Microbiologia

MICROBIOLOGIA

Basi fisiopatologiche delle malattie

 

INTRODUZIONE ALLA MICROBIOLOGIA

  • È la disciplina scientifica che studia i microbi, esseri viventi di piccole dimensioni di solito invisibili ad occhio nudo

  • La definizione "microbi" comprende specie completamente diverse tra loro che possono avere una vita indipendente o possono vi vere solo all'interno o insieme ad altri organismi di solito più complessi che abitualmente sono detti "superiori"

UN PO' DI STORIA

  • 1896- William Osler: l'umanità ha 3 grandi nemici: febbre, carestia, guerra. La più grande e quella più terribile è la febbre.

  • La febbre è uno dei primi sintomi che dice che qualcosa non va. Clinicamente viene definita come uno dei primi segni (?) di r isposta.

  • Prima grande pandemia: peste di Giustiniano 541 -544

  • Peste del 1346- 1353 la più letale, circa 200 milioni di morti nel mondo

  • Colera del 1846- 1860, circa 1 milione di morti

  • Agente eziologico: microrganismo causa essenziale di malattia. Se non c'è l'agente eziologico, non c'è malattia

  • Epidemia spagnola:

    • Prima guerra mondiale

    • Prima grande influenza

    • è stata definita pandemia

Differenza tra epidemia e pandemia:

  • Epidemia: evento morboso caratterizzato da un'infezione di una popolazione limitato nel tempo ed è circoscritto

  • Pandemia: quando la malattia è trasversale in tutto il mondo. Lo stesso batterio, lo stesso microrganismo infetta tutto il mo ndo

  • Covid- 19: OMS 30-1-2020 - 5-5-2023. Fine novembre - inizio dicembre 2024 ci sono stati ancora morti per il Covid

  • L'influenza spagnola:

  • Ha fatto più morti che la prima guerra mondiale.

  • Era un tipo di virus mai visto prima, era più infettivo e potente

  • Carestia- no medicinali- popolazione debole

  • Man mano che il tempo passa, la mortalità si abbassa: più medicinali - e più altre cose che boh

  • Coronavirus:

  • Ce ne sono diversi

  • Certi sono tipici della prima infanzia

  • Dopo un'ottimistica fase (anni 60- 70) le infezioni sono tornate ad essere importanti :

    • William Stewart: manda un messaggio: è tempo di chiudere il libro delle malattie infettive.

    • Dagli anni '70 in poi sono incominciate ad apparire nuove malattie infettive come:

      • AIDS

      • SARS

      • EBOLA

      • ZIKA

      • COVID- 19

  • Riaffacciarsi di malattie infettive ritenute scomparse

  • Enorme aumento delle infezioni legate all'assistenza e delle resistenze agli antibiotici

  • Diffusioni degli agenti infettivi favorita dai cambi climatici e dalla globalizzazione - lavoro, commercio, turismo-

La storia evoluzionistica ci insegna che non potremo mai abbassare la guardia di fronte alla possibile emergenza di nuove malattie infettive. La corsa agli armamenti continua e probabilmente continuerà per sempre fra noi e i germi. Basta pensare all'emergenza più o meno recente di nuove malattie, come AIDS negli anni '80 e il COVID- 19, alla ricomparsa do vecchie malattie ora divenute antibiotico. resistenti, come la tubercolosi, oppure, ancora più semplicemente, al virus del l'influenza, che ogni anno miete vittime a livello mondiale e con una certa ciclicità pluridecennale muta in modo significativo, diventando particolarmente virulento e mortale, come quell o che causò la cosiddetta spagnola nel 1918-1919, quello dell'asiatica nel 1957, quello di Hong Kong nl 1968 e così via.

Al principio di una nuova pandemia si deve attuare:

  • L'isolamento degli ammalati e l'interruzione di qualsiasi tipo di rapporto sociale ed economico all' interno e all'esterno de lla popolazione

  • La ricerca scientifica per nuoci farmaci e l'introduzione di un possibile vaccino

La microbiologia:

  • La microbiologia studia quegli microrganismi che sono talmente piccoli da non poter essere osservati ad occhio nudo, ma trami te l'utilizzo di un microscopio

  • Questa scienza si avvale di tecniche- molecolari, biochimiche e mezzi terreni di coltura - utili per l'isolamento, la crescita dei microrganismi e la loro identificazione

  • La microbiologia è una disciplina molto vasta ed esercita una enorme influenza sugli altri campi della biologia Nello specifico:

  • Analizza la varietà e l'evoluzione dei microrganismi

  • Analizza le interazioni dei microrganismi col mondo circostante, con la società umana, con l'organismo umano, con animali e piante

  • Gli effetti benefici e dannosi che hanno sugli esseri umani, delle modificazioni fisiche e chimiche che provocano nel loro ambiente

  • I lieviti sono procarioti

Può essere vista come:

  • Scienza biologica di base: per studiare i processi vitali partendo da microrganismi - più semplici da studiare rispetto agli organismi complessi -

  • Scienza biologica applicata: per trattare molti problemi di interesse pratico in medicina, agricoltura e industria dove i mic rorganismi possono avere un ruolo:

    • Negativo come causa di malattie di uomo, animali e piante

    • Positivo fertilità dei suoli, flora batterica intestinale, processi industriali - es. fermentazione-

OBIETTIVI:

  • Controllo microrganismi e loro effetti dannosi - antibiotico resistenza

  • Ampliare le conoscenze della microbiologia- tecniche omiche: ci permettono di individuare batteri che non possono essere isolati per 2 motivi:

    • Presenti in piccole quantità

    • Non esistono dei terreni di coltura che possono isolati il batterio

La tecnica principe per isolare un batterio da un campione clinico è stemperare su dischi di gelatina di ... che contengono tutti gli elementi chimici che possono far crescere il batterio, formando colonie. Non tutti possono usare questa tecnica perché non conosciamo per tutti i batteri quale terreno crescono -?-

  • Comprendere la modalità di interazione tra microrganismi e ambiente outdoor e indoor - colonizzazione e risposta dell'ospite- one health concept. C'è sempre un equilibrio e quindi una tolleranza. Un microrganismo può colonizzare in maniera negativa l'intestino che attiva un processo infiammatorio locale, in primo luogo agisce sulle cellule dell'intestino, il batterio può andare in circolo e infiammare gli altri distretti. Asse intestino - cervello. L'intestino è il secondo cervello; un intestino sano aumenta le difese, le rende attive, le rende efficaci. Un intestino in equilibrio vuol dire combattere meglio le malattie; se sta bene l'intestino, sta bene anche il cerv ello. È stato provato che alcuni casi di demenza è causato da quanto scritto prima. Alcuni metaboliti che entrano in circolo possono andare ad infettare cose del cervello -?-. Alcuni ragazzi autistici diventano più aggressivi se un po' stitici. Meno alterato è il microbioma del nostro corpo, meno è probabile una malattia. Intestino infiammato può influire su quello che è i l cognitivo dei ragazzi.

