dei diritti umani dell’infanzia:
- ELLEN KEY: diritto del bambino all’amore dei genitori.
- JANUSZ KORCZAK: diritto di un minore di essere preso sul serio.
- MARIA MONTESSORI: caratteristiche e esigenze peculiari dei primi anni di vita.
- Rilevanza definitiva alla fine del secolo XX.
Primi riconoscimenti
- 900, l’attenzione sociale, politica e giuridica si concentra intorno alla protezione e alla regolamentazione del lavoro minorile.
- Dichiarazione dei diritti del bambino del 1918 elaborata da intellettuali sovietici.
- Libertà di opinione, d’espressione e di riunione.
- Convenzione n. 5:
- adottata il 28 novembre 1919 dall’International Labour Organization fissando 14 anni l’età minima per l’assunzione.
- Convenzione n. 6 (divieto di lavoro notturno per i minori).
- Carta dei bambini dell’International council of women (1922).
- Educazione all’igiene sessuale, madri lavoratrici, parchi giochi, vaccinazioni obbligatorie.
- Dichiarazione dei diritti dell’adolescente: orario ridotto, riforma dell’apprendistato, prolungamento del periodo scolastico obbligatorio, parità di salario.
- Unione Internazionale per il Soccorso dell’Infanzia (1920): Dichiarazione dei diritti dell’infanzia (1923).
- Jebb: necessità di affermare i diritti inviolabili di cui ogni bambino dovrebbe godere.
- 26 settembre 1924: adozione all’unanimità dalla quinta assemblea generale della società delle Nazioni.
- Dichiarazione di Ginevra: costituisce il primo pronunciamento sui diritti del bambino non vincolante per gli Stati.
- Necessità di metterlo nelle condizioni di svilupparsi,
- Necessità di nutrirlo, curarlo, stimolarlo, educarlo.
- Il diritto all’educazione anche al bambino in difficoltà.
- Il bambino deve essere messo in grado di guadagnare la sua vita e deve essere protetto da ogni sfruttamento.
- Il bambino deve essere allevato al sentimento che le sue migliori qualità dovranno essere poste al servizio dei suoi fratelli.
- Più attenzione ai doveri dell’adulto verso il bambino che ai diritti di quest’ultimo.
- Carta dell’infanzia elaborata a Londra:
- Proclama il principio della sacralità della persona umana
- Prende in considerazione solamente gli aspetti assistenziali, bensì allarga lo sguardo anche ad altre necessità.
- Aggiunge il bisogno del bambino e la necessità di metterlo al centro di ogni sistema educativo, il cui accesso deve essere garantito a tutti.
- Anch’essa è un elenco dei doveri dell’adulto verso il bambino.
La progressiva estensione dei diritti
- 1948: Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo(Assemblea generale delle Nazioni Unite) sancisce i diritti umani e le libertà fondamentali di ogni essere
umano. - 25-26: si ribadisce la necessità di garantire la salute, il benessere del bambino, il diritto alla prevenzione sociale al nato fuori dal matrimonio, l’educazione gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari.
- L’Unione Internazionale per la Protezione dell’infanzia, rielabora i precedenti documenti dando vita a una Nuova Dichiarazione di Ginevra, affermando che l’umanità deve utilizzare le migliori risorse per aiutare a crescere il bambino.
- 1950: Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
- Unicef (1946) per dare aiuto ai bambini europei devastati dalla Seconda guerra mondiale.
- Progetto di una Carta sui diritti dei bambini che integra la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
- Dichiarazione dei diritti del fanciullo (1959, Dichiarazione di New York).
- Dichiarazione di buone intenzioni che si propone di mantenere i medesimi intenti previsti nella Dichiarazione di Ginevra, chiedendo agli Stati sia di riconoscere i principi e di impegnarsi nella loro diffusione e applicazione.
- Una sorta di “statuto” dei diritti del bambino e ordina in 10 articoli i temi già emersi dai documenti precedenti.
- Non è cresciuta una diffusa coscienza dei diritti dei più piccoli per portare a una sua concreta applicazione.
La convenzione dei diritti del fanciullo