Banca Dati Integrale e Definitive Note di Microeconomia

Test 40 – Il Surplus del Consumatore

Concetto e Misura dell'Efficienza di Mercato

L'efficienza complessiva di un mercato si misura attraverso il surplus totale, il quale rappresenta la somma del surplus dei consumatori e del surplus dei produttori.

Definizioni e Componenti del Surplus del Consumatore

  • Surplus del consumatore per unità: Per ogni singola unità di bene acquistata, il surplus del consumatore è definito come la differenza tra la valutazione soggettiva del bene (ovvero la disponibilità a pagare espressa in termini monetari) ed il prezzo di mercato effettivo effettivo pagato (Surplus individuale=Disponibilitaˋ a pagarePrezzo\text{Surplus individuale} = \text{Disponibilità a pagare} - \text{Prezzo}).

  • Saggio Marginale di Sostituzione (SMSSMS): Indica le unità dell'altro bene a cui un consumatore è disposto a rinunciare per ottenere un'unità extra del bene in questione.

  • Andamento della valutazione marginale: La valutazione di un bene in termini di un altro bene è decrescente al crescere della quantità consumata. Questo accade perché il consumatore è un agente razionale che destina le prime unità di ogni bene al soddisfacimento dei bisogni più importanti e urgenti, assegnando un valore via via inferiore alle unità successive.

Dinamica del Prezzo e Rappresentazione Grafica

  • Relazione con il prezzo di mercato: Al crescere del prezzo di mercato, l'area del surplus del consumatore diminuisce progressivamente.

  • Rappresentazione individuale: Graficamente, il surplus del singolo consumatore è rappresentato dall'area compresa tra la curva di domanda individuale ed la retta del prezzo di mercato.

  • Rappresentazione aggregata di mercato: Graficamente, il surplus complessivo dei consumatori è dato dall'area compresa tra la curva di domanda del mercato e la linea del prezzo di mercato.

  • Continuità della curva di domanda: La curva di domanda presenta un andamento continuo e liscio se il bene scambiato è disponibile in quantità continue (infinitamente divisibile) anziché discrete.

  • Costruzione della domanda di mercato: La curva di domanda del mercato è ottenuta tramite la somma orizzontale delle curve di domanda individuali di tutti i consumatori presenti nel mercato.

Test 41 – Il Surplus del Produttore

Definizione e Curva di Offerta Individuale

  • Surplus del produttore per unità: Per ciascuna unità prodotta e venduta, il surplus del produttore è espresso dalla differenza tra il prezzo di mercato ed il costo marginale (MCMC) sostenuto per produrla.

    • Nota metodologica e di correzione: Alcuni testi riportano erroneamente che il surplus è la differenza tra prezzo di mercato e prezzo minimo richiesto; tuttavia, poiché il prezzo minimo richiesto dal venditore coincide esattamente con il costo marginale, definire il surplus in base al prezzo minimo richiesto è una formulazione tautologica. La definizione analiticamente corretta è la differenza tra prezzo di mercato e costo marginale.

  • Curva di offerta individuale: La curva di offerta del singolo produttore coincide direttamente con la sua curva del costo marginale (MCMC).

  • Prezzo minimo richiesto: Per qualsiasi unità di bene, il prezzo minimo al quale il produttore è disposto a vendere è dato dal costo marginale (MCMC).

Variazioni del Prezzo e Comportamento del Produttore

  • Riduzione del prezzo: Al ridursi del prezzo di mercato, il surplus del produttore si riduce.

  • Aumento del prezzo: Al crescere del prezzo di mercato, sia la quantità prodotta dall'impresa sia il surplus ottenuto su ciascuna unità prodotta aumentano.

Surplus Aggragato dei Produttori e Surplus Totale

  • Curva di offerta del mercato: Si ottiene eseguendo la somma in orizzontale delle curve di offerta (o curve del costo marginale) dei singoli produttori.

  • Rappresentazione grafica del surplus dei produttori: È identificato dall'area compresa tra la retta del prezzo di mercato e la curva di offerta di mercato.

  • Surplus totale del mercato: Corrisponde all'area complessiva delimitata dalla curva di domanda e dalla curva di offerta del mercato, compresa tra l'asse delle quantità e il punto di equilibrio.

  • Proprietà della curva di offerta liscia: La curva di offerta assume una forma liscia e continua se una certa quantità di bene risulta infinitamente divisibile.