  • Implementare le performance delle tecniche adottate per isolare, coltivare, osservare e identificare i microrganismi - innovazione tecnologica, a nuovi anticorpi, vaccini

  • Una sepsi non controllata crea uno shock settico. Quando si ha un paziente e pensiamo che abbia una sepsi, si fa una emocoltura per vedere i batteri che circolano -?- è importante intervenire il prima possibile

L'IMPORTANZA DEI MICRORGANISMI

I microbi possono essere:

  • Causa di malattie che colpiscono il mondo vegetale e animale

  • Causa di degradazione degli alimenti

  • Essenziali per la vita

  • Necessari per i cicli geochimici- fertilizzazione del suolo-

  • Utilizzati come biomassa e produttori di farmaci e molecole per uso industriale


DIMENSIONI

I virus non si vedono al microscopio ottico, si vedono al microscopio elettrico.

 

PROCARIOTI VS EUCARIOTI

Procarioti: organismi con struttura cellulare semplice ed un nucleo primitivo non separato da alcuna vera membrana dal citoplasma

Eucarioti: questi organismi sono caratterizzati da una cellula avente un nucleo delimitato da una membrana che lo separa dal citoplasma, organelli interni- mitocondri, cloroplasti, ecc.- complesse di membrane


BATTERI: alcuni vivono in presenza di ossigeno e altri no. Quelli dell'intestino anaerobi. Quelli del respiro sì.

L'ossigeno serve per respirare e produrre energia. Loro producono energia attraverso REAZIONI OSSIDORIDUTTIVE, sulla membrana di questi batteri. Esiste la membrana che circonda il contenuto dei batteri. REAZIONE REDOX che produrrà energia.

 

STORIA

La microbiologia ebbe inizio con l'invenzione del primo microscopio ottico, che permise di visualizzare oggetti di dimensioni inferiori ai limiti delle normali capacità visive umane. Tale scienza è giunta però anche a includere le numerose proprietà dei microrganismi che possono essere osservate a livello macroscopico o in modo indiretto, come il metabolismo, le malattie e i prodotti dell'attività microbica.

Snow

È stato il primo a mettere in rapporto un'evidenza di malattia con una possibile causa. Ha studiato il colera. Ha osservato c he a Broad Street c'era una maniglia d'acqua che erogava acqua alla maggior parte dei morti; ha visto che questa maniglia prendeva acqua dalla parte più bassa del Tamigi, no foglie e quindi l'acqua era contaminata. Ha fatto una tabella con l'ipotesi, il numero di abitazioni e il numero di morti; poi ha fatto un diagramma cartesiano.

1674- Antony van Leeuwenhoeck

Primo microscopio rudimentali. scienziato olandese, osserva usando il microscopio milioni di piccoli animalcules in una gocci a d'acqua. Osserva un campione proveniente da un uomo anziano che non aveva lavato i denti.

Queste osservazioni del microbiota orale sono tra le prime riguardanti la presenza di batteri vivi.

Oggi sappiamo che la cavità orale umana è un ecosistema estremamente dinamico che consente di un numero elevatissimo di microrganismi diversi- circa 600 tipi, per un totale di 100 milioni per ml di saliva-

100 anni dopo- Otto Muller

Incomincia a catalogare questi microrganismi. Al microscopio si inizia a vedere che i microrganismi hanno morfologie diverse.

Stare all'interno di una famiglia vuol dire avere caratteristiche comune, quando si scopre un nuovo microrganismo che ha caratteristiche comuni a una famiglia posso pensare di utilizzare un antibiotico usato in quella famiglia.

Jenner inocula il primo vaccino contro il vaiolo nel 1796.


Nel 1910 Paul Ehrlich scopre la prima sostanza antibatterica contro le spirochete della sifilide.

Nel 1928 Fleming scopre la penicillina.

Per lo studio dei virus bisogna aspettare nel 1946, quando il microbiologo Enders riesce a coltivare virus in colture cellulari, aprendo la via alla produzione su larga scala di colture di virus per lo sviluppo di vaccini. I vaccini della prima infanzia derivano proprio da questo studio, essi sono vaccini a virus attenuati.

Nel 19° secolo c'è un importante impulso allo sviluppo della microbiologia:

  • Messa a punto di microscopi a più alta risoluzione

  • Messa a punto di tecniche di base per la preparazione dei vetrini da analizzare - es. coloranti, Gram- Generazione spontanea: da dove vengono i microrganismi, come si moltiplicano


GENERAZIONE SPONTANEA

Alcuni studiosi erano convinti che la putrefazione che si verifica su un alimento lasciato all'aria aperta, fosse causata da microrganismi che si formavano ex novo nel cibo alterato: i batteri si potevano formare da materiale non vivente?

Luis Pasteur- 1876- dimostrò che nell'aria erano presenti dei microrganismi in grado di contaminare il cibo.

Matracci a becca d'oca- contenitori di vetro di mezzo metro che alla fine hanno un ricciolo chiuso da dove non entra l'aria - un gruppo era chiuso l'altro no, 2 gruppi di osservazione. Fa bollire il contenuto- acqua-, lascia passare del tempo ed osserva che dove l'aria non è penetrata, il liquido rimaneva limpido, in quello aperto, il liqudo diventava torpido. Nel gruppo chiuso, non c'erano microrganismi, in quello aperto sì.

Teoria della biogenesi: la vita può generarsi solo a partire da altri esseri viventi

Dopo questo esperimento, ci sono state altre scoperte:

  • Anche la polvere trasporta germi. Il microbatterio TBC si possono trovare nel terreno, soprattutto nella polvere

  • Endospore termoresistenti: le sporre di questi microrganismi sono in grado di produrre spore che proteggono i microrganismi

  • Koch introduce il concetto di eziologia

TEORIA MICROBICA DELLE MALATTIE: ETIOLOGIA

Robert Koch- 1876- studiò l'antrace, una malattia dei bovini determinata da un batterio sporigeno - Bacillus Anthracis- I batteri erano sempre presenti nel sangue di animali morenti= associazione

Iniettando sangue infetto in un animale sano questo si ammalava e moriva. Prelevando da quest'ultimo il sangue infetto e iniettandolo in un altro animale sano, anche questo si ammalava e moriva. Così per 20 volte. Il ventesimo bovino aveva il sangue infetto dai batteri -> causa

Molte malattie sono causate da infezioni virali, batteriche, fungine e protozoarie.

I POSTULATI DI KOCH: vengono utilizzati per determinare il legame che esiste tra una malattia ed il microrganismo che si sospetta ne sia la causa.

