Ragioneria Generale ed Applicata – Note di sintesi sui strumenti finanziari, bilancio, rendiconto e contabilità pubblica

Strumenti finanziari

  • Definizione generale: gli strumenti finanziari sono valori mobiliari che rientrano in tre categorie principali:
    • Strumenti partecipativi (es. azioni, quote di patrimonio netto): diritto a dividendi o a guadagni/perdite derivanti dalla fluttuazione del loro valore.
    • Strumenti creditizi (obbligazioni, crediti cartolarizzati): diritto a interessi attivi (cedole) e/o a guadagni/perdite legati al valore di mercato.
    • Strumenti derivati: valori negoziati in funzione di un parametro di riferimento (tasso di cambio, tasso di interesse, altro valore osservabile); possono essere strumenti di copertura o scommesse speculative e possono assumere valori sia positivi sia negativi. Partecipazioni e crediti possono, al minimo, scendere a zero; i derivati possono essere anche negativi.
  • Ragioni di detenzione (due ordini):
    • Politiche finanziarie strutturali di investimento (strumenti non correnti).
    • Lucrare dalla negoziazione (strumenti correnti, scopo speculativo).
  • Inquadramento nell’ordinamento civile e negli standard contabili (OIC): strumenti attivi si distinguono in cinque categorie:
    1) Strumenti finanziari immobilizzati (partecipativi)
    2) Strumenti finanziari immobilizzati (di credito)
    3) Strumenti finanziari circolanti (partecipativi)
    4) Strumenti finanziari circolanti (di credito)
    5) Strumenti finanziari derivati (immobilizzati o circolanti)
  • Strumenti finanziari passivi: sono essenzialmente debiti, distinti tra debiti di medio/lungo termine e correnti.
  • Valutazioni e metodi principali:
    • Attivi immobilizzati (partecipativi o di credito): solitamente a costo, svalutati solo per perdite durevoli. Se partecipazioni in controllate/collegate, valutazione può essere anche al metodo del patrimonio netto. Se titolo è in azioni proprie, regole particolari.
    • Crediti e titoli immobilizzati: valutati al costo ammortizzato. Microimprese o bilancio abbreviato possono utilizzare valore di presunto realizzo per crediti immobilizzati e costo per titoli immobilizzati.
    • Crediti e titoli circolanti: valutati al presunto realizzo; per debiti correnti al valore nominale. Derivati: valutati al fair value (ex ante; aggiornamento corrente).
    • Strumenti partecipativi circolanti: valore minimo tra costo e valore di realizzo; derivati circolanti trattati come nell’attivo circolante.
  • Oneri accessori e premio di sottoscrizione/disagio:
    • In caso di interessi o aggi/discount, si capitalizzano sul costo iniziale del titolo o sul costo del debito. Le scritture possono essere compatte o scomposte in rate eccedenti/under pari.
    • All’assestamento: si ripartisce la quota annuale di premi/disaggi.
    • Esempio livello contabile di costo ammortizzato per crediti/titoli immobilizzati:
    • All’acquisto: Titoli immobilizzati a Banca c/c; oneri accessori a Titoli immobilizzati (o viceversa)
  • Partecipazioni in controllate/collegate e PN (metodo del patrimonio netto):
    • acquistate al costo, ma adeguate progressivamente al 20%/60% del patrimonio netto della controllata/collegata. Se valore d’acquisto eccede PN, si svaluta o si ammortizza in modo patrimoniale (ammort.mo partecipazioni) o si rivaluta immediatamente se opportuno.
    • Se avviamento o eventuali plusvalenze: si registra ammortamento o svalutazioni su partecipazioni in contratti/collegate; in caso di perdite future, si può utilizzare fondo contabile (fondo rischi e oneri futuri) in contropartita.
    • Il patrimonio netto può essere usato come base di consolidamento sintetico/proporzionale; le rivalutazioni/svalutazioni possono incidere sul conto economico o direttamente su riserve di patrimonio netto a seconda della loro origine extragestionale.
  • Azioni proprie:
    • Acquisto: Riserva negativa di patrimonio netto (origine capitale) a Banca c/c; vendita: registrazioni corrispondenti con eventuali plusvalenze/minusvalenze.
  • Strumenti finanziari circolanti (partecipazione o credito):
    • Valutazione al minore tra costo e realizzo; per crediti circolanti non cartolarizzati, realizzo; debiti correnti al nominale. Derivati: fair value; esenzioni per microimprese.
  • Strumenti derivati (hedge accounting):
    • Se impiegati come copertura di flussi futuri, è consentita la sospensione della variazione di fair value in una riserva di