Test 42 – L'Efficienza del Mercato Concorrenziale

Determinanti del Surplus Totale ed Effetti Redistributivi

  • Dimensione del surplus totale: Dipende unicamente dalla quantità prodotta e scambiata nel mercato (QQ).

  • Effetto di variazioni di prezzo per una data quantità: Per una quantità fissa scambiata, un aumento del prezzo non altera la dimensione del surplus totale, ma redistribuisce il surplus totale tra le due parti del mercato (trasferendo risorse dai consumatori ai produttori).

Il Ruolo del Prezzo e i Limiti del Pianificatore Centrale

  • Informativa del pianificatore (Domanda): Un pianificatore centrale non può conoscere la posizione della curva di domanda di mercato poiché non conosce la curva della disponibilità a pagare dei singoli consumatori.

  • Informativa del pianificatore (Offerta): Il pianificatore non conosce la posizione della curva di offerta del mercato poiché ignora le curve dei costi marginali delle migliaia di stabilimenti produttivi esistenti.

  • Replicabilità dell'equilibrio: A causa di questeasimmetrie informative, un pianificatore può replicare l'equilibrio di mercato unicamente per puro caso.

  • Efficienza del mercato concorrenziale: Il mercato concorrenziale è efficiente perché i movimenti spontanei del prezzo assicurano che nel tempo venga prodotta ed equamente allocata la quantità di output efficiente QQ^*.

  • Produzione sub-ottimale: Se il pianificatore ordina di produrre una quantità inferiore a quella di equilibrio QQ^*, il surplus totale generato non raggiunge il massimo livello possibile.

Aggiustamenti di Mercato ed Valutazioni Etiche

  • Eccesso di domanda: Se si verifica un incremento del prezzo a seguito di un eccesso di domanda, il sistema economico risponde allocando più risorse nella produzione di quel specifico bene.

  • Eccesso di offerta: Se il prezzo diminuisce in seguito a un eccesso di offerta, meno risorse vengono allocate nella produzione di quel bene.

  • Efficienza vs Equità: Gli economisti concentrano l'analisi prevalentemente sull'efficienza piuttosto che sull'equità poiché i giudizi di equità sono soggettivi e dipendono da valutazioni di valore individuali o sociali.

Test 43 – Gli Effetti di un'Imposta sulla Quantità Prodotta

Struttura dell'Accisa e Cuneo Fiscale

  • Gettito di un'accisa: L'imposta specifica sulla quantità prodotta o scambiata genera un gettito fiscale che è direttamente proporzionale alla quantità prodotta.

  • Effetto sul costo marginale: L'introduzione di un'accisa produce sulle imprese un effetto del tutto assimilabile a un aumento del costo marginale di produzione.

  • Cuneo fiscale: È definito analiticamente come la differenza tra il prezzo pagato dagli acquirenti (PdP_d) e il prezzo effettivamente intascato dai venditori (PsP_s).

  • Incidenza dell'imposta sugli acquirenti: Corrisponde alla differenza tra il prezzo pagato dagli acquirenti dopo l'introduzione dell'imposta ed il prezzo pagato prima dell'imposta.

Impatto sul Surplus e Perdita Secca

  • Causa della riduzione del surplus: L'imposta riduce il surplus complessivo poiché rende non più convenienti dal punto di vista privato alcuni scambi che sarebbero stati socialmente efficienti.

  • Perdita secca di surplus (Deadweight Loss): La perdita secca è causata direttamente dalla contrazione della quantità scambiata sul mercato. Corrisponde matematicamente a:   Perdita Secca=Surplus Totale inizialeGettito FiscaleSurplus Totale finale\text{Perdita Secca} = \text{Surplus Totale iniziale} - \text{Gettito Fiscale} - \text{Surplus Totale finale}

  • Ruolo dell'elasticità della domanda:

    • Se la curva di domanda è particolarmente rigida (anelastica): La quantità scambiata varia poco e l'impatto di un'imposta sul surplus totale (la perdita secca) è contenuto.

    • Se la curva di domanda è particolarmente elastica: L'introduzione dell'imposta provoca una sensibile contrazione della quantità scambiata (QQ) e l'impatto dell'imposta sul surplus totale (perdita secca) è considerevole.

Test 44 – Prezzi Massimi e Prezzi Minimi

Prezzi Massimi (Calmieri)

  • Definizione ed esempi: La legge sull'equo canone rappresenta un classico esempio di prezzo massimo imposto dallo Stato.

