cap 5- Semeiotica Psichiatrica Riassunto
Semeiotica Psichiatrica
La semeiotica psichiatrica studia sistematicamente le alterazioni psicopatologiche delle funzioni psichiche, descrivendo il comportamento anormale e distinguendolo da quello normale.
Karl Jaspers definisce la psicopatologia come lo studio dell'"uomo totale nella condizione di ammalato", analizzando le relazioni tra esperienza, spazio, tempo, coscienza del corpo e della realtà, sentimenti e pulsioni istintive.
Lo studio della semeiotica psichiatrica anticipa la trattazione delle singole sindromi, cioè della combinazione di segni e siniomi in cui non si riconosce un'unica e definita eziologia. La psichiatria clinica condivide con le altre branche della medicina la difficoltà nel definire ilconfine tra norma e patologia.La distinzione tra norma e patologia si basa su criteri quantitativi (frequenza, intensità), qualitativi (tipo di reazione e congruità con lo stimolo) e sull'impatto sul funzionamento comportamentale e sociale, secondo DSM-5 e ICD-11.
Le aree di interesse della psicopatologia includono: percezione, pensiero, attenzione, coscienza, memoria, intelligenza, umore e affettività, volontà e psicomotricità, esperienza e coscienza dell'Io.
Disturbi dell'Umore e dell'Affettività
Lo studio di questi disturbi richiede uno sforzo definitorio a causa della tendenza a considerare le emozioni come debolezze morali e della loro presenza nella vita quotidiana. La terminologia medica deve essere usata correttamente per una chiara comprensione dei fenomeni clinici e un adeguato approccio diagnostico e terapeutico.
Umore
L'umore è un "insieme emozionale" che include sentimento, affetto, emozione, temperamento e carattere, influenzato da stimoli endogeni, esogeni e psicogeni. Secondo il DSM-5, è un'"atmosfera emotiva" pervasiva e durevole, mentre l'affetto esprime cambiamenti più fluttuanti. Kurt Schneider distingue tra umore di fondo (influenza causale sulle reazioni emotive) e sfondo (disposizione transitoria reattiva agli eventi piacevoli o spiacevoli).
Psicopatologia tedesca:
Stimmung: Termine tedesco per lo stato dell'umore che comprende la somma di tutti di tutti i sentimenti presenti in un determinato stato di coscienzae che puòvariare per motivi psicologici o cause somatiche.
Grundstimmung: Tono fondamentale dell'umore.
Wahnstimmung: l'umore delirante, in cui si verifica, in modo acuto e transitorio, una sospensione degli abituali significati; genera angoscia e perplessità e può precedere l'irruzione della certezza delirante.
Distinzione umore normale (eutimico), in cui il soggetto reagisce e corrisponde in modo equilibrato e congruo agli stimoli mentali, un umore patologico che è invece rigido, non si modifica ai mutamenti delle circostanze, è stereotipato sulla base della patologia dominante.
L’olotimia si verifica quando l’ideazione il comportamento sono permeati dalla qualità affettiva presente, ad esempio nel delirio hollow timico del depresso ogni cosa vissuta avrà sempre significato depressivo. Si parla invece di catatimia quando l’ideazione è influenzata solo da una determinata rappresentazione, ricca di carica affettiva(es: sindromi deliranti).
Umore Depresso
Caratterizzato da tristezza, infelicità, malinconia, pessimismo, colpa, avvilimento, accompagnati da inibizione e rallentamento psicomotorio, alterazioni comportamentali, gestuali, motorie. Fenomeni collegati al tono dell’umore depresso sono la perdita di appetito, disturbi del sonno, deficit di concentrazione e attenzione. Questi possono sfociare in deliri congrui (colpa, rovina, autoaccusa) o incongrui (persecuzione) con l'umore.
Umore Maniacale
Opposto all'umore depresso, con esaltazione, euforia, distraibilità, diminuito bisogno di sonno, iperattività, accelerazione ideica e del linguaggio. I temi del pensiero sono generalmente megalomanici e di ipervalutazione del Sé; gli eventuali deliri e allucinazioni, se con- grui all'umore, risultano centrati direttamente o indirettamente su temi di grandezza. Può trasformarsi in eccitamento aggressivo. Negli stati di tipo ipomaniacale lo stesso quadro clinico è presente in misura attenuata e senza marcata compromissione funzionale dell'individuo; la diagnosi retrospettiva è, ancor più dell'umore maniacale, abbastanza ardua. Si può parlare anche di umore espanso, per indicare la mancanza di inibizione nell'esprimere i propri sentimenti
Umore Disforico
Stato d'animo con sentimenti di insoddisfazione, irrequietezza, irritabilità, ansia, malumore, aggressività ed euforia. In genere sono vissuti in rapida e incoerente successione. È presente in disturbi depressivi, ansiosi e in quelli di personalità.
Umore Irritabile
Reazione emotivo-affettiva con scarso controllo dei sentimenti di rabbia, noia, impazienza e insofferenza. Viene scatenata in rapportoa stimolidi secondaria importanza
Tristezza Vitale
Sensazione somatica localizzata nella zona del cuore o nel torace, associata a oppressione e angoscia vitale.
Affettività
Condizione emotivo-sentimentale soggettiva e variabile, che include rabbia, tristezza, esaltazione, amore, odio e indifferenza rivolti a eventi del mondo esterno e interno. L'affettività è la capacità di provare emozioni-sentimenti in condizioni ambientali e relazionali, mutevoli per significato. Gli affetti hanno una durata e un'intensità diversa e devono essere congrui con lo stimolo causale. Il DSM-5 definisce l'affetto come un "pattern di comportamenti osservabili che sono l'espressione di uno stato emotivo esperito soggettivamente". I disturbi dell'affettività devono essere valutati in base all'osservazione visiva da parte dell'esaminatore.
Emozione
Manifestazione psicosomatica con componenti somatiche, psichiche e comportamentali. Le emozioni di base sono: paura, rabbia, tristezza, gioia, accettazione, disgusto, attesa, sorpresa. Sono reazioni affettive a stimoli ambientali, a insorgenza improvvisa, di breve durata e di intensità variabile. Matte Blanco sottolinea come l'emozione sia un'esperienza psicofisica, con i processi emozionali costituiti da fenomeni biologici corporei (es. accelerazione del battito cardiaco nella paura). L'emozione, sempre secondo Matte Blanco, è composta nei suoi aspetti psicologici da due diversi insiemi di fenomeni: sensazioni-sentimento e pensiero. Alla prima componente vengono fatte risalire laspinta all'azione ela percezione degli stimoli interni ed esterni. I "pensieri delle emozioni" sono fortemente intrisi della qualità emozionale sperimentata: all'emozione rabbia corrisponderanno pensieri di rabbia.