1.   L'agente causale deve essere presente in tutti i casi di malattia di cui è ritenuto responsabile e deve essere invece assente negli individui sani

2.   l'agente causale deve essere isolato dall'individuo affetto e posto in coltura deve dare origine ad una popolazione cellulare - colonia- omogenea- una sola specie

3.   L'inoculo di una coltura pura dell'agente causale in individui sani deve dare luogo alla comparsa della malattia di cui si ri tiene responsabile

4.   L'agente causale deve essere re- isolato dall'individuo infettato sperimentalmente

MICROBIOLOGIA APPLICATA

Fanno parte della microbiologia applicata:

  • Batteriologia

  • Protozoologia- parassitologia

  • Micologia

  • Algologia

  • Virologia


SETTORI DELLA MICROBIOLOGIA APPLICATA

  • MICROBIOLOGIA medica

  • MICROBIOLOGIA del suolo

  • Microbiologia industriale

  • Microbiologia spaziale (esobiologia)

  • Microbiologia medica è uno dei settori della microbiologia applicata- Caratteristiche dei sistemi biologici complessi:

•    Capacità di riprodursi

•    Capacità di ingerire o assimilare sostanze alimentari e di metabolizzarle per ricavarne energia ed accrescersi

•    Capacità di espellere prodotti di rifiuto

Caratteristiche dei sistemi biologici:

-   Capacità di ingerire o assimilare sostanze alimentari e di metabolizzarle per ricavarne energia ed accrescersi

-   Capacità di espellere prodotti di rifiuto

-   Capacità di riprodursi

-   Capacità di differenziarsi

-   Capacità di comunicare

-   Capacità di reagire ai cambiamenti che insorgono nel loro ambiente - talvolta viene chiamata irritabilità o eccitabilità-

-   Capacità di muoversi

-   Capacità di evolversi- ruolo delle mutazioni-

RUOLO DEI MICRORGANISMI IN NATURA:

•    Concorrono all'equilibrio biologico ambiente- uomo

•    Sono responsabile delle malattie infettivo nell'uomo

•    Vengono chiamati in causa nell'insorgenza dei tumori - papilloma virus che causa tumore alla parete uterina. È l'unico che può essere prevenuto con una vaccinazione.

ECOSISTEMI MICROBICI UMANI

•    Importante capire la relazione: perché così tanti, la funzione che hanno.

•    “Tessuti sterili non esiste niente” non è vero. Si rilevano presenza di batteri nel liquido amniotico anche.

•    Il numero totale di batteri: numero supera le cellule che costituiscono il nostro corpo. Sono tanti quelli buoni.

•    Siamo in grado di utilizzare i microrganismi con modelli sperimentali: quello che succede nel DNA di questi microrganismi lo portiamo per associazione anche nel DNA umano. *

•    L'Homo Sapiens ha un cervello.

UTILIZZO DEI MICRORGANISMI

•    Vengono utilizzati come modelli sperimentali per lo studio della genetica molecolare e della fisiologia cellulare

•    Vengono utilizzati per la produzione di sostanza utili all'uomo- sieri e vaccini, antibiotici, vitamine ed altre sostanze utili -

CLASSIFICAZIONE DEI BATTERI

I procarioti sono stati divisi in due gruppi tassonomici:

-   Batteri o eubacteria

-   Archea o archaebacteria

Gli eubatteri sono la forma più comunemente conosciuta


Non si sa ancora tutto, non si ha la conoscenza di quell'elemento generatore. Escherichia (genere) Coli (specie)

CONCETTO DI SPECIE: gruppo eco biologico di microrganismi che possiedono tipici caratteri in comune. Ogni specie batterica è diversa da ogni specie, ma i batteri che le hanno in comune.

Escherichia Coli viene ridotta come Coli. Non si trova mai il nome per esteso di solito.

La specie in batteriologia è un gruppo ecobiologico di microrganismi che possiedono distinti caratteri in comune

CLASSIFICAZIONE- FORMA

•    Cocchi: sferici

•    Bacilli: bastoncellari

•    Spirilli: spiraliformi

•    Vibrioni: a forma di virgola Generalmente i batteri sono cocchi e bacilli Gli streptococchi sono catenelle

CLASSIFICAZIONE- TEMPERATURA DI CRESCITA

•    Minima: al di sotto della quale non si ha crescita

•    Ottimale: massima velocità di crescita

•    Massima: al di sopra della quale non si ha crescita: morte


CLASSIFICAZIONE- pH DI CRESCITA


CLASSIFICAZIONE- CONCENTRAZIONE DI OSSIGENO PER LA CRESCITA

•    Aerobi:

○  Obbligati: O2 obbligatorio per la crescita- la maggior parte degli organismi viventi -

○  Facoltativi: O2 no dispensabile ma la crescita è migliore in sua presenza - esempio: lieviti-

○  Microaerofili: O2 richiesto ma in concentrazioni minori rispetto a quello atmosferico - esempio: Lactobacillus-

•    Anaerobi: presenti in funghi, paludi, cibi inscatolati, cavità orale, tratto intestinale

○  Ossigeno- tollerati: O2 non richiesto, la crescita è peggiore in sua assenza - esempio: Streptococcus-

○  Obbligati: muoiono se c'è ossigeno. O2 dannoso o letale- esempio: Clostridium-

ALTRE CLASSIFICAZIONI

-   PRESSIONE DI CRESCITA: alcuni batteri che vivono a grandi profondità marine

○  Barotolleranti: aumenti di pressione non influenzano la crescita anche se in molti casi il metabolismo è più veloce ad 1 ATM

○  Barofili: crescono bene a pressioni elevate

-   CONCENTRAZIONE DEI SOLUTI DI CRESCITA

○  Osmotolleranti: possono crescere in soluzioni con concentrazioni diverse di soluti

○  Alofili: adatti agli ambienti salini. Variazioni nella concentrazione di soluti dell'ambiente esterno inibisce la crescita ba tterica- hanno una concentrazione di soluti citoplasmatici simile a quella dell'acqua marina, cosicché la cellula non perde acqua e non va incontro a plasmolisi. Gli alofili estremi cr escono in ambienti ad elevata salinità

○  Osmofili: crescono in ambienti ad elevata concentrazione di zuccheri

○  Xerofili: crescono in ambienti molto secchi

CLASSIFICAZIONE- ESIGENZE NUTRIZIONALI PER LA CRESCITA

•    Fonti di energia:

○  Fotosintesi: usano la luce

○  Chemiotrofi: ossidazione di composti chimici organici o inorganici

•    Fonti di carbonio:

○  Autotrofi: sono in grado di sintetizzare le molecole organiche a partire da composti di carbonio inorganico - anidride carbonica CO2-

○  Eterotrofi: devono utilizzare carbonio organico - esempio: zuccheri- già sintetizzato da altri organismi come le piante o alghe, ecc.


§ Saprofiti: utilizzano i composti organismi di organismi morti decomponendoli

§ Parassiti: utilizzano il metabolismo di altri animali - ospiti- per procurarsi i composti organici. Se l'ospite subisce dei danni il parassita è detto patogeno

CLASSIFICAZIONE- ANALISI GENETICA

Esiste una classificazione che deriva dalla analisi genetica.

