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Lo sviluppo industriale e demografico in Europa

Crescita della popolazione europea

Periodo di crescita demografica

A partire dagli ultimi decenni del Seicento, la popolazione europea ricominciò gradualmente ad aumentare, dopo un periodo di calo. Questa crescita demografica avvenne nell'arco di 140 anni, con la popolazione che passò da circa 100 milioni nel 1660 a 187 milioni nel 1800. In particolare, la crescita si intensificò nella seconda metà del XVIII secolo, ma non fu omogenea: risultò particolarmente impetuosa in Inghilterra e più lenta nei Paesi dell'Europa centrale, orientale e mediterranea.

Agricoltura inglese all'avanguardia

Ricchezza agricola dell'Inghilterra

All'inizio del Settecento, l'Inghilterra si distinse come il Paese più ricco d'Europa, grazie in parte alla sua agricoltura innovativa.

Cambiamenti nelle proprietà terriere

A partire dal Cinquecento e dal Seicento, molte terre comuni, tradizionalmente utilizzate dai contadini secondo antiche usanze medievali, divennero proprietà private. Queste nuove proprietà vennero riorganizzate in campi più ampi, delimitati da recinzioni. I nuovi proprietari si diedero da fare per modernizzare e rendere più produttiva l'agricoltura.

Innovazioni nelle tecniche agricole

Nel periodo iniziale, venivano continuate a praticare le tecniche tradizionali di rotazione triennale, ma nella parte lasciata inerbita si iniziarono a coltivare piante da foraggio, migliorando la fertilità del terreno e l'allevamento del bestiame. A partire dal Settecento, gli agricoltori adottarono il sistema vantaggioso della rotazione quadriennale e iniziarono a selezionare accuratamente gli animali, come pecore e bovini, per aumentarne la forza e la prolificità. Il letame, prodotto dal bestiame, divenne la fonte principale di concime conosciuto all'epoca.

Trasformazione economica dell'Inghilterra

Concentrazione delle terre agricole

Nel Settecento, i terreni agricoli erano concentrati in gran parte nelle mani di grandi o medi proprietari, per lo più aristocratici. Questi nobili, diversamente da altri nobili europei, non disdegnarono d'investire nei commerci e nell'industria.

Investimenti e ricchezza

Gli aristocratici reinvestirono i capitali accumulati in attività produttive diverse, come la costruzione di infrastrutture (strade e canali) per facilitare il commercio, la creazione di manifatture artigianali e il finanziamento di navi per il commercio oltreoceano. Queste attività collaterali generarono ulteriore ricchezza.

Dominio commerciale dell'Inghilterra nel Settecento

Competizione marittima e monopolio sulla tratta degli schiavi

L'Inghilterra dominò gli oceani, vincendo la concorrenza di potenze come l'Olanda e la Francia. Nel 1713, ottenne il monopolio sulla tratta degli schiavi con le colonie spagnole. La flotta inglese divenne la più potente, garantendo rifornimenti economici di materie prime provenienti dalle colonie e permettendo la vendita di prodotti necessari nei mercati coloniali.

Crescita della domanda di beni di consumo

Con il crescente aumento della popolazione, anche la domanda di beni di consumo, come cibo e abiti, crebbe notevolmente.

Limitazioni del lavoro a domicilio

Metodi di produzione medievali

Per tutto il Medioevo, la trasformazione delle materie prime, come la lana, in prodotti finiti era gestita da artigiani e tessitori che operavano a bottega.

Sviluppo del lavoro a domicilio

Alla fine del Cinquecento, si sviluppò il lavoro a domicilio, dove le famiglie contadine lavoravano le materie prime fornite dai mercanti, generalmente nel tempo libero dalla coltivazione. Tuttavia, con l'aumento della popolazione, questo sistema non era più sufficiente.

Innovazioni nell'industria tessile

Necessità di aumentarne la produttività

Il settore tessile visse una rivoluzione grazie a piccole e grandi invenzioni. Si evidenziò l'importanza di migliorare la produttività e di sostituire i metodi tradizionali con tecniche più efficienti.

La navetta volante di John Kay

Una delle prime innovazioni significative fu la navetta volante, brevettata nel 1733, che aumentò l'efficienza dei telai. I telai muniti di questa innovazione richiedevano il lavoro di 7-8 operai per rifornire di filo, rendendo necessaria una meccanizzazione del processo.

Meccanizzazione delle operazioni di filatura e tessitura

Entro il 1833, un solo operaio assistito da un ragazzo poteva gestire fino a 4 telai, producendo 20 volte di più rispetto ai metodi tradizionali.

Nuove fonti di energia per le macchine

Uso dell'energia idraulica

Le nuove macchine richiesero forme alternative di energia. Si utilizzò l'energia idraulica sfruttando i corsi d'acqua, anche se questa era soggetta a disponibilità variabile.

Introduzione della macchina a vapore

La macchina a vapore di Newcomen, sviluppata nel 1705, utilizzava carbone per generare vapore che azionava i macchinari. Sebbene costasse molto combustibile, James Watt perfezionò la macchina nel 1769, rendendola più efficiente e abbordabile.

Applicazione della macchina a vapore in vari settori

Le macchine a vapore, rendendo possibile un grandissimo sviluppo industriale, furono adottate in diversi settori, inclusi quelli della siderurgia e dei trasporti.

La rivoluzione industriale

Definire la rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale segnò un cambiamento profondo e irreversibile nel lavoro e nella vita umana, ed è considerata la più grande rivoluzione economica del nostro tempo.

Inizio della rivoluzione in Inghilterra

Iniziata verso la fine del Settecento, la rivoluzione industriale in Inghilterra venne alimentata da una combinazione di fattori: crescita demografica, disponibilità di capitali, manodopera abbondante e risorse minerarie.

Espansione della rivoluzione industriale

Nel corso dell'Ottocento, la rivoluzione si estese anche all'Europa continentale, in particolare a Francia e Germania, per poi diffondersi in vari Paesi del mondo.