Ansia
Emozione spiacevole di penosa aspettativa e allarme di fronte a un pericolo reale o potenziale. L'ansia può essere normale (reattività comprensibile, transitorietà, funzione adattativa) o patologica (incomprensibile reattività, polarizzazione dell'attenzione su sé stessi, compromissione della performance). Esistono diverse tipologie di ansia: di tratto (caratteristica stabile della personalità), di stato(dovuta ad una determinata situazione), anticipatoria(precedente a un evento stesso), libera, generalizzata(persistente, di moderata intensità, in relazione a circostanze, è inserito nel DSM-5-TR) e situazionale(in relazione a particolari circostanze come fobie).
Paura
Emozione reattiva di fronte a un pericolo esterno definito. La differenza sostanziale con l'ansia risiede nella proiezione del timore nel futuro: l'ansia è attesa penosa per un evento futuro, mentre la paura riguarda un evento minaccioso attuale.
Angoscia
Stato di ansia particolarmente intensa con somatizzazione, localizzata al precordio, spesso associata a sensazione di morte imminente. In filosofia, l'angoscia si contrappone ad altri sentimenti penosi, ponendosi su un livello più alto e non essendo legata a un motivo specifico.
Fobia
Correlato psicopatologico della paura, con un oggetto scatenante chiaro e conosciuto. Caratterizzata da timore, ripugnanza, disgusto, terrore e condotte di evitamento. Il soggetto riconosce la malattia. Si distinguono fobie specifiche, agorafobia(fobia di tutte le situazioni in cui non si può ricevere aiuto se necessario, legata agli attacchi di panico), ansia sociale (si presenta nell’affrontare nuove interazioni sociali) e fobia sociale patologica (quando interferisce con il funzionamento, inserita nel DSM-5-TR).
Panico
Reazione di ansia di particolare intensità di fronte a un pericolo, reale o potenziale, vissuto come catastrofico. La reazione di panico può essere inattesa (spontanea) o attesa (situazionale). Nell'ansia è ancora possibile la fuga, mentre nel panico sopraggiunge il blocco.
Un attacco di panico è una crisi improvvisa, di durata limitata (da secondi a un'ora), con almeno 4 dei 13 sintomi elencati nel DSM-5; possono esistere anche attacchi paucisintomatici (quando i sintomi sono meno di 4). Gli attacchi di panico possono essere inattesi, situazionali o predisposti dalla situazione.
Ambivalenza Affettiva
Presenza simultanea di sentimenti e atteggiamenti opposti (odio-amore, desiderio-rifiuto). Tipica della schizofrenia, è vissuta con sofferenza e incapacità di prendere decisioni.
Apatia
Mancanza di risposta affettiva a stimoli esterni e interni. Si manifesta con rallentamento e inerzia.
Anedonia
Diminuzione della capacità di provare piacere per qualsiasi tipo di esperienza vitale. È sintomo frequente nella depressione, ma comune anche in altri disturbi, come la schizofrenia. Nel DSM-5 costituisce uno dei due criteri obbligati per la diagnosi di depressione maggiore. Non ci si può affidare alla risposta del paziente, non ha validità, ma osservazione dell’esaminatore.
Appiattimento Affettivo
Notevole riduzione dell'espressione affettiva. Nella SANS comprende immutabilità dell'espressione facciale, diminuzione dei movimenti spontanei, povertà della gestualità espressiva, scarso contatto visivo, mancanza di partecipazione affettiva, affettività inappropriata e perdita delle inflessioni vocali. Non ci si può affidare alla risposta del paziente, non ha validità, ma osservazione dell’esaminatore.
Alessitimia
Incapacità di esprimere verbalmente le emozioni, con povertà della vita di fantasia e difficoltà nel distinguere sensazioni fisiche e sentimenti. Considerata una variabile di tratto, può essere determinata o intensificata da traumi, assunzione di sostanze e stati depressivi.
Dissociazione Affettiva
Scollegamento tra l'avvenimento-stimolo e la risonanza emotivo-affettiva. Ad esempio, una reazione ilare di fronte a un evento doloroso. La dissociazione affettiva è il grado estremo dell'inadeguatezza affettiva
Labilità Affettiva
Anomala variabilità degli affetti, con instabilità del tono dell'umore modificabile da stimoli incongrui.
Perplessità
Stato d'animo prolungato di dubbio con angoscia, con uno stato di tensione sospettosa.
Stato di Eccitamento
Condizione di iperattivazione affettiva, con forti emozioni (spesso aggressive), e, conseguentemente, parla, agisce e combatte con tutte le proprie forze.
Autismo
Bleuler definisce l'autismo come un "distacco dalla realtà e la predominanza della vita interiore". I soggetti autistici tendono a limitare i contatti con il mondo esterno, vivendo in un mondo a sé stante, con i propri desideri o sofferenze interiori. Bleuler sottolinea che il comportamento autistico non è sempre evidente, ma si rivela attraverso un'osservazione prolungata, evidenziando come questi individui seguano le proprie vie e si lascino avvicinare poco dall'ambiente. Anche in situazioni di cronicità grave, possono mantenere un contatto superficiale con l'ambiente, ma tendono a tenere per sé i propri complessi e a non voler essere toccati su certi argomenti.
Memoria
Importanza della Memoria
Freud affermava che "i nostri ammalati sono ammalati di memoria", sottolineando l'importanza dello studio delle alterazioni della memoria per comprendere i disturbi psichici. La memoria è il meccanismo che permette agli esseri viventi di fissare, conservare e rievocare esperienze e informazioni.
Funzioni della Memoria
La memoria consente di riconoscere e localizzare nel tempo e nello spazio le esperienze, contribuendo all'identità personale. È strettamente legata ad altre funzioni psichiche come la vigilanza, l'attenzione e l'affettività, influenzando sia il ricordo che l'oblio. Tanto il ricordo che l'oblio possono essere inconsciamente influenzati dai meccanismi affettivi così che i pensieri possono essere inconsapevolmente rimossi nella memoria e improvvisamente e inconsciamente riportati a livello cosciente da stimoli
Tipi di Memoria
La memoria è un sistema complesso con diverse tipologie e fasi distinte:
Memoria a Breve Termine (Primaria): Permette di conservare una quantità limitata di informazioni per brevi periodi.
Memoria a Lungo Termine (Secondaria): Conserva le informazioni per periodi più estesi, costituita da blocchi informativi più ampi.