•    Valutazione della percentuale di G+C

•    Grado di degradazione del DNA

•    Next Generation Sequency: va ad identificare i batteri che non sono isolabili

Viroma= presenza di virus

Human Mycobiome: funghi! anche i funghi possono essere presenti in vari distretti corporei

METAGENOMICA

Sequenza amminoacidica delle proteine- PROTEOMICA Sequenza nucleotidica delle molecole di RNA- TRASCRITTOMICA Produzione dei metaboliti- METABOLOMICA

Classificazione degli esseri viventi sulla base delle sequenze dell'RNA ribosomiale.

 

Nel 2016 hanno trovato un gene che ha costituito 2 domini differenti che da 1 si sono sviluppati gli archea e un pezzettino d egli eucarioti e l'altro i batteri. LUCA- Nature Microbiology

MECCANISMO PATOGENI DEI BATTERI

  • Infezione e malattia sono 2 concetti diversi.

  • Una persona che è infetto non necessariamente non è ammalato. Perché? Perché la malattia è caratterizzata da segni e sintomi clinici mentre l'infezione può avvenire in qualsiasi situa della nostra vita- raffreddore, starnuto, infettiamo ospite suscettibile, è legato alla nostra genetica, ai nostri geni che ci rendono èiù o meno fragili-.

  • I bambini sono sterili in utero non è così! ci sono batteri in pz sani. Il bambino accoglieva i primi batteri attraverso il canale del parto, non è così, il bambino è già colonizzato a livello del sacco amniotico

  • Altri microbi entrano nel corpo con l’inizio alimentazione e respirazionF

  • Flora microbica normale:

    • Area nasale:

      • Staphylococcus spp.

      • Branhamella catarrhalis

      • Heamophilus influenzae

      • Streptococcus pneumoniae

      • Corinebatteri

    • Bocca:

      • Streptococcus spp.

      • Fusobacterium spp.

      • Actinomyces spp.

      • Leptotrichia spp.

      • Veillonella spp.

    • Cute:

      • Straphylococcus spp.

      • Propionibacterium spp.

      • Micrococcus spp.

      • Acinetobacter spp.

      • Bacillus spp.

    • Area vaginale:

      • Lactobacillus spp.

      • Streptococcus spp.

      • Candida albicans

      • Corinebatteri

    • Uretra:

      • Streptococcus spp.

      • Mycobacterium spp.

      • Bacteroides spp.

    • Area faringea:

      • Streptococcus spp.

      • Staphylococcus spp.

      • Branhamella catarhalis

      • Haemophilus spp.

      • Corynebacterium spp.

      • Neisseria spp.

      • Mycoplasma spp.

    • Stomaco:

      • Alcuni batteri lattici

      • Lieviti

      • Helicobacter pylori

    • Intestino tenue:

      • Candida albicans

      • Lattobacilli

      • Enterococchi

      • Bacteroides spp.

    • Intestino crasso:

      • Bacteroides spp.

      • Escerichia coli

      • Enterobacter

      • Lactbacillus spp.

      • Streptococcus spp.

      • Clostridium spp.

      • Klebsiella spp.

      • Candida albicans

      • Pseudomonas aeruginos

      • Proteus spp.

      • Candida albicans

      • Pseudomonas aeruginos

      • Proteus spp.

      • Fusobacterium spp.

  • Nel corpo umano ci sono circa 1x1013 cellule ma nel corpo ci sono circa 1x1014 batteri

  • Il corpo umano accoglie centinaia di microrganismi: batteri, funghi, protozoi, virus


INTERAZIONE OSPITE- PARASSITA

La flora microbica endogena cambia continuamente, ed è influenzata da:

  • Età

  • Sesso (stato ormonale)

  • Dieta

  • Condizioni di salute

  • Assunzione di farmaci

Ci sono diversi tipi di interazione:

  • Mutualismo

  • Commensale: i batteri sono presenti e non sappiamo di averli. Questi batteri costituiscono la flora microbica residente. Non provocano danno all'ospite e c'è un vantaggio reciproco. Sono utili perché:

    • Partecipano al metabolismo degli alimenti: alcuni batteri riescono a produrre massa fecale

    • Sintetizzano fattori di crescita essenziali

    • Producono sostanze che sono usate come substrati

    • Proteggono dalla colonizzazione ad opera di altri microrganismi patogeni

    • Stimolano il sistema immunitario

  • Simbionte

  • Patogeno: tipi di azione:

    • Facoltativo

    • Obbligato: microrganismi che non sono in grado di sopravvivere al di fuori del corpo umano e determinano sempre un processo patologico

    • Opportunista

    • Questi sono in grado di insiedarsi nei tessuti dell'ospite separandone i meccanismi di difesa e di alternane la funzionalità (danno tissutale, funzionale)

Postulati di Koch

  • Il presunto agente responsabile della malattia in esame deve essere presente in tutti i casi riscontrati di quella malattia

  • Deve essere possibile isolare il microrganismo dall'ospite malato e farlo crescere in coltura pura

  • Ogni volta che una coltura pura del microrganismo viene inoculata in un ospite sano (ma suscettibile alla malattia), si riproduce la malattia

  • Il microrganismo deve poter essere isolato nuovamente dall'ospite infettato sperimentalmente

Se positivi, abbiamo la prova della patogenicità del microrganismo e della sua influenza in un determinato quadro patologico.

Insorgenza delle malattie

  • L'incidenza rappresenta la proporzione di individui che vengono colpiti dalla malattia in un determinato periodo di tempo

  • In termini generali, la prevalenza misura la proporzione di “eventi” presenti in una popolazione in un dato momento. La prevalenza considera casi nuovi e pregressi

  • Malattia sporadica

  • Endemia

  • Pandemia

Severità o durata della malattia:

  • Malattia acuta

  • Malattia cronica

  • Malattia subacuta

  • Malattia latente

Fasi di una malattia:

  1. Incubazione:

    1. Dura un determinato numero di giorni

    2. Ogni patogeno ha un numero specifico di giorni di incubazione

  2. Fase prodromica

    In queste prime due fasi il microrganismo entra e rimane nella sede di entrata. Il microrganismo inizia ad addentrarsi verso la nuova nicchia e, se trova le condizioni ottimali, inizia a moltiplicarsi.