  • Effetti sul mercato: L'introduzione di un equo canone (o prezzo massimo vincolante, ossia fissato a un livello inferiore al prezzo di equilibrio di mercato) genera un eccesso di domanda (penuria del bene).

  • Impatto sui venditori: In presenza di un prezzo massimo vincolante, il surplus dei venditori diminuisce necessariamente.

  • Funzione allocativa del prezzo: Gli effetti negativi sul surplus totale causati dalla fissazione di un prezzo massimo sono dovuti all'ostacolo posto alla funzione allocativa del prezzo.

  • Prezzo massimo non vincolante: Se viene fissato un prezzo massimo superiore al prezzo di equilibrio di mercato, esso non produce alcun effetto sul mercato e sul surplus.

  • Scopo del calmiere: L'obiettivo di un calmiere è quello di trasferire surplus dai venditori agli acquirenti.

Prezzi Minimi e Mercato del Lavoro

  • Effetti del prezzo minimo: L'introduzione di un prezzo minimo vincolante (superiore al prezzo di equilibrio) genera un eccesso di offerta (eccedenza del bene).

  • Disoccupazione: Nel mercato del lavoro, la disoccupazione può essere causata dall'imposizione di un salario minimo fissato a un livello superiore al salario di equilibrio di mercato.

  • Determinazione del salario minimo in Italia: In Italia non esiste un salario minimo fissato direttamente per legge generale, bensì è stabilito dai contratti collettivi di lavoro nazionali (CCNL).

  • Natura degli interventi pubblici: Solitamente, gli interventi pubblici di controllo dei prezzi interpretano il prezzo unicamente come una variabile distributiva anziché allocativa.

Test 45 – Il Monopolio

Caratteristiche del Mercato Monopolistico

  • Definizione di monopolio: Un mercato si definisce monopolistico quando è caratterizzato da venditori non strategici che sono anche price-makers (imprese che fissano il prezzo e fronteggiano l'intera curva di domanda di mercato).

  • Barriere all'entrata e beni sostituti: I mercati monopolistici sono tipicamente caratterizzati da elevate barriere all'entrata e dalla presenza di beni privi di sostituti stretti.

  • Sostituzionalità e barriere:

    • L'assenza di sostituti stretti implica che l'elasticità incrociata della domanda rispetto a un bene simile sia moderata.

    • Il controllo esclusivo di un input essenziale costituisce una barriera all'entrata di tipo tecnologico.

    • L'accesso esclusivo a conoscenze essenziali e brevetti rappresenta anch'esso una barriera all'entrata di tipo tecnologico.

    • Le barriere all'entrata di tipo legale sono il risultato diretto del tipo di regolamentazione adottata dalle autorità pubbliche.

    • In presenza di esternalità di network, la scelta di acquisto di un individuo dipende in modo cruciale dalle scelte compiute dagli altri individui.

    • In assenza totale di barriere all'entrata, la struttura di monopolio non potrebbe reggere nel tempo.

Elasticità Incrociata della Domanda

  • Definizione: L'elasticità incrociata misura la sensibilità e la variazione percentuale della quantità domandata di un bene (XX) rispetto a variazioni percentuali del prezzo di un altro bene (YY):   ϵx,y=%ΔQx%ΔPy\epsilon_{x,y} = \frac{\% \Delta Q_x}{\% \Delta P_y}

  • Beni complementari: Se l'elasticità incrociata tra due beni XX e YY è negativa (ad esempio pari a 2-2), i due beni sono complementari.

Test 46 – Monopolio: Ricavo Marginale

Regole di Decisione dell'Impresa Monopolistica

  • Regola di chiusura: Il monopolista decide di uscire dal mercato se la curva del ricavo medio (ARAR) si trova completamente al di sotto della curva del costo medio (ACAC) per ogni livello di produzione.

  • Regola del profitto marginale: Per massimizzare il profitto, il monopolista produce la quantità QQ in corrispondenza della quale il ricavo marginale eguaglia il costo marginale (MR=MCMR = MC).

Relazione tra Ricavo Medio, Ricavo Marginale e Prezzo

  • A differenza dell'impresa price-taker: Per un monopolista, il ricavo marginale è strettamente inferiore al ricavo medio (MR < AR), il quale coincide con la curva di domanda e quindi con il prezzo (P=ARP = AR).