Memoria Dichiarativa (Esplicita): Richiede un recupero consapevole delle informazioni.
Memoria Episodica: Rievoca esperienze o episodi specifici, influenzata dall'attenzione.
Memoria Semantica: Permette l'acquisizione e l'uso del linguaggio e la conoscenza percettiva del mondo fisico, influenzata dai processi educativi.
Memoria Procedurale (Implicita): Accumula informazioni in modo indipendente dalla memoria episodica, consentendo di ricordare e mantenere capacità tecniche apprese eseguite in modo automatico (es. andare in bicicletta).
Stadi del Processo Mnesico
Codificazione (Encoding): Fase in cui il nuovo materiale viene fissato e registrato nella memoria. I disturbi in questa fase comportano una perdita rapida dell'engramma mnesico.
Immagazzinamento (Storage): Gli engrammi mnesici vengono collocati nella memoria per essere rievocati successivamente. I disturbi in questa fase si verificano nei processi di invecchiamento e nelle demenze, con difficoltà nella memorizzazione di nuovi engrammi.
Rievocazione (Retrieval): Possibilità di riportare alla coscienza le esperienze passate, confrontandole con quelle presenti. Alterazioni in questa fase si verificano in stati confusionali.
Disturbi Quantitativi della Memoria
Ipermnesia: Ipertrofia delle capacità mnesiche(aumento delle capacità), globale o limitata a specifici settori,può essere permanente o transitoria
Amnesia: Perdita parziale (ipoamnesia) o totale della capacità di fissare, archiviare e rievocare le esperienze passate. Può essere anterograda (riguarda eventi successivi all'evento patogeno), retrograda (riguarda eventi precedenti), retroanterograda (combinazione delle due), lacunare (riguarda un arco di tempo delimitato), elettiva (riguarda ricordi con significato comune), sistematizzata (riguarda episodi di importanza affettiva), psicogena (dovuta a motivazioni psichiche), dissociativa (incapacità di ricordare eventi traumatici).
Le patologie psichiatriche in cui più frequentemente si verificano alterazioni della memoria sono tutte le forme demenziali, l'alcolismo cronico e le sequele dei traumi cranici.
Disturbi Qualitativi della Memoria (Paramnesie)
Il termine paramnesia indica qualsiasi distorsione della memoria per un difetto del processo di rievocazione:
Allomnesie (Illusioni della Memoria): Ricordi reali ma incompleti, inadeguati e deformati a causa di un'erronea localizzazione nel tempo e nello spazio, influenzati dallo stato affettivo.
Pseudomnesie (Allucinazioni della Memoria):
Falsi Riconoscimenti: Attribuiti a esperienze mai vissute, con elementi di fantasia (es. déjà vu, jamais vu, ecmnesia).
Falsi Ricordi: Creati dal pensiero olotimico o delirante (autoaccuse infondate nel depresso, esperienze fantastiche nello psicotico delirante) o tramite confabulazioni (falsi ricordi per colmare lacune mnesiche).
Volontà e Psicomotricità
Psicomotricità
La psicomotricità è l'espressione motoria, mimico-gestuale del mondo affettivo-pulsionale-motivazionale dell'individuo, traducendo elementi provenienti da diversi livelli della vita psichica. Si articola in "spinta all'agire", "consapevolezza dell'agire" e "controllo sull'agire", ognuno dei quali può subire alterazioni psicopatologiche.
Disturbi della Volontà e della Psicomotricità
Abulia: Mancanza di volontà, ridotto impulso ad agire e pensare, presente in depressione, schizofrenia e patologie neurologiche.
Impulso e Impulsività: Incapacità di resistere a un impulso, azioni improvvise e imprevedibili. L'impulso è un atto incoercibile non finalizzato. Nel disturbo del discontrollo degli impulsi, l'impulsività è applicata ad azioni ripetute (piromania, cleptomania, tricotillomania).
Eccitamento Psicomotorio: Aumento dell'attività psicomotoria, da irrequietezza a atti violenti. Può essere maniacale, catatonico o confusionale.
Rallentamento Psicomotorio: Riduzione generale dell'attività motoria e delle funzioni cognitive, tipico della depressione.
Arresto Psicomotorio (Stupor): Quadro grave di rallentamento, con immobilità e mancanza di reazione agli stimoli. Può essere catatonico, melanconico o emotivo.L’arresto psicomotorio è anche chiamato stupor e rappresenta un rischio per la sopravvivenza del soggetto, quello catatonico si verifica nella schizofrenia catatonica, quello melanconico nelle grandi forme di depressione endogena e quello emotivo in reazione a gravi diventi stressanti.
Catatonia: Stato di arresto psicomotorio con apparente perdita di coscienza rispetto all'ambiente. Il soggetto può assumere posture catatoniche.
Catalessia: Possibilità di far assumere passivamente posture scomode che vengono mantenute a lungo.
Sitofobia: Rifiuto di alimentarsi, dovuto a deliri persecutori o inibizione psicomotoria.
Negativismo: Opposizione attiva o passiva agli stimoli ambientali. Può essere passivo o attivo (esecuzione di un'azione contraria all'ordine ricevuto).
Automatismo al Comando: Esecuzione di ordini senza considerazione del significato. Include l'automatismo di imitazione (ecoprassia, ecolalia, ecomimia, ecografia).
Stereotipia: Ripetizione meccanica di comportamenti motori, verbali o grafici, indipendente da motivazione e scopo.
Manierismi e Bizzarrie: Espressioni mimiche, gestuali o verbali artificiose ed esagerate (manierismi) o comportamenti strani e stravaganti (bizzarrie).
Paracinesie: Movimenti coreo-atetosici con significato simbolico.
Acatisia: Sensazione di irrequietezza motoria con bisogno di muoversi continuamente.
Distonia: Contrazioni lente e involontarie della muscolatura.
Astasia, Abasia: Incapacità di stare in piedi e camminare normalmente senza lesioni organiche.
Aprassia: Incapacità di eseguire un'attività motoria finalizzata in assenza di lesioni neurologiche.
Cataplessia: Improvvisa perdita del tono muscolare con caduta a terra.
Tic: Movimenti involontari, stereotipati e spasmodici di piccoli gruppi muscolari.
Acting Out: Messa in atto di un comportamento non pensato, espressione impulsiva di fantasie e desideri inconsci.
Raptus: Impulso improvviso a compiere azioni aggressive e violente.
Balbuzie: Difficoltà nell'espressione verbale dovuta a contrazioni spastiche della muscolatura fono-respiratoria.