  3. Fase invasiva: l'ospite mostra i segni e i sintomi più severi

  4. Punto massimo

  5. Fase di declino:

    1. Il sistema immunitario sta prendendo il sopravvento, st combattendo questa invasione

    2. C'è un miglioramento dei segni e sintomi

  6. Convalescenza:

    1. Può essere più o meno lunga

    2. Caratterizzato dall'eliminazione dei batteri

    3. Dipende da come l'ospite è dal punto di vista delle sue difese (una persona fragile probabilmente ha un periodo di convalescenza più lungo)

Sorgenti d'infezione:

  • L'ospite umano o animale di un microrganismo patogeno costituisce una sorgente d'infezione (specie animale, vegetale o substrato inanimato nel quale l'agente patogeno ha il suo habitat naturale e da cui può essere trasmesso ad ospiti recettivi), quando il microrganismo che ospita può essere trasmesso ad altri soggetti recettivi della stessa specie o di specie diversa

  • Soggetti ammalati: eliminazione dell'agente patogeno attraverso:

    • Feci

    • Secrezioni nasali

    • Essudato faringeo

    • Espettorato

    • Urine

  • Portatori: (convalescenti, cronici, in incubazione, sani) soggetti in atto non ammalati che albergano il patogeno e lo eliminano all'esterno


Modalità di trasmissione degli agenti patogeni:

  • Trasmissione diretta per contatto: (es. malattie veneree) tipica di agenti, in genere, rapidamente inattivati nell'ambiente

  • Senza contatto effettivo: (starnuto, tosse, fonazione) tipica delle affezioni respiratorie acute, di alcune malattie esantematiche

  • Trasmissione indiretta: abituale in molte malattie infettive, può avvenire attraverso vari veicoli:

    • Acqua

    • Alimenti contaminati (veicoli privilegiati in tutte le patologie trasmissibili con circuito fecale- orale)

    • Oggetti d'uso comune

    • Aria

  • Malattia indiretta: mediata da vettori. Molti arttopodi fungono da vettori di virus, batteri, protozoi che si moltiplicano all'interno di essi e vengono trasmessi all'ospite recettivo mediante puntura o deposizione di feci nei pressi di lesioni cutanee da grattamento


Esito dell'incontro ospite- parassita: ogni infezione è una competizione tra la capacità del microrganismo di aderire, moltiplicarsi, diffondere (ed eventualmente causare malattia) e la capacità dell'ospite di porre termine all'infezione

Virulenza microrganismo

Insieme delle caratteristiche possedute da un microrganismo in grado di promuoverne la crescita su/ nell'ospite:

  • Infettività: abilità a stabilire un focolaio iniziale di infezione

  • Invasività: abilità del patogeno a diffondere in altri tessuti sfuggendo ai meccanismi di difesa dell'ospite

  • Tossigenicità: abilità di un patogeno a produrre tossine

  • Contagosità: capacità di un microrganismo di passare da un soggetto recettivo ad un altro, a seguito della sua eliminazione all'esterno dell'ospite, nel corso del processo infettivo


Meccanismi di difesa ospite

  • Aspecifici:

    • Barriere anatomiche: cute, cellule ciliate mucose, cellule mucipare, flusso delle secrezioni

    • Produzione di sostanze ad attività antimicrobica (acidi grassi ghiandole sudoripare, pH, tensione ossigeno, enzimi, defensine)

    • Complemento e lisozima

    • Flora microbica normale

  • Specifici:

    • Immunità umorale

    • Immunità cellulo- mediata

    • Attività fagocitaria (opsonizzazione)


Vie di accesso per le infezioni esogene

  • Ingestione: Salmonella, Shigella, Vibrio, Brucella, Polio

  • Inalazione: Mycobacterium, Legionella, Chlamydia psittaci, Mycoplasma pneumoniae, Orthomyxovirus

  • Penetrazione:

    • Trauma →Clostridium tetani

    • Aghi → Pseudomonas spp., S. aureus

    • Punture di insetto →Rickettsia, Borrellia, Yersinia pestis

  • Trasmissione sessuale →Treponema pallidum, Neisseria gonorrhoeae, C. trachomatis, HSV2, HIV

  • Transplacentare: T. pallidum, virus della rosolia


Vie di ingresso microrganismi:

  1. Membrane mucose:

    1. Tratto respiratorio:

      1. Microbi inalati nella bocca o naso in gocce di umidità o microparticelle

      2. La più semplice e più frequente porta di entrata

      3. Patologie contratte attraverso le vie respiratorie:

        1. Raffreddore

        2. Influenza

        3. Tubercolosi

        4. pertosse

        5. Polmonite

        6. Morbillo, Varicella, Rosolia

        7. Faringite streptococcica

        8. Difterite

    2. Tratto gastrointestinale:

      1. I microbi penetrano nell'organismo con cibo, acqua e mani contaminate

      2. La maggioranza dei microrganismi che penetra nel tratto G.I. è distrutta da HCl e enzimi nello stomaco, dalla bile ed enzimi nel piccolo intestino

      3. Patologie contratte attraverso il tratto G.I.:

        1. Salmonellosi → Salmonella sp.

        2. Shigellosi → Shigella sp.

        3. Colera → Vibrio cholorea

        4. Ulcere → Helicobacter pylori

        5. Botulismo → Clostridium botulinum

        6. Epatite A

      4. Patologie con cicuito oro- fecale:

        1. Questi patogeni penetrano nel tratto G.I. ad una estremità e ne fuoriescono dall'altra

        2. Diffondono mediante mani/ dita contaminate o cibo ed acqua inquinate

        3. Scarsa igiene personale

    3. Sistema genitourinario (STD):

      1. Gonorrea → Neisseria gonorrhoeae

      2. Sifilide → Treponema pallidum

      3. Clamidia → Chlamydia trachomatis

      4. HIV - HBV (HCV)

      5. Herpes Simplex II

      6. HPV

  2. Cute:

    1. La pelle è l'organo più ampio del corpo

    2. Se integra costituisce un'efficace barriera per la maggior parte dei microrganismi

    3. Alcuni microrganismi possono penetrare anche attraverso una cute integra utilizzando l'apertura dei follicoli piliferi e delle ghiandole sudoripare

    4. Maggioranza richiede la formazione di una soluzione di continuo nella cute per provocare infezione (trauma, ustione, puntura)

    5. Vie di accesso:

      1. Trauma: Esempio della spina che entra nel dito:

        1. I mastociti danneggiati rilasciano l'istamina

        2. L'istamina si diffonde nei capillari

        3. L'istamina provoca la dilatazione dei capillari che diventano permeabili: le proteine del complemento attraggono fagociti

        4. Il plasma e i fagociti si spostaano dai capillari al tessuto infetto

        5. I fagociti ingeriscono i batteri e le cellule morte

        6. Cessazione della segnalazione da parte dell'istamina e dal complemento: i fagociti non sono più attratti e il tessuto torna alla normalità

  3. Via parenterale:

    1. I microrganismi sono direttamente depositati nei tessuti al di sotto dello strato epidermico o membrane mucose:

      1. Punture di insetti

      2. Iniezioni

      3. Morsi

      4. Traumi

      5. Interventi chirurgici

      6. Microlesioni cutanee o mucose

      7. Transplacentare


Fattori di virulenza che promuovono la colonizzazione dell’ospite

Azione patogena dei batteri:

  • Colonizzazione e moltiplicazione nell’ospite:

    • Adesione:

      • Prima fase nella colonizzazione dell’ospite

      • Conferisce al microrganismo la capacità di resistere alla rimozione meccanica operata sulle mucose

      • Interazione specifica tra sostanze prodotte dal batterio (pili, adesine, capsula) e i recettori sulla superficie della cellula ospite

      • Responsabile del tropismo di tessuto

    • Colonizzazione:

      • è la fase successiva all’adesione e comporta la moltiplicazione batterica

      • Per moltiplicarsi, un batterio deve:

        • Trovare un ambiente nutrizionale favorevole (temperatura, pH, scambi gassosi, osmolarità, nutrienti essenziali, tra cui ferro)

        • Superamento delle difese dell’ospite

    • Invasione

    • Penetrazione intracellulare:

      • Alcuni batteri possono penetrare all’interno delle cellule dell’ospite

      • Protezione dal sistema immunitario

      • Possibilità di penetrazione all’interno dei tessuti

      • Alcuni batteri riescono addirittura a parassitare i macrofagi

    • “Escape”/ sovversione delle Difese Immunitarie

    • Sopravvivenza all’interno dei macrofagi:

      • Blocco della maturazione del fagosoma allo stadio di endosoma precoce

      • Mancata acidificazione del fagosoma

      • Mancata fusione con i lisosomi

  • Danno diretto all’ospite:

    • Produzione di tossine batteriche:


      • Lipopolisaccaride (LPS) o endotossina:

        • Si libera con lisi della cellula

        • Il lipide A è il responsabile della sua attività tossica

        • Rilascio di IL- 1 e -6, prostaglandine e TNF

          • Febbre

          • Ipotensione

          • Shock

          • Variabilità dell’antigene somatico

    • Produzione di molecole che inducono una risposta infiammatoria

    • Reazioni autoimmunitarie


CELLULA BATTERICA

CONFRONTO TRA CELLULA PROCARIOTICA ED EUCARIOTICA

  • Cellula eucariotica:

    • Nucleo:

      • è limitato da una membrana

      • I cromosomi non sono distinguibili

      • Apparato mitotico

    • Citoplasma:

      • Reticolo endoplasmatico: struttura cellulare coinvolta nella sintesi delle proteine e dei lipidi, contribuendo alla modificazione e al trasporto delle molecole all'interno della cellula.

      • Vacuoli: organelli cellulari responsabili dell’ immagazzinamento di sostanze, come nutrienti e prodotti di scarto, e della regolazione della pressione osmotica nelle cellule.

      • Mitocondri (DNA e RNA transfer): organelli noti come le 'centrali energetiche' della cellula, in quanto sono responsabili della produzione di ATP attraverso il processo di respirazione cellulare.

      • Citoscheletro (microtubuli, microfilamenti, filamenti intermedi): struttura di sostegno e organizzazione della cellula, che mantiene la sua forma e permette il movimento degli organelli e delle cellule stesse, oltre a giocare un ruolo fondamentale nei processi di divisione cellulare.

    • Parete cellulare: come ad esempio la cellulosa

    • Ciglia o flagelli: fascio di 9 fibrille periferiche e 2 centrali (microtubuli)

  • Cellula procariotica:

    • Nucleo: un cromosoma unito con la membrana citoplasmatica, assenza di membrana nucleare e di apparato mitotico

    • Citoplasma: no mitocondri, granuli (sorgente di carbonio)

    • Membrana citoplasmatica: assenza di steroli, mesosomi (settali, laterali)

    • Parete cellulare: peptidoglicano


FUNZIONE DELLA MEMBRANA CITOPLASMATICA

  • Barriera di permeabilità

  • Sito di ancoraggio

  • Conservazione dell’energia

  • Sintesi parete

  • Segregazione dei cromosomi

  • Tutte le funzioni che negli eucarioti sono svolte da organelli


SISTEMI DI TRASPORTO

Sono divisibili in tre classi:

LIPOPOLISACCARIDE (LPS) O ENDOTOSSINA

  • Si libera con la lisi della cellula

  • Il lipide A è il responsabile della sua attività tossica

  • Rilascio di IL- 1 e -6, prostaglandine e TNF

    • Febbre

    • Ipotensione

    • Shock

    • Variabilità dell’antigene somatico


SPAZIO PERIPLASMICO

  • Enzimi idrolitici: funzioni degradative (nutrimento, resistenza ai farmaci)

  • Proteine di legame:

    • Funzioni di trasporto

    • Regolazione espressione genica

  • Chemiorecettori (risposta chemiotattica)


RICAPITOLAZIONE (RIASSUNTINO DI QUANTO DETTO SOPRA)

  • Gram +:

    • Una membrana

    • Strato spesso di peptidoiglicano

    • Acidi lipoteicoici

  • Gram -:

    • Due membrane

    • Spazio periplasmico

    • Strato sottile di peptidoglicano

    • LPS

  • Eccezioni: micoplasmi, batteri acido- alcol resistenti

FLAGELLI

FlagelliStruttura del flagello

Il flagello è un organo di locomozione

I pili sono filamenti sottili e lunghi che si estendono dalla superficie di alcuni batteri. Sono composti da proteine e svolgono diverse funzioni, tra cui l'adesione del batterio a superfici, tessuti o altre cellule, facilitando così il loro attacco e la colonizzazione. Inoltre, i pili possono anche partecipare alla trasmissione di materiale genetico tra batteri attraverso un processo chiamato coniugazione, contribuendo alla resistenza agli antibiotici e alla diversità genetica nella popolazione batterica.

Aggiungi le foto delle slide

CAPSULA

  • Espressione di benssere fisiologico

  • Evidenziabile su terreni ricchi

  • Può essere di varia natura:

    • Polisaccarida

    • Proteica

  • Dimostrabile:

    • A fresco (inchiostro di china)

    • Rigonfiamento capsulare

    • Dopo colorazione specifica

  • è un fattore di virulenza:

    • Inibizione della fagocitosi

    • Modifica l'antigenicità mascherando Ag superficiali

    • Mimetismo antigenico

  • Interferisce con:

    • Sensibilità agli antibiotici

    • Scambio genico

    • Accesso di soluti

Capula polisaccaridica

  • Streptococcus pneumoniae

  • Capsula ancorata covalentemente alla parete

  • Potere antifagocitario

  • Basso potere antigenico

  • Streptococcus pygenes

  • Capsula di acido ialuronico

  • Potere antifagocitario

  • Assolutamente non immunogena


OPSONIZZAZIONE

L’opsonizzazione è un processo che favorisce l'adesione dei microbi alle cellule ospiti, aumentando la probabilità di infezione. Questo processo porta all'attivazione della risposta immunitaria dell'ospite, contribuendo così alla facilitazione della colonizzazione e all'inizio dell'infezione.


