Riforme di ordinamenti scolastici

  • Le riforme modificano l'organizzazione scolastica a partire dal XIX secolo.
      - Il Regno di Sardegna avvia la modernizzazione della scuola.

Innovazioni e sviluppo educativo

  • 1455: Invenzione della stampa a caratteri mobili, che revolutiona la diffusione del sapere.

  • Diritti civili (18° secolo), diritti politici (19° secolo) e diritti sociali (20° secolo) evolvono nel periodo.

  • 1789, 14 luglio: Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.

  • 1806, 31 marzo: Istruzione pubblica obbligatoria affidata ai comuni.

  • 1818: Corso per la formazione dei maestri.

  • 1828: Ferrante Aporti istituisce il primo asilo d’infanzia a Torino e il primo corso accademico per insegnanti elementari.

  • 1848: Legge Boncompagni, che prepara le basi per la legge Casati.

  • 1849: Nascita della Sinistra storica.

  • 1859: Legge Casati n.3725 avvia la scuola elementare (primaria), gestita dai comuni.
      - Prevede 4 anni gratuiti, più un biennio obbligatorio e un biennio superiore per formare dirigenti universitari.
      - Visione centralistica e unificatrice del potere governativo.

  • Università e scuola secondaria classica:
      - 2 corsi: 5 anni di ginnasio + 3 anni di liceo.
      - 5 facoltà di tipo magistrale.

  • Il maestro deve ottenere la patente di idoneità e moralità dal Sindaco, è garante della moralità civile.

  • Metodo di apprendimento: ripetitivo e favorevole alla religione.

Estensione e riforme successive

  • 1861, 18 novembre: Estensione della legge Casati a tutta Italia (RD 28 n. 347).

  • 1861: De Sanctis è ministro della Pubblica Istruzione della destra storica.

  • 1862: Matteucci applica la legge Casati, migliora l'istruzione pubblica e amplia la scuola elementare, creando istituti tecnici per difendere la scuola laica.

  • 1864: Inchiesta per università affidata a Carlo Matteucci, con segnalazione di eccessivo uso di punizioni corporali; succede Berti.

  • 1874: Caduta della Destra storica.

  • 1877: Legge Coppino (positivismo):
      - Scuola elementare obbligatoria e gratuita.
      - Sanzioni per inadempimenti.
      - Corso inferiore aumenta a 3 anni; la Religione è sostituita dallo Stato dei doveri dell’ uomo (ed. civica).
      - Inizio scuola elementare a 6 anni; il Sindaco prepara l'elenco dei bambini e ammonisce i genitori.

  • 1870: Breccia di Porta Pia; la questione romana non è risolta, riaccendendo i contrasti tra Stato e Chiesa (Papa Pio IX).

  • 1876: Depretis introduce il trasformismo, con la Sinistra storica.

Innovazioni pedagogiche e politiche educative

  • 1881: Gabelli capo divisione per l’istruzione primaria e popolare, attivismo pedagogico.

  • 1892: Asilo Mompiano delle sorelle Agazzi, scuola serena, rispetto della libertà infantile.

  • 1895: Fondazione del partito socialista italiano, con l'obiettivo di garantire istruzione per tutti, senza distinzione di genere e classe sociale.

  • 1896: Cade la Sinistra storica.

Giolitti e riforme dell'istruzione

  • 1901-1914: Governo Giolitti (XX secolo).

  • 1903: Leggi n. 45 Nasi, istituisce stato giuridico dei maestri.

  • 1904: Riforma Orlando, organizzazione della scuola di base, con un corso di avviamento professionale biennale per la quinta e sesta.

  • 1905: Riforma Gentile della scuola media, propedeutica alla scienza (introduzione di materia zoologia).

  • 1907: Montessori promuove un'educazione collegata all'ambiente scolastico e allo sviluppo della mente assorbente.

Leggi e riforme successivi

  • 1911: Legge Daneo-Credaro, istituzione della scuola elementare statale, con passaggio di gestione dallo Stato ai comuni.

  • 1917: Disfatta di Caporetto; Gentile sottolinea la mancanza di coscienza nazionale italiana.

  • 1888: Nuovi programmi di Gabeli. Esaltazione del metodo sperimentale, tecnico e scientifico; formazione di menti critiche.

  • 1923: Programmi di Lombardo-Radice per la scuola elementare, promuovono l'educazione artistica e musicale, religiosa come fondamento degli studi elementari.

  • 1963: Primi programmi per la scuola media.

  • 1969: Primi orientamenti per la scuola materna: libertà di iscrizione e vari orari scolastici.

Anni contemporanei e riforme

  • 1971: L’illustra educazione decentralizzata proposta da Illic.

  • 1979: Sviluppo di programmi didattici per la scuola media, finalizzati alla formazione dell’uomo e del cittadino.

  • 1985: Cognitivismo e focus sull’alfabetizzazione culturale.

  • 2001: Riforma degli indirizzi per la costruzione del curricolo.

  • 2004: Indicazioni nazionali (Moratti) allegate al DL 59/04, con piani di studio personalizzati.

  • 2007: Direttive per scuola infanzia, primaria e secondaria; riaffermazione dell'autonomia scolastica.

Evoluzione storica e culturale della scuola italiana

  • 1919: Nascita del fascismo con adesioni di figure culturali come Ungaretti, Pirandello e D'Annunzio.

  • 1923: Riforma Gentile, che propone una radicale ristrutturazione della scuola di base, riconoscendo la scuola materna e dividendo la scuola elementare in cicli.

  • 1930-40: Introduzione dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola secondaria.

  • 1948: Adozione della Costituzione italiana; Articolo 7 stabilisce i rapporti tra Stato e Chiesa; educazione gratuita fino a 8 anni.

Novità e sfide successive

  • 1956: Don Milani promuove la scolarizzazione di massa; critica alla tradizionale educazione esclusiva.

  • 1962: Legge 1859, abolizione della scuola di avviamento professionale a favore della scuola media unica.

  • 1968: Nascita della scuola materna statale, unificando l'istruzione.

  • 1990-2000: Legge 5 giugno 1990 riforma della scuola elementare e introduzione di moduli didattici.

Riforme recenti e contesto attuale

  • Riforma Gelmini (2009): Reintroduzione di eventi come l'educazione civica e la legge che stabilisce un singolo insegnante per la scuola primaria.

  • Cambiamenti dal 2022: Introduzione di percorsi competenze trasversali e riforme nel campo dell'istruzione per adulti.

Conclusioni

  • I processi educativi si sono evoluti attraverso decenni di riforme che puntano a migliorare la qualità dell'istruzione attraverso l'autonomia, sostegno alle scuole e maggiore inclusività.