Attenzione
L'attenzione è la capacità psichica di mantenere l'attività della mente focalizzata su un determinato oggetto, includendo concentrazione e inibizione di stimoli distraenti. È legata a coscienza, volontà, affettività e interesse. L'ansia, la paura, la depressione e la fatica riducono la capacità di attenzione.
Tipologie Fenomenologiche dell'Attenzione
Attenzione Concentrata:
Volontaria: Scelta e sforzo individuale di concentrarsi.
Spontanea: Interesse primario nel selezionare l'oggetto.
Attenzione Dispersa o di Base: Tipica dello stato normale di veglia.
Attenzione Aspettante: Tipica degli stati di allerta.
Freud introdusse il concetto di "attenzione fluttuante" per indicare un tipo di attenzione non polarizzata utilizzata nello psicoanalisi.
Disturbi dell'Attenzione
Disattenzione (Ipoprospettia): Diminuzione globale della capacità attentiva e aumento della sua fluttuazione.
Iperprospettia: Aumento dell'attenzione sotto l'effetto di droghe o agenti tossici. In fobie, ossessioni, delirio, ansia, ipomania e mania, si verifica un "sequestro dell'attenzione" da parte di pensieri patologici.
Distraibilità: Incapacità di focalizzare l'attenzione, con distrazione da fenomeni irrilevanti.
Disturbi dello Stato di Coscienza
La coscienza è definita come l'esperienza soggettiva di qualcosa. I disturbi dello stato di coscienza dipendono da diminuzioni della capacità di orientamento spazio-temporale, della lucidità e dell'ampiezza del campo di coscienza.
Tipi di Alterazioni dello Stato di Coscienza
Alterazione Ipnoide: Quantitativa, simile al dormiveglia, con rallentamento delle capacità di agire e pensare.
Alterazione Crepuscolare: Restringimento del campo di coscienza, con attenzione limitata a un circolo ideo-affettivo.
Alterazione Onirica: Disturbo quantitativo e qualitativo, con disorientamento, allucinazioni, deliri e disorganizzazione del pensiero. Corrisponde alla sindrome del delirium, definita dai criteri del DSM-5.
Alterazione Oniroide: Disturbo qualitativo, con perdita della capacità di distinguere tra realtà e fantasia, ma con orientamento spazio-temporale preservato.
Dissociazione
La dissociazione è una perdita temporanea dell'unità delle funzioni psichiche. Per Bleuler e Chaslin, era la caratteristica fondamentale della schizofrenia.
Disturbi della Percezione
Distorsioni Sensoriali
Alterazioni dell'intensità della percezione (iperestesia, iperacusia) o della forma (micropsia, megalopsia, dismegalopsia) degli stimoli. Possono essere causate da intossicazioni, stati organici o "sintomi di base".
False Percezioni
Illusione
Implica una forte componente immaginativo-fantastica, spesso determinata da uno stato d'animo intenso (illusioni affettive) o senza retroterra affettivo specifico (pareidolia).
Allucinazioni
Percezioni senza oggetto, immagini mentali derivate da fonti interne ma percepite come esterne. Possono essere uditive (elementari o verbali), visive, cenestesiche (somatiche), olfattive, gustative, ipnagogiche o ipnopompiche, funzionali, riflesse, dissociative o negative.
Allucinazioni Uditive
Le allucinazioni uditive possono essere elementari (rumori, fischi, musiche ecc.) o verbali (voci).
Allucinazioni verbali
Le allucinazioni verbali sono i sintomi più comuni delle psicosi funzionali. Secondo Kurt Schneider, le voci dialoganti (più voci parlano fra loro) e le voci commentanti il comportamento del paziente sono altamente indicative di schizofrenia.
Secondo Schneider anche le voci imperative sono di primo rango, ovvero quelle che danno comandi, che il paziente si sente di fare e non riesce disobbedire.
Per comportamento allucinatorio si intende il parlare del paziente con le voci stesse o gesti che fanno capire che il paziente sta ascoltando la voce. Solitamente le voci interferiscono con il colloquio clinico o nelle relazioni con gli altri.
Nel 1888 Jules Séglas ipotizzò che vi fossero due tipi di allucinazione verbale, l'allucinazione psicosensoriale (originata da eccitamento della corteccia sensoriale) e l'allucinazione psicomotoria (originata da un eccitamento dell'area corticale dell'articolazione del linguaggio). Ha inoltre ipotizzato un tipo di allucinazione verbale che caratterizza un tipo a sestante di psicosi allucinatoria, quello dei perseguitati-posseduti: la personalità si sdoppia, si è convinti di avere un’altra entità dentro il corpo.
Gould sostenne che le allucinazioni verbali sono accompagnate dal fenomeno della sub-vocalizzazione: piccolimovimenti dei muscoli della fonazione contemporanea il pensiero, pur senza essere pronunciate. Attualmente si pensa che le allucinazioni verbali derivano dal dialogo interno e dalla sua focalizzazione.
Allucinazioni Visive
Sono più frequenti in condizioni organiche che nelle psicosi funzionali. Comuni nel delirium, in affezioni neurologiche e nell'anziano. La concomitanza di allucinazioni visive e acustiche deve sempre far sospettare l'epilessia temporale. Nelle psicosi funzionali il progetto visivo anomalo e congruo con l’allucinazione verbale.A livello di diagnosi differenziale bisogna tenere presente della sindrome di Charles Bonnet, in cui le allucinazioni visive sono vivide e si presenta nei soggetti anziani privi di patologia psichiatrica o neurologica.una rara forma di allucinazioni visiva è quella autoscopica, in cui il paziente vede il proprio corpo come se ne fosse distaccato, sono più frequente nei maschi, durano meno di 30 minuti, provocano forte ansia, e sono associate a depressione.
Allucinazioni Cenestesiche o Somatiche
Sono spesso legate a un'elaborazione delirante. Possono essere superficiali (termiche e tattili) o kinestesiche (percezioni di contrazione, vibrazione, stiramento di muscoli o articolazioni). Particolarmente bizzarre le allucinazioni somatiche viscerali, descritte come dolori e movimenti abnormi a carico di organi interni.
Allucinazioni Olfattive
Caratterizzano non raramente le psicosi funzionali. Pazienti con depressione psicotica dell'età involutiva spesso sentono odori sgradevoli, da cui inferiscono convinzioni deliranti.
Allucinazioni Gustative
Di solito si accompagnano a (o precedono) deliri di avvelenamento; il soggetto sente un sapore cambiato in una bevanda o in un cibo e si convince che sia la prova di un tentativo di avvelenamento ai suoi danni.