  • Composizione del ricavo marginale: In monopolio, il ricavo marginale è pari al prezzo percepito sull'unità aggiuntiva meno la perdita di ricavo subita sulle unità inframarginali:   Ricavo Marginale=PPerdita sulle unitaˋ inframarginali\text{Ricavo Marginale} = P - \text{Perdita sulle unità inframarginali}

  • Perdita sulle unità inframarginali: È causata dal fatto che, fronteggiando una curva di domanda inclinata negativamente, il monopolista deve ridurre il prezzo su tutte le unità precedenti (inframarginali) per poter vendere un'unità aggiuntiva di prodotto.

  • Differenza tra ARAR e MRMR: La differenza quantitativa tra ricavo medio e ricavo marginale (ARMRAR - MR) è pari esattamente alla perdita sulle unità inframarginali.

  • Discriminazione di prezzo perfetta: Se il monopolista potesse differenziare perfettamente il prezzo in base alle singole unità vendute, la perdita sulle unità inframarginali sarebbe pari a zero.

Inclinazione della Curva e Elasticità della Domanda

  • Pendenza con domanda lineare: Se la curva di domanda è lineare, la curva del ricavo marginale (MRMR) ha un'inclinazione doppia rispetto alla curva di domanda (e del ricavo medio ARAR).

  • Tratto elastico (Elasticità > 1): Lungo una curva di domanda lineare, quando l'elasticità della domanda è maggiore di 1, il prezzo percepito sull'ultima unità è maggiore della perdita sulle unità inframarginali, rendendo il ricavo marginale positivo (MR > 0).

  • Ricavo marginale negativo: In monopolio, se il ricavo marginale risulta negativo (MR < 0), significa che l'elasticità della domanda al prezzo è inferiore a 1 (domanda anelastica o rigida).

Test 47 – Monopolio ed Efficienza

Equilibrio ed Allocazione del Profitto

  • Coincidenza tra breve e lungo periodo: In monopolio, l'equilibrio di breve periodo coincide con quello di lungo periodo a causa della presenza di elevate barriere all'entrata che impediscono l'ingresso di concorrenti.

  • Prezzo di monopolio: Il prezzo applicato dal monopolista corrisponde al prezzo massimo che i consumatori sono disposti a pagare per acquistare la quantità ottima prodotta QQ^*, localizzato sulla curva di domanda.

  • Rappresentazione del profitto totale: Graficamente, il profitto totale dell'impresa monopolistica è rappresentato da un rettangolo che ha per base la quantità prodotta (QQ) e per altezza il profitto unitario (PACP - AC).

  • Quantità ottima: La quantità ottima prodotta dal monopolista è tale per cui il prezzo di vendita risulta strettamente maggiore del costo marginale (P > MC).

Inefficienza Sociale e Discriminazione di Prezzo

  • Inefficienza allocativa (P > MC): Quando il prezzo supera il costo marginale, esistono scambi socialmente efficienti che non vengono realizzati, poiché vi sono consumatori con disponibilità a pagare superiore al costo marginale ma inferiore al prezzo di monopolio.

  • Surplus sociale del singolo scambio: Il surplus sociale generato dallo scambio tra il monopolista e un consumatore è dato dalla differenza tra la disponibilità a pagare di quel consumatore ed il costo marginale di produzione sostenuto dall'impresa.

  • Perdita secca di monopolio: Consiste nella somma del surplus totale su tutti gli scambi socialmente efficienti che non vengono realizzati a causa del prezzo elevato fissato dal monopolista.

  • Servire consumatori marginali: Se un monopolista decidesse di vendere un'unità aggiuntiva di output a un consumatore con disponibilità a pagare inferiore al prezzo ottimo (ma superiore al costo marginale) senza poter discriminare il prezzo, i suoi profitti totali diminuirebbero. Gli converrebbe farlo solo ed unicamente nell'ipotesi in cui potesse abbassare il prezzo esclusivamente a quel specifico consumatore.

  • Segmentazione del mercato: I monopolisti che si confrontano con gruppi differenziati di consumatori con diversa disponibilità a pagare, se ne hanno la possibilità e possono impedire l'arbitraggio, praticano prezzi diversi a gruppi diversi.

Test 48 – Monopolio e Antitrust

Confronto tra Concorrenza Perfetta e Monopolio

  • Condizione d'acquisto in concorrenza: In un mercato concorrenziale, acquistano il bene tutti i consumatori la cui disponibilità a pagare è superiore o uguale al costo marginale di produzione.