BIOFILM E SPORE

  • Le superfici sono habitat microbici molto importanti perché su di esse possono assorbire nutrienti.

  • Nel microambiente costituito da una superficie il livello di nutrienti può essere molto più alto di quanto non lo sia in una soluzione

  • L'attività ed il numero di cellule microbiche su una superficie è di solito molto maggiore di quanto non lo sia in una soluzione acquosa

  • Una superficie può essere anche essa stessa un nutriente sulla quale i microrganismi adesi catabolizzano direttamente i composti che costituiscono la particella

  • Se si immerge un vetrino in un habitat microbico si osserva lo sviluppo di microrganismi

  • Su superfici artificiali le microcolonie si sviluppano con la stessa rapidità con cui si sviluppano su superfici

  • Il materiale vegetale viene rapidamente colonizzato dai microrganismi

  • Nell'immagine si può osservare la formazione di microcolonie

Biofilm:

  • è una comunità microbica costituita da microrganismi adesi ad una superficie ed immersi in una matrice polisaccaridica adesiva secreta dalle cellule stesse.

  • Intrappolano i nutrienti necessari per la crescita della popolazione microbica

  • Contribuiscono a prevenire il dilavamento delle cellule dalle superfici in un fluido

  • La comunicazione tra cellule presenti nel biofilm è un fattore cruciale per lo sviluppo ed il mantenimento del biofilm stesso


:

  • L'adesione delle cellule alla superficie costituisce un segnale per l'espressione di geni specifici per lo sviluppo del biofilm

  • Sezione trasversale di un biofilm generato da cellule di un batterio Gram - Pseudomonas aeruginosa

  • Mediante un cromoforo che evidenzia l'attività dell'enzima fosfatasi alcalina vengono evidenziate le cellule batteriche (zona gialla)

  • La zona rossa è invece la matrice organica prodotta dalle cellule batteriche



  • Con il microscopio laser confocale si possono mettere inevidenza i vari strati di un biofilm naturale sviluppatosi sulla superficie di una matrice vegetale (foglia)

  • In rosso sono cellele in superficie

  • In verde sono quelle in profondità di 9 micron

  • Blu le cellule in profondità di 18 micron

Costituenti di un biofilm

  • Non si può parlare di una composizione unitaria in quanto vi è eterogeneità sia nella struttura che nella composizione chimica a seconda dell'habitat in cui si crea

  • I costituenti fondamentali sono:

    • I microrganismi che formano microcoloni

    • Le sostanze organiche (glicoproteine e polisaccardidi) definite EPS (Extracellular Polymeric Substances) nelle quali sono immersi i batteri

    • L'acqua che forma canali tra le microcolonie favorendo la circolazione di nutrienti

Struttura di un biofilm

Foto slide 9

Lo sviluppo di un biofilm batterico inizia con l'adesione di poche cellule ad un substrato.

L'adesione da un segnale per l'espressione di geni specifici che codificano per la sintesi di molecole che fungono da segnali di comunicazione tra le cellule.

La formazione di un biofilm

Le tappe fondamentali sono:

  1. Movimento dei microrganismi favorito da strutture di superficie (flagelli)

  2. Assorbimento di molecole

  3. Adesione dei microrganismi (pili, sintesi di EPS):

    1. Adesione reversibile

    2. Adesione irreversibile

  4. Colonizzazione

Nascita di un biofilm

Foto slide

A. Cellule batteriche (rosso) e materiale particolato (verde) in sospensione sopra la superficie che verrà colonizzata

B. Accumolo sulla superficie

C. Biofilm iniziale

D. Col procedere della crescita cellulare il biofilm si ispessisce sino a desquamare dal substrato di crescita

Crescita di un biofilm

A. In un biofilm neoformato alcune colonie batteriche diventano quiescenti (giallo)

B. Con l'aumentare dello spessore del biofilm alcune colonie muoiono (verde)


Le molecole segnale svolgono il ruolo di agenti chemiotattici:

  • Richiamano le cellule circostanti che aumentano di numero ed iniziano a sviluppare un biofilm

  • Il meccanismo con il quale le cellule comunicano tra di loro per formare biofilm prende il nome di Quorum Sensing

QUORUM SENSING

Nel quorum sensing la molecola segnale viene sintetizzata dal batterio stesso che dispone anche del sensore.

La secrezione della molecola segnale fa si che questa raggiunga una concentrazione funzionale solo quando la densità cellulare raggiunge elevati livelli


BIOFILM VIRTUALI

Simulazione al computer della crescita di un biofilm contenente due specie (blue e giallo). Quando i nutrienti scarseggiano e sono distribuiti in modo non omogeneo (a sinistra) la crescita non porta alla formazione di un biofilm liscio e compatto, come accade invece in presenza di nutrienti abbondanti e distribuiti uniformemente ( a destra).

Perchè la vita in un biofilm è vantaggiosa per un microrganismo?

  • è protetto da radiazioni U.V. e dal calore

  • Minimizza gli effetti di cambiamenti di pH

  • è protetto da sostanze inibitorie

  • Essendo immerso in una matrice acquosa è protetto dalla disidratazione

  • è meno sensibile all’attacco di virus batterici (batteriofagi)

  • è meno esposto all’attacco di microrganismi predatori

I batteri formano un biofilm perché questo stile di vita

  • aumenta la possibilità di sopravvivenza

  • migliora la crescita di un microrganismo .

I BIOFILM rappresentano un sistema di DIFESA

  • dai flussi che dilavano i batteri

  • dalla fagocitosi

  • dalla penetrazione di composti tossici

I BIOFILM permettono ai Batteri di rimanere in una nicchia

  • a loro favorevole

  • una volta colonizzata una superficie il microrganismo può rimanere adeso

  • Se la nicchia è ricca di sostanze nutritive od idonee alla sopravvivenza questo è un vantaggio

I BIOFILM permettono alle cellule di vivere in stretta associazione

I BIOFILM sono la tipica modalità di crescita delle cellule batteriche negli ambienti naturali

Diagnostica Virologica

Introduzione

La diagnostica virologica è fondamentale per:

- Identificare l'agente patogeno.

- Stabilire una terapia (es. herpes, epatite B e C).

- Determinare azioni conseguenti all'infezione (es. vaccinazioni, interruzione di gravidanza in caso di rosolia).

- Adottare misure di sicurezza per prevenire la diffusione.

- Escludere altre cause di malattia.

- Scopi epidemiologici.

Metodi di Diagnosi Virologica

1. Diagnosi Diretta

Si basa sull'identificazione diretta del virus o dei suoi componenti nel campione.

Isolamento Virale

- Colture cellulari/di tessuto: Osservazione di effetti citopatici (es. alterazioni morfologiche, formazione di sincizi, placche).

- Inoculazione in uova embrionate di pollo.

- Inoculazione in animali da laboratorio.

Vantaggi dell'isolamento virale:

- Caratterizzazione di nuove varianti virali.