Allucinazioni Ipnotiche e Ipnompopiche
Comuni anche nella popolazione generale. Quelle ipnagogiche hanno luogo durante l’addormentamento mentre quelle ipnopompiche si verificano durante il risveglio.
Allucinazioni Funzionali
Avvengono contemporaneamente a percezioni della stessa modalità sensoriale. Il soggetto descrive indipendentemente due precetti e l’allucinazione si presenta solo sul sottofondo di un precetto normale concomitante. I casi più frequenti sono allucinazioni verbali concomitanti con rumori
Allucinazioni Riflesse
l'allucinazione e il percetto normale concomitante sono di modalità sensoriali diverse (esempio: sentire le voci ogni volta che sentivo solo un coltello)
Allucinazioni Dissociative
Esperienze comuni in soggetti non psicotici. Figura umane intere, spesso colloquianti con il soggetto, con alta frequenza nei mesi e negli anni successivi a un lutto importante. Resta che le allucinazioni dissociative non possiedono caratteristiche intrinseche che le differenzino dalle allucinazioni psicotiche; in questi casi è il contesto non psicotico a decidere della natura del sintomo.
Allucinazioni Negative
Mancata percezione (più che altro visiva) di uno stimolo presente nel campo percettivo. Non è sempre possibile differenziare il sintomo da un problema di attenzione selettiva.
Pseudoallucinazioni
Esperienze percettive in cui il percetto ha luogo in uno spazio interno, non in quello esterno, e le immagini non hanno carattere concreto, ma figurativo. Vengono descritte come vivide, non intenzionalmente evocabili e di solito riconosciuti dal paziente come non corrispondenti realtà oggettive
Allucinosi
Termine impiegato per indicare una percezione allucinatoria della cui non realtà oggettiva il soggetto sia immediatamente consapevole e che corrisponda a patologie organiche. l'immaginazione mentale comporta l'attivazione della stessa corteccia visiva attivata dagli stimoli retinici, pur provenendo da depositi di memoria del lobo temporale. Si avrà quindi un'infinità gamma di esperienze percettive, dalle più "oggettive" (prevalenza bottom-up) alle più "soggettive" (prevalenza top-down), con un analogo gradiente di coscienza dell'oggettività del percepito.
Disturbi del Contenuto del Pensiero
Idee Prevalenti
Un'idea o un gruppo di idee che dominano la vita del soggetto per lungo tempo, sostenute da un forte investimento emozionale, irragionevoli all'esterno. Esempi classici sono certe convinzioni politiche o religiose, sostenute con fanatica intensità, o i primi stadi di deliri lucidi, come quelli di gelosia, inventivo, erotomane, ipocondriaco. La dismorfofobia si ferma di solito allo stadio di idea prevalente, piuttosto che sconfinare nel delirio.
Delirio
Una credenza personale falsa, basata su un'inferenza scorretta sulla realtà esterna e sostenuta fermamente, a dispetto di quanto quasi ogni altra persona crede e a dispetto di ovvie prove o evidenze del contrario. La credenza non è fra quelle ordinariamente accettate da altri membri della cultura o subcultura del soggetto".
Classificazione Semplificata dei Deliri
Congruità/Incongruità del tema del delirio con l'umore
Carattere bizzarro o meno del tema del delirio.
Deliri lucidi/deliri confusi
Deliri sistematizzati/deliri elementari
Estensione: reseau/secteur
Tipi di Delirio Cronico
Delirio interpretativo (Sèrieux, Capgras)
Deliri allucinatori (de Clérambault)
Deliri immaginativi (Dupré e Logre)
Passionali (erotomania, gelosia)
Il Delirio nella Psicopatologia della Scuola di Heidelberg
Jaspers (1913) riconobbe tre componenti del delirio, avendo cura di precisare che non si trattava di una definizione, ma di criteri pratici di riconoscimento: 1) certezza soggettiva; 2) incorreggibilità; 3) falsità del contenuto.
Tipologie:
Delirio (Wahn) vs. deliroide (Wahnhaft).
Schneider (1968) due modalità di formazione del delirio:
Intuizione Delirante (Wahneinfall)
Percezione Delirante (Wahnwahrnehmung). Si parla di percezione delirante "quando a una percezione reale è attribuito un significato abnorme, per lo più nel senso dell'autoriferimento, senza motivo comprensibile razionale o emozionale
Fasi:
stato d'animo delirante (Wahnstimmung) = campo preparatorio (Vorbereitungsfeld) alla percezione delirante.
Tematiche del Delirio
Delirio di Riferimento: Il soggetto crede di essere spiato, che gli altri alludano a lui con frasi a doppio senso o con gesti dal significato simbolico, che radio, televisione e giornali si riferiscano a lui.
Delirio di Persecuzione: Il soggetto è convinto che qualcuno (ad es. un vicino), o un'organizzazione (ad es. la mafia, i comunisti, la polizia), o una forza (ad es. il demonio, il Male) vogliano arrecargli un danno fisico o morale, farlo impazzire o ucciderlo.
Delirio di Grandezza: Sostiene di possedere doti eccezionali (artistiche, intellettuali, fisiche) o di avere relazioni importanti (con Dio, con personaggi politici, dello spettacolo ecc.).
Delirio di Errata Identificazione (o Misidentificazione Delirante): Il soggetto, pur percependo correttamente chi gli sta attorno, lo identifica in modo abnorme (falso riconoscimento).
Delirio genealogico: Il delirio genealogico si manifesta quando un soggetto afferma di non essere figlio dei suoi genitori riconosciuti. I genitori "veri" sono spesso figure importanti. Alcune teorie psichiatriche classificano il delirio genealogico come un delirio di grandezza incentrato sull'identità. Spesso l'attenzione è sul rifiuto dei genitori reali. Nella pratica clinica, il delirio genealogico coinvolge più frequentemente la figura paterna rispetto a quella materna.
Delirio di Gelosia: Nel delirio di gelosia, il soggetto è convinto dell'infedeltà del partner, basandosi su prove fittizie e attuando controlli ossessivi. Il clinico esperto riconosce il delirio nell'insistenza su dettagli insignificanti. L'infedeltà reale del partner non è determinante nella diagnosi. Il delirio di gelosia può portare ad atti violenti. I pazienti con delirio di gelosia sono poco inclini a cercare aiuto psichiatrico e tendono a nascondere i loro pensieri, aggravando la situazione.