  • Condizione d'acquisto in monopolio: In monopolio non vengono effettuati alcuni scambi efficienti, riducendo il benessere sociale.

  • Definizione di scambio efficiente: Uno scambio è definito socialmente efficiente se la disponibilità a pagare del consumatore è superiore o uguale al costo marginale necessario per produrre l'unità di bene.

  • Aumento del surplus sociale: Gli scambi efficienti a cui il monopolista rinuncia sono scambi che, se venissero realizzati, porterebbero a un aumento netto del surplus sociale.

Struttura dei Costi e Regolamentazione

  • Costo marginale costante: Se il costo marginale (MCMC) è costante per ogni livello di produzione:

    • La curva di offerta del mercato concorrenziale è perfettamente orizzontale sia nel breve che nel lungo periodo.

    • Il costo medio è perfettamente uguale al costo marginale (AC=MCAC = MC).

    • In concorrenza, il prezzo di equilibrio eguaglia il costo marginale (P=MCP = MC) perché con un prezzo differente dal costo marginale si verificherebbe un immediato eccesso di offerta o di domanda.

  • Motivazione dell'avversione sociale al monopolio: Il vero motivo per cui la società e la teoria economica valutano negativamente il monopolio è che il monopolista pratica un prezzo superiore al costo marginale (P > MC), generando inefficienza allocativa.

  • Obiettivo della legislazione antitrust: Lo scopo primario della normativa e delle autorità antitrust è quello di impedire la formazione di monopoli e la creazione di posizioni dominanti non giustificate.

  • Regola di produzione ottima: Per stabilire la quantità ottima da produrre che massimizza il profitto, il monopolista applica rigorosamente la regola dell'uguaglianza tra ricavo marginale e costo marginale (MR=MCMR = MC).

Parte 2 – Domande Extra di Microeconomia (Prove d'Esame Reali)

In questa sezione sono raccolte 52 domande tratte da prove d'esame reali, con relative soluzioni verificate e note analitiche di approfondimento.

  1. Beni complementari e variazioni di prezzo: AA e BB sono due beni complementari. Se il prezzo del bene AA (PAP_A) diminuisce, la curva di domanda del bene BB si sposta verso destra (aumenta la domanda di BB).

  2. Contrazione della quantità causata da un'imposta: A parità di altre condizioni, la contrazione della quantità scambiata dovuta all'introduzione di un'imposta dipende dalle elasticità relative della domanda e dell'offerta.

  3. Crescita meno che proporzionale del ricavo in monopolio: Al crescere della quantità venduta, il ricavo totale del monopolista aumenta in modo meno che proporzionale poiché, per vendere un'unità in più, l'impresa deve ridurre il prezzo su tutte le unità vendute.

  4. Relazione tra costo marginale e costo medio: Il costo marginale (MCMC) si trova al di sotto del costo medio (ACAC) quando quest'ultimo è decrescente.

  5. Intercetta verticale del vincolo di bilancio: Il punto in cui il vincolo di bilancio incrocia l'asse verticale (RPy\frac{R}{P_y}) si sposta verso l'alto al crescere del reddito (RR) del consumatore.

  6. Pendenza del vincolo di bilancio: Il valore assoluto dell'inclinazione del vincolo di bilancio rappresenta il rapporto tra i prezzi dei due beni (PxPy\frac{P_x}{P_y}).

  7. Ricavo totale in monopolio con domanda lineare: In un monopolio con curva di domanda lineare, il ricavo totale (TRTR) assume valori sempre positivi nel tratto economico di interesse.

  8. Elasticità elevata della domanda: L'elasticità della domanda rispetto al prezzo tende a essere elevata se il bene soddisfa bisogni voluttuari (non essenziali).

  9. Calcolo della variazione della quantità domandata con elasticità incrociata:

    • Dati: Elasticità incrociata ϵx,y=1\epsilon_{x,y} = -1, quantità iniziale X0=100X_0 = 100, variazione prezzo di YY da 1010 a 1111\,€ (incremento del +10%+10\%

    • Risultato: Una riduzione della quantità acquistata di XX da 100100 a 9090 unità (riduzione del 10%-10\%

  10. Definizione di utilità totale: L'utilità totale quantifica il livello complessivo di soddisfazione che il consumatore trae dal consumo di un determinato paniere di beni.