- Identificazione di virus emergenti.

Esame Microscopico

- Microscopia elettronica (ME):

- Necessita di almeno 10^6 particelle virali/mL.

- Utilizzata per campioni come feci (rotavirus, adenovirus), fluidi di vescicole (HSV, VZV), frammenti di cute (papillomavirus).

- Svantaggi: costi elevati, necessità di esperienza, bassa sensibilità in alcuni casi.

- Microscopia a fluorescenza:

- Ricerca di antigeni virali (es. proteina pp65 di HCMV).

Rilevazione di Componenti Virali

- Proteine virali: Tecniche come ELISA, immunofluorescenza (IFI).

- Acidi nucleici (DNA/RNA):

- PCR (Polymerase Chain Reaction): Amplificazione di sequenze bersaglio.

- Real-time PCR: Quantificazione della carica virale (es. HIV, HBV, HCV).

- Tecnologia Taq-Man: Utilizzo di sonde fluorescenti per quantificare il DNA virale.

Applicazioni della diagnostica molecolare:

- Identificazione di agenti non coltivabili (es. HPV, HCV).

- Diagnosi rapida in casi urgenti.

- Monitoraggio della terapia antivirale (es. carica virale in HIV).

- Genotipizzazione per resistenze farmacologiche (es. HIV, HBV).

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2. Diagnosi Indiretta (Sierologia)

Basata sulla rilevazione della risposta immunitaria dell'ospite.

Risposta Anticorpale

- IgM: Indicative di infezione primaria.

- IgG: Aumentano durante la fase di convalescenza o reinfezione.

Criteri diagnostici:

- Infezione primaria:

- Aumento dei titoli IgG di almeno 4 volte tra fase acuta e convalescenza.

- Presenza di IgM.

- Sieroconversione.

- Reinfezione:

- Aumento del titolo IgG.

- Assenza o modesto aumento di IgM.

Tecniche Sierologiche

- ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay):

- Test sensibile e quantitativo.

- Esempio: test per HIV.

- Immunofluorescenza:

- Diretta (rilevazione diretta dell'antigene).

- Indiretta (rilevazione tramite anticorpi secondari marcati).

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## Raccolta e Conservazione dei Campioni

La qualità del campione è critica per l'efficacia della diagnosi:

- Utilizzare materiale sterile monouso.

- Prelievo nel momento adeguato (es. fase acuta per PCR, convalescenza per sierologia).

- Evitare contaminazioni.

- Conservazione a temperature appropriate e spedizione rapida al laboratorio.

### Tipologie di Campioni

- Campioni monomicrobici:

- Sangue (plasma, siero, PBL per CMV, EBV).

- Liquor (usato tal quale).

- Campioni polimicrobici (richiedono trattamento):

- Tamponi (immersi in liquido di trasporto con antibiotici).

- Urina, feci (diluizione e centrifugazione).

- Broncolavaggi, biopsie (omogenizzazione e centrifugazione).

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# Riassunto dei File Allegati

## 1. Diagnostica Virologica (2_diagnostica virologica - INF.ppt)

- Scopi della diagnostica virologica:

- Identificazione dell'agente patogeno.

- Terapia (es. herpes, epatite B e C).

- Misure preventive (vaccinazioni, interruzione di gravidanza in caso di rosolia).

- Epidemiologia.

- Metodi:

- Diagnosi diretta: Isolamento virale, microscopia elettronica, ELISA, PCR.

- Diagnosi indiretta: Sierologia (ricerca di IgM/IgG).

- Tecniche avanzate:

- PCR quantitativa (carica virale).

- Sequenziamento genico (resistenza farmacologica).

- Campioni:

- Sangue (plasma, siero), urine, feci, liquor, tamponi.

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## 2. Virologia di Base (3_Virologia base - INF 24.ppt)

- Definizione di virus:

- Parassiti intracellulari obbligati, acellulari, dimensioni 20-300 nm.

- Composizione: DNA/RNA + capside ± envelope.

- Scoperta storica:

- Agenti "filtrabili" (Ivanovskij, 1892; Beijerinck, 1898).

- Struttura virale:

- Capside (icosaedrico, elicoidale, complesso).

- Envelope (derivato dalla cellula ospite).

- Replicazione virale:

- Fasi: adsorbimento, penetrazione, replicazione, assemblaggio, rilascio.

- Classificazione:

- Virus a DNA (es. Herpesviridae) vs. RNA (es. Retroviridae).

- Sistema di Baltimore (7 classi basate su genoma e replicazione).

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## 3. Microbiologia del Cavo Orale (4_CAVO ORALE IGD-INF 25.pdf)

- Infezioni orali comuni:

- Carie (Streptococcus mutans), gengiviti (Aggregatibacter actinomycetemcomitans), afte (Coxsackievirus), candidosi (Candida).

- Ecosistema orale:

- Oltre 300 specie batteriche, funghi, protozoi.

- Habitat diversificati (denti, mucosa, solco gengivale).

- Difese naturali:

- Saliva (lisozima, lattoferrina, IgA).

- Pellicola acquisita (barriera protettiva sui denti).

- Placca dentale:

- Biofilm polimicrobico (Streptococcus spp., Actinomyces).

- Fasi: colonizzazione, crescita, maturazione, mineralizzazione (tartaro).

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## 4. Micologia Generale (5_Micologia generale.pptx)

- Caratteristiche dei funghi:

- Eucarioti, eterotrofi, parete cellulare con chitina (no peptidoglicano).

- Forme: lieviti (Candida), muffe (Aspergillus), dimorfi (Histoplasma).

- Patogenicità:

- Adesione, enzimi (proteasi, cheratinasi), tossine (aflatossine).

- Micosi:

- Superficiali (pelle), cutanee (dermatofiti), sistemiche (Aspergillus).

- Antifungini:

- Azoli, polieni, echinocandine.

- Resistenza (es. Candida auris).

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## 5. Viroma Umano (virus IGD-INF 25 Micro 2 2 (1).pdf)

- Viroma:

- Insieme di virus in un ambiente (es. cavo orale, sangue, intestino).

- Esempi: Herpesviridae, Papillomaviridae, batteriofagi.

- Ruolo biologico:

- Simbiosi (es. syncytin-1 per la placenta).

- Zoonosi (trasmissione da animali).

- Diagnostica:

- PCR, NGS (Next Generation Sequencing).

- Agenti subvirali:

- Prioni (proteine infettive), viroidi (RNA), virusoidi (epatite D).

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### Conclusione

I documenti coprono:

- Diagnostica virologica (metodi diretti/indiretti).

- Struttura e replicazione virale.

- Microbiota orale (batteri, funghi, virus).

- Micologia (funghi patogeni e antifungini).

- Viroma umano (diversità e ruolo ecologico).

Ogni file è organizzato in modo chiaro, con focus su aspetti clinici, diagnostici e microbiologici.