Delirio Erotomanico: Il delirio erotomanico consiste nella convinzione di essere amati da una persona, spesso di status elevato o figura autoritaria. Nella forma classica, la paziente interpreta gesti o parole di un uomo autorevole come segni d'amore, attendendo una dichiarazione esplicita. Questa fase di attesa può durare anni, seguita da disillusione e poi da rancore, con possibili atti aggressivi. Questa sindrome è diversa dalla ninfomania e definita "follia dell'amor casto".
Delirio di Colpa: Nel delirio di colpa, il soggetto si sente responsabile della rovina della famiglia a causa dei suoi disturbi psichici, oppure si ritiene responsabile di crimini gravi e meritevole di punizioni severe. Questo delirio può portare a forme di espiazione come autodenunce alla polizia per crimini non commessi o autolesionismo.
Delirio di Rovina: Nel delirio di rovina, il soggetto depresso è convinto di aver causato la rovina economica della famiglia a causa di spese eccessive. Possono manifestarsi anche scenari di imprigionamento per debiti o morte per fame. Nelle forme più gravi, il soggetto crede che il mondo stia per finire.
Delirio di Negazione o Nichilistico: Il delirio di negazione o nichilistico si manifesta quando il soggetto nega l'esistenza di parti del proprio corpo. Un paziente sosteneva che il suo cuore si era fermato e lo cercava sotto il letto. Questa condizione è nota come sindrome di Cotard, che include la negazione degli organi, un sentimento doloroso di immortalità e la negazione del mondo.
Delirio Ipocondriaco: Il delirio ipocondriaco consiste nella convinzione di avere una grave disfunzione nel proprio corpo, difficilmente distinguibile dalla semplice ipocondria. Nei casi gravi, il soggetto è certo di avere una malattia incurabile e rifiuta qualsiasi parere medico. Il rischio di suicidio è particolarmente alto in questi pazienti.
Delirio Dismorfico: Nel delirio dismorfico, il soggetto è convinto della bruttezza o mostruosità di una parte del proprio corpo, una condizione più grave del disturbo dismorfofobico. Questi pazienti sono poco rassicurabili e spesso ricorrono a interventi estetici inappropriati.
Delirio di Trasformazione Corporea: Il delirio di trasformazione corporea consiste nella convinzione delirante che il corpo intero o sue parti si stiano trasformando. Nei giovani psicotici è frequente il delirio di trasformazione nel sesso opposto. Il delirio zooantropico riguarda la trasformazione in animale.
Ricordi Deliranti e Deliri Fantastici
I ricordi deliranti e i deliri fantastici consistono in ricordi di eventi impossibili e contenuti che contraddicono le leggi della fisica. Leonhard distingue tra deliri fantastici cronici con singole idee assurde e deliri con formazione coerente di racconti fantastici, con il carattere di veri ricordi. Anche casi di mania psicotica possono presentare ricordi deliranti di forte caratterizzazione fantastico-grandiosa.
Delirio Dermatozoico o di Infestazione
Nel delirio dermatozoico o di infestazione, soggetti per lo più anziani lamentano dispercezioni cutanee e sono convinti della presenza di vermi o parassiti sotto la pelle. Sono certi della gravità della condizione e lavano continuamente la parte interessata. È noto anche come sindrome di Ekbom.
Delirio Querulomane o di Querela
Il delirio querulomane si manifesta in soggetti che si convincono di aver subito gravi torti e si rivolgono ripetutamente alle autorità giudiziarie, con forte coinvolgimento emotivo. Sono incapaci di distaccarsi dall'idea del danno subito, dando luogo a controversie legali e importunando i giudici anche dopo sentenze sfavorevoli.
Disturbi dell'esperienza dell'Io
I disturbi dell'esperienza dell'Io implicano una compromissione della distinzione tra interno ed esterno, tra contenuti propri e altrui. Sono sintomi psicopatologici importanti e altamente indicativi di schizofrenia. Ciò che è colpito è la dimensione del "concernente l'Io", per cui gli atti e gli stati non vengono vissuti come propri, ma come guidati e influenzati da altri. Rientrano nella permeabilità della barriera Io-ambiente, cioè nella perdita dei limiti dell'Io.
Diffusione del pensiero (Gedankenausbreitung)
La diffusione del pensiero è la convinzione che i propri pensieri siano sentiti o conosciuti dagli altri nel momento in cui sono pensati. I pensieri non appartengono più solo al soggetto, che perde la privacy dei propri contenuti ideativi.
Eco del pensiero (Gedankenlautwerden)
L'eco del pensiero si manifesta quando il soggetto sente i propri pensieri ripetuti ad alta voce o come un'eco immediatamente seguente al pensiero stesso.
Furto del pensiero (Gedankenentzug)
Il termine furto del pensiero fu introdotto da una paziente di Jung e ripreso da Bleuler. Secondo lo SCAN, il soggetto riferisce che i pensieri gli sono stati portati via, per cui non ha più pensieri.
Inserzione del pensiero (Gedankeneingebung)
L'inserzione del pensiero si verifica quando il soggetto crede che alcuni pensieri nella sua mente non siano prodotti del suo pensiero, ma siano stati inseriti da una forza esterna.
Delirio di influenzamento somatico (Leibliche Beeinflussungserlebnisse)
Il delirio di influenzamento somatico si manifesta quando il soggetto è convinto che il suo corpo sia influenzato, posseduto, manovrato a distanza, di solito da apparati, raggi, ipnosi, microchip.
Delirio di influenzamento della volontà e/o delle emozioni
Nel delirio di influenzamento della volontà e/o delle emozioni, il soggetto si lamenta del fatto che non sia lui a compiere dei movimenti o delle azioni, o che le emozioni che prova non siano le sue ma siano state messe dentro di lui a sua insaputa.
Disturbi della forma del pensiero
Il concetto di disturbo della forma del pensiero comprende due categorie: il disturbo intrinseco del pensiero e il disturbo del linguaggio e del discorso.
Disturbi intrinseci del pensiero
Pensiero concreto o concretismo
Il pensiero concreto (o concretismo) consiste nella tendenza del soggetto a selezionare una qualità fisica di un concetto o di una cosa, a spese del significato globale. Se si chiede il significato di un proverbio, il paziente non è in grado di afferrarne il senso metaforico.
Iperinclusione (Overinclusion)
L'iperinclusione è l'inclusione di aspetti falsi o irrilevanti in un concetto o categoria, un ampliamento inappropriato dei confini di un concetto o categoria, dovuto alla mancata soppressione di elementi marginali.
Illogicità
L'illogicità consiste nella tendenza a offrire spiegazioni bizzarre, contrarie a ogni forma di logica.