  11. Costo medio di lungo periodo ad U: Se la curva del costo medio di lungo periodo ha un andamento ad U, nel suo tratto crescente la curva del costo marginale di lungo periodo è anch'essa crescente (e si trova al di sopra del costo medio).

  12. Spostamento della domanda di un bene inferiore: La curva di domanda di un bene inferiore si sposta verso sinistra se il prezzo del bene aumenta (ovvero se aumenta il reddito del consumatore, facendo contrarre la domanda).

  13. Natura della curva di domanda: La curva di domanda rappresenta una relazione inversa tra il prezzo di un bene e la quantità domandata dello stesso.

  14. Elasticità dell'offerta di lungo periodo: La curva di offerta di lungo periodo di un'impresa concorrenziale è più elastica di quella di breve periodo perché, rispetto al breve periodo, nel lungo la produttività marginale del lavoro varia di più al variare dell'output.

  15. Imposta a carico degli acquirenti: Se le autorità impongono una tassa a carico degli acquirenti in un mercato concorrenziale, si registra che il surplus dei venditori aumenta (nota: risposta riportata testualmente dal file sorgente originale).

  16. Riduzione di prezzo nel tratto elastico: Lungo il tratto elastico di una curva di domanda lineare, una riduzione del prezzo causa una riduzione del fatturato (nota: risposta riportata testualmente dal file sorgente originale, sebbene la teoria indichi un aumento del fatturato).

  17. Offerta di lungo periodo in concorrenza: Nel lungo periodo la curva di offerta di un mercato concorrenziale è perfettamente elastica; la sua posizione dipende dal prezzo di mercato.

  18. Profitti economici di lungo periodo: Nel lungo periodo, le imprese operanti in un mercato concorrenziale realizzano un profitto economico nullo (π=0\pi = 0).

  19. Progresso tecnologico nel lungo periodo: L'introduzione di una tecnologia che riduce i costi di produzione in un settore concorrenziale determina, nel lungo periodo, una riduzione del prezzo di equilibrio ed un aumento della quantità scambiata.

  20. Effetto di un calmiere non vincolante: In seguito all'imposizione di un calmiere (prezzo massimo) fissato ad un livello superiore al prezzo di equilibrio, il surplus di tutti i consumatori rimane invariato.

  21. Determinanti della domanda: L'insieme delle variabili che determina la domanda per un bene include: il prezzo del bene stesso, il prezzo dei beni collegati (sostituti e complementi), i gusti dei consumatori, il reddito ed il numero complessivo dei consumatori.

  22. Aumento di prezzo con domanda elastica: Se l'elasticità della domanda è elevata (maggiore di 1 in valore assoluto), un aumento del prezzo riduce il fatturato totale.

  23. Elasticità della domanda rispetto al reddito: Se l'elasticità della domanda rispetto al reddito è pari a 22 (\epsilon_R = 2 > 1), il bene è classificabile come un bene normale e di lusso.

  24. Calcolo dell'elasticità della domanda:

    • Dati: La domanda aumenta da 10001000 a 10601060 unità (variazione del +6%+6\%\n quando il prezzo si riduce del 5%5\%

    • Calcolo: ϵ=6%5%=1,2\epsilon = \frac{6\%}{5\%} = 1{,}2

    • Risultato: L'elasticità è di poco superiore a 11.

  25. Variazione del prezzo relativo e SMS: Se un consumatore acquista due beni ed il rapporto tra i prezzi dei due beni varia, il consumatore modifica il paniere scelto per riallineare il Saggio Marginale di Sostituzione (SMSSMS) al nuovo rapporto tra i prezzi.

  26. Costanza dei prezzi lungo la curva di domanda: Per un consumatore che acquista unicamente i beni XX e YY, lungo la curva di domanda individuale per il bene XX, il prezzo del bene YY è assunto come costante e dato.

  27. Incidenza economica di un'imposta sugli acquirenti: Un'imposta posta a carico degli acquirenti trasla notevole incidenza economica sui venditori se la domanda è particolarmente elastica.

  28. Calcolo del costo d'uso di un bene capitale (Automobile):

    • Dati: Prezzo d'acquisto = 50.000euro50.000\,\text{euro}, valore residuo = 50%50\%\n (svalutazione di 25.000euro25.000\,\text{euro}, pari al 50%50\%\n del prezzo iniziale), vita residua = 1anno1\,\text{anno}, tasso d'interesse = 10%10\%

    • Calcolo: Svalutazione = 25.000euro25.000\,\text{euro}. Interessi persi sul valore capitale espresso dal tasso di interesse applicato alla svalutazione residua/capitale = 2.500euro2.500\,\text{euro}. Costo d'uso totale = 25.000+2.500=27.500euro25.000 + 2.500 = 27.500\,\text{euro}.

    • Risultato: Il costo d'uso è pari a 27.500euro27.500\,\text{euro}.

  29. Condizione di uscita dal mercato: Le imprese escono definitivamente dal mercato se il prezzo è interamente al di sotto della curva del costo medio di lungo periodo (P < AC_{LP}).

  30. Incidenza della tassa sulla quantità: L'incidenza sui venditori di una tassa applicata sulla quantità prodotta dipende dall'elasticità relativa di domanda e offerta; in particolare, l'incidenza sui venditori è maggiore quanto più la domanda è elastica rispetto all'offerta (ovvero quanto più la domanda è rigida rispetto all'offerta per quanto concerne l'incidenza sui consumatori).

  31. Curva prezzo-consumo: Descrive graficamente come varia il paniere ottimo scelto dal consumatore al variare del prezzo di uno dei due beni, mantenendo costanti il reddito ed il prezzo dell'altro bene.

  32. Aumento di fatturato con incremento di prezzo: Se un monopolista aumenta il prezzo da 1euro1\,\text{euro} a 1,20euro1{,}20\,\text{euro} e, pur vendendo una quantità inferiore, registra un incremento del fatturato totale, l'elasticità della domanda al prezzo è inferiore a 11 (domanda rigida).

  33. Calcolo della variazione del costo medio:

    • Dati: Costo medio iniziale AC8=6,50euroAC_8 = 6{,}50\,\text{euro}, quantità corrente Q=8Q = 8, costo marginale della nona unità MC9=11euroMC_9 = 11\,\text{euro}.

    • Calcolo: Costo totale per 8 unità TC8=6,50×8=52euroTC_8 = 6{,}50 \times 8 = 52\,\text{euro}. Costo totale per 9 unità TC9=52+11=63euroTC_9 = 52 + 11 = 63\,\text{euro}. Nuovo costo medio AC9=639=7euroAC_9 = \frac{63}{9} = 7\,\text{euro}.

    • Risultato: La produzione della nona unità causa un aumento del costo medio da 6,50euro6{,}50\,\text{euro} a 7euro7\,\text{euro}.

  34. Effetto della riduzione del reddito per beni normali: In un mercato di un bene normale, una riduzione dei redditi dei consumatori determina uno spostamento verso sinistra della curva di domanda ed una conseguente riduzione del prezzo di equilibrio.

  35. Ordinamento delle preferenze: Le preferenze dei consumatori sono ordinamenti formali che consentono di stabilire una graduatoria/classifica rigorosa tra i diversi panieri di beni accessibili.

  36. Indipendenza della pendenza del vincolo di bilancio: La pendenza del vincolo di bilancio è determinata unicamente dal rapporto tra i prezzi monetari dei due beni (PxPy\frac{P_x}{P_y}) e non dipende in alcun modo dal Saggio Marginale di Sostituzione (SMSSMS) del consumatore.

  37. Calcolo del costo marginale di breve periodo con impianto fisso:

    • Dati: Spesa impianto fisso = 5.000euro/periodo5.000\,\text{euro/periodo}, Produttività Marginale del Lavoro PML=5PML = 5, saggio salariale w=500eurow = 500\,\text{euro}.

    • Calcolo: MC=wPML=5005=100euroMC = \frac{w}{PML} = \frac{500}{5} = 100\,\text{euro}.

    • Risultato: Il costo marginale di breve periodo è pari a 100euro100\,\text{euro}.

  38. Elasticità incrociata ed effetto sulla quantità:

    • Dati: Elasticità incrociata tra XX e YY equal a 2-2, quantità iniziale X0=100X_0 = 100, prezzo di YY aumenta da 1010 a 1111\,€ (+10%+10\%

    • Risultato indicato: Riduzione della quantità acquistata di XX da 100100 a 9090 unità (nota: dato riportato dal testo d'esame).

  39. Surplus unitario e prezzo: Al crescere del prezzo di mercato, il surplus ottenuto dal produttore su ciascuna unità prodotta aumenta.

  40. Domanda infinitamente elastica e ricavo totale: Per un'impresa che fronteggia una curva di domanda infinitamente elastica, il ricavo totale diminuisce in modo direttamente proporzionale al ridursi della quantità venduta.

  41. Ottimizzazione del consumatore (Panini vs Hamburger):

    • Dati: Curve di indifferenza convesse, Utilità Marginale hamburger UMh=3UM_h = 3, Utilità Marginale panini UMp=3UM_p = 3, Prezzo panini Pp=1,50euroP_p = 1{,}50\,\text{euro}, Prezzo hamburger Ph=2euroP_h = 2\,\text{euro}.

    • Analisi: L'utilità marginale per euro speso per i panini è UMpPp=31,50=2\frac{UM_p}{P_p} = \frac{3}{1{,}50} = 2. L'utilità marginale per euro speso per gli hamburger è UMhPh=32=1,50\frac{UM_h}{P_h} = \frac{3}{2} = 1{,}50.

    • Risultato: Il paniere corrente non è ottimo; il consumatore dovrebbe riallocare la spesa acquistando più panini e sacrificando hamburger.

  42. Salario minimo e disoccupazione: In un mercato del lavoro concorrenziale con salario di equilibrio pari a 2.000euro/mese2.000\,\text{euro/mese}, l'introduzione di un salario minimo legale pari a 2.100euro/mese2.100\,\text{euro/mese} genera disoccupazione (eccesso di offerta di lavoro).

  43. Posizione della curva di offerta di lungo periodo: In un mercato concorrenziale di lungo periodo privo di barriere all'entrata, la posizione della curva di offerta orizzontale dipende dal costo medio minimo delle imprese e dalla quantità complessiva prodotta da tutte le imprese nel settore.

  44. Calcolo del costo marginale con input lavoro variabile:

    • Dati: Impresa che varia unicamente l'input lavoro, Produttività Marginale del Lavoro PML=0,5PML = 0{,}5, salario w=2eurow = 2\,\text{euro}.

    • Calcolo: MC=wPML=20,5=4euroMC = \frac{w}{PML} = \frac{2}{0{,}5} = 4\,\text{euro}.

    • Risultato: Il costo marginale dell'impresa è pari a 4euro4\,\text{euro}.

  45. Rendimenti marginali degli input: In un'impresa che impiega due input XX e YY, il fatto che, mantenendo fisso XX, l'output cresca al crescere dell'input YY dipende dai rendimenti marginali del fattore YY.

  46. Scelte di consumatori differenti: Due consumatori che dispongono del medesimo reddito monetario e affrontano gli stessi prezzi di mercato acquistano quantità differenti di merci in base ai rispettivi e personali gusti (preferenze).

  47. Calcolo del ricavo marginale con domanda lineare:

    • Dati: Equazione di domanda del monopolista P=202QP = 20 - 2Q.

    • Funzione del ricavo totale: TR = P \times Q = (20 - 2Q) \times Q = 20Q - 2Q^2$.\n - Calcolo: Per Q = 5,,TR(5) = 20(5) - 2(5)^2 = 100 - 50 = 50\,\text{euro}.Per. PerQ = 6,,TR(6) = 20(6) - 2(6)^2 = 120 - 72 = 48\,\text{euro}.\n - Ricavo Marginale nel passaggio da 5 a 6 unità: MR = \Delta TR = 48 - 50 = -2\,\text{euro}$$.

  48. Obiettivo dell'impresa price-taker: Un'impresa price-taker produce la quantità che massimizza i ricavi (nota: opzione riportata e segnata come corretta nel file sorgente originale).

  49. Chiusura definitiva dell'impresa: Un'impresa abbandona ed esce definitivamente dal mercato se i ricavi totali non consentono di coprire i costi economici di lungo periodo.

  50. Spiegazione della perdita secca: L'introduzione di un'accisa rende non più convenienti alcuni scambi economicamente ed efficientemente realizzabili; tale fenomeno spiega la genesi della perdita secca di surplus causata dalle imposte.

  51. Dinamica del prezzo del petrolio (2020-2022): L'incremento del prezzo del petrolio verificatosi nel periodo compreso tra ottobre 2020 e febbraio 2022 è stato causato dallo spostamento della curva di domanda che ha generato un significativo eccesso di domanda sul mercato globale.

  52. Bene discreto: Un bene discreto si definisce in microeconomia come un bene indivisibile.