Disturbi del linguaggio e del discorso
Disturbi del volume e della modulazione della voce
Il soggetto può parlare costantemente con voce abnormemente alta o bassa o indurre nell'ascoltatore un effetto bizzarro a causa della completa mancanza di intonazione (aprosodia).
Disturbi quantitativi
Alcuni pazienti parlano continuamente (logorrea); altri presentano un'accelerazione e un accavallamento dei pensieri che rende difficile concludere qualsiasi discorso (fuga del pensiero). Viceversa, altri pazienti non rispondono alle domande e non proferiscono parola (mutismo), o parlano in modo particolarmente lento e stentato (rallentamento dell'eloquio), o rispondono con monosillabi o frasi ridotte al minimo (restrizione quantitativa del linguaggio o povertà dell'eloquio), o rispondono senza dire praticamente nulla (povertà di contenuto dell'eloquio).
Disturbi qualitativi
Ruminazione
La ruminazione consiste nella continua insistenza del soggetto sullo stesso tema, senza mai giungere a una conclusione.
Verbigerazione
La verbigerazione consta della ripetizione molto frequente di parole e frasi intere.
Circostanzialità
La circostanzialità corrisponde al perdersi in dettagli superflui o insignificanti, per cui ogni tema si traduce in discorsi interminabili, che non arrivano mai al dunque.
Tangenzialità
Consiste nel rispondere in modo parzialmente o totalmente irrilevante.
Deragliamento
Il deragliamento porta alla perdita del filo del discorso. L'argomento del discorso si allontana sempre di più, fino a perdere la connessione con la domanda posta.
Incoerenza
L'incoerenza si distingue dal deragliamento, in quanto la mancanza di continuità si estende all'interno delle singole frasi, rendendo il discorso incomprensibile.
Neologismi
I neologismi sono parole coniate dal soggetto e prive di significato generalmente riconosciuto, oppure di espressioni costituite da parole accostate insieme bizzarramente.
Risposte di traverso
Le risposte di traverso sono risposte date a casaccio, di getto, assurde e contrastanti con altre risposte date immediatamente prima.
Disturbi della referenzialità
I disturbi della referenzialità sono disturbi della comunicazione in cui il soggetto si esprime in modo tale da mettere in difficoltà l'ascoltatore, che si trova costretto a chiedere ulteriori precisazioni o chiarimenti. Si codificano sei tipi di disturbi: 1) frasi vaghe, 2) frasi confuse, 3) informazioni mancanti, 4) uso di parole con significato ambiguo, 5) uso di parole sbagliate, 6) frasi con l’oscurità strutturali. I primi cinque sono distinguibili dai veri disturbi della forma mentre l’ultimo è un’erronea costruzione della frase ed è un disturbo della forma del proprio.
Sindrome di Ganser
Si tratta di un raro quadro clinico di breve durata, caratterizzato da risposte di traverso, allucinazioni oniroidi e affettivamente cariche, stato di coscienza crepuscolare e sintomi di conversione.
Depersonalizzazione e derealizzazione
Il vissuto di estraneità si applica in questi tre casi rispettivamente all'Io psichico, all'Io fisico e al mondo circostante. La dimensione del "come se" traccia i confini della depersonalizzazione; nel momento in cui il soggetto abbandona il livello metaforico del "mi è sembrato come se…", si varca il confine del delirio.
Ossessioni e Compulsioni
Le ossessioni consistono in pensieri, immagini o impulsi che il soggetto sente come "inappropriati", "intrusivi", "egodistonici", "non sotto il proprio controllo", persistenti o ricorrenti, e che tenta di sopprimere o neutralizzare. Le compulsioni sono comportamenti o azioni mentali ripetitive che vengono compiuti in risposta a un'ossessione,vogliono ridurre il disagio del soggetto, ma mettono in pratica questo tentativo con modalità irrealistiche o esagerate. È difficile definire tutti i fenomeni ossessivo compulsivi senza confonderli con fenomeni confinanti ed è impossibile attribuire dei sintomi a disturbi di singole funzioni della mente. I più frequenti pensier ossessivi riguardano: la possibilità di contagiarsi essere contagiati, il dubbio relativo all’aver compiuto un azione, il pensiero di non aver messo sufficientemente in ordine le cose. Frequenti impulsi ossessivi sono quelli di uccidere un bambino piccolo e quello di urlare frasi sconce durante una funzione religiosa. I più frequenti comportamenti compulsivi consistono nel ripetuto lavarsi, mettere in ordine, accumulare oggetti inutili. I tipici atti mentali compulsivi sono pregare contare o rimanere in silenzio.Due attributi dei fenomeni ossessivo-compulsivi sono il grado di insight nel carattere assurdo o esagerato del fenomeno e il grado di resistenza verso i fenomeni stessi.
Disturbi dell'intelligenza
Una definizione semplice di intelligenza è la capacità di risolvere problemi e di adattarsi a nuove esigenze. Si definisce quoziente di intelligenza (QI) il rapporto fra età mentale ed età cronologica del soggetto, moltiplicato per cento: . L'ambito di punteggi dell'intelligenza normale è 80-120. Punteggi di QI compresi nel range 50-70 corrispondono ritardo mentre lievi, nel range 35-55 a ritardo mentale moderato, nel range 20-40 ritardo mentale severo, punteggi inferiori a 20-25 corrispondono ritardo mentale profondo. La diagnosi non si può effettuare sel'esordio delle difficoltà cognitive è antecedente ai 18 anni. Nel DSM-5 il termine "disabilità intellettiva" sostituisce il termine "ritardomentale". Se il ritardo mentale, oltre che troppo stigmatizzante in sé come espressione, era basato esclusivamente sul punteggio al Q1, il concetto di "disabilità intellettiva" prende in considerazione il "funzionamento adattivo globale" di ciascun soggetto, misurato attraverso tre domini: concettuale, sociale e pratico. La gravità del deficit in ciascuna di queste aree è una misura della disabilità intellettiva del soggetto.
Difficoltà cognitive, con annessa compromissione della memoria, che insorgano in età adulta rientrano nelconcetto di demenza, u n acondizione dovuta a effetti di una condizione medica generale, agli effetti persistenti d isostanze o a eziologie multiple. La diagnosi di demenza è basata sulla presenza di deficit cognitivi multipli,manifestati sia dalla compromissione della memoria, sia da uno o più disturbi cognitivi (afasia, aprassia, agnosia, disturbi della funzione esecutiva). I deficit in questione rappresentano un significativo declino rispetto al precedente livello di funzionamento.
Le pseudodemenze consistono in transitorie regressioni dei livelli cognitivi durante stati depressivi, con restitutio ad integrum dopo la risoluzione della fase depressiva. Frequenti sono, inoltre, i quadridi schizofrenia da innesto, a indicare una facilitazione della comparsa di sintomi psicotici in soggetti con ritardo mentale.
Nuovi lemmi psicopatologici
Insieme diversi sentimenti, emozioni, nuove dimensioni psicopatologiche, che certe volte possono essere sfumate, altre volte così intense da provocare una dolorosa sofferenza mentale
Povertà vitale
Con "povertà vitale" vogliamo riferirci a uno stato di privazione vissuto dalla persona in cui la mancanza non riguarda solo gli aspetti quantitativi, cioè quelli materiali ed economici, ma ha a che fare soprattutto con una deprivazione di tipo qualitativo, in cui è la dimensione relazionale, affettiva, valoriale, spirituale ad essere non sufficiente.
Rabbia
La rabbia è considerata una forma di aggressività disinibita, guidata dalla corteccia frontale e dalle regioni limbiche, a scapito del controllo delle regioni dorsali. Questa alterazione nell'attivazione cerebrale causa una sensazione di estraneità in chi ne è colpito. La rabbia è legata ad altre caratteristiche psicologiche e varia nel corso della vita.
La classificazione della rabbia nelle sindromi psichiatriche solleva la questione se debba essere considerata un sintomo all'interno di un quadro psicopatologico più ampio o un fattore cardine. La rabbia è considerata un sintomo transdiagnostico, presente in diverse sindromi, inclusa la depressione, e deve essere sempre contestualizzata nella storia della persona.
Rassegnazione
La rassegnazione è una disposizione d'animo di fronte a una perdita, una rinuncia a reagire e un'accettazione consapevole di ciò che accade senza contromisure. L'accettazione consapevole implica considerare la situazione come persa e ineluttabile, anche se la valutazione potrebbe non essere corretta. La rassegnazione porta a un esaurimento dell'energia vitale e si avvicina all'helplessness, causando impotenza e stanchezza mentale, fino alla melanconia e alla perdita del senso di sé.
Chi si rassegna non prova rabbia o aggressività, ma angoscia, sfiducia e la sensazione che nulla cambierà. Tuttavia, può avere una funzione adattativa se porta al riconoscimento dell'immodificabilità di una situazione, come accettare la fine di una relazione.
La "sindrome della rassegnazione" è stata identificata nei bambini vittime di gravi traumi, con sintomi iniziali sfumati come debolezza, incontinenza e ridotta risposta agli stimoli, fino al torpore. La rassegnazione implica essere sconfitti, arrendersi, essere consapevoli del fallimento e sentirsi incapaci di affrontare le difficoltà.
Dal punto di vista clinico, è importante considerare la rassegnazione non solo in chi soffre di un disturbo mentale, ma anche nei familiari, che possono rassegnarsi di fronte alle difficoltà di cura.
Solitudine (Loneliness)
Il concetto di solitudine ha suscitato grande interesse nella comunità culturale e scientifica. La filosofia esistenzialista considerava la solitudine come una caratteristica fondamentale dell'esistenza umana, in cui ogni individuo nasce solo e vive la coscienza della finitezza. Autori come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Gabriel Marcel e Albert Camus hanno esplorato il rapporto controverso con gli altri e l'impossibilità di una comunicazione autentica.
In ambito psicoanalitico, autori come Fromun-Reichmann e Melanie Klein hanno considerato la solitudine un fattore determinante nelle dinamiche psichiche. Gli studi successivi hanno portato a definire due aspetti distinti: l'isolamento sociale e la "loneliness".
L'isolamento sociale è la mancanza oggettiva di contatto tra un individuo e la società, come il distacco dalla famiglia o dagli amici e l'evitamento di contatti, ed è legato all'ansia, allo stress e alla depressione. La "loneliness" è la discrepanza soggettiva tra i livelli desiderati e quelli raggiunti nelle relazioni sociali, per cui una persona può sentirsi sola anche se circondata da altri. La loneliness dipende da fattori come lo stato civile, la frequenza dei contatti e la partecipazione ad attività sociali, ma non è meramente riconducibile a questi.
Self Disgust
Il disgusto di sé (self disgust) è uno schema emotivo negativo derivante dall'emozione di base del disgusto, diretto verso aspetti fisici (disgusto di sé fisico) o comportamentali (disgusto di sé comportamentale).
La ricerca ha dimostrato che il disgusto di sé è associato a diverse manifestazioni psicopatologiche, tra cui ansia sociale, insonnia, alterazioni nell'immagine corporea, disturbi alimentari e sintomi post-traumatici in donne con una storia di violenza sessuale. Nelle esperienze traumatiche, il disgusto di sé è legato alla "contaminazione mentale", un vissuto emotivo che si instaura in seguito a violazioni morali, in cui le vittime si sentono "sporche dentro".
Il disgusto di sé è un "mediatore psicopatologico" che modula l'associazione tra pensieri disfunzionali e depressione, solitudine e sintomi depressivi, sintomi di solitudine e ansia negli anziani, sintomi di disturbo da stress post-traumatico e rischio di suicidio negli studenti universitari.
Vergogna
La vergogna è uno stato d'animo che include malessere, disagio, colpa e umiliazione, che può variare da un profondo turbamento interiore a un semplice imbarazzo. A differenza di emozioni primarie come la rabbia, la felicità e il disgusto, la vergogna è un'emozione secondaria che si sviluppa in relazione ai principi educativi, culturali e al ciclo evolutivo.
È un sentire interiore complesso legato alla violazione di norme sociali e si consolida in adolescenza, quando l'individuo confronta la propria individualità con le aspettative sociali. La vergogna può essere alla base dell'ansia sociale, portando l'adolescente a vergognarsi di sé stesso, del proprio corpo e del proprio stato sociale.
Esperienze traumatiche possono indurre vergogna e colpa, con effetti ancora più negativi in persone che soffrono di vergogna. La vergogna consente all'individuo di valutare sé stesso e può portare all'amarezza per i propri errori o a un freno per non andare oltre. La mancanza di vergogna può portare ad atteggiamenti arroganti e orgogliosi. La vergogna è un pensiero interno, mentre l'imbarazzo è vissuto in presenza di altri.
Affrontare le esperienze che suscitano vergogna può essere terapeutico per mettere in discussione i propri "difetti" e maturare, mentre l'evitamento può causare ritiro sociale, sofferenza e immaturità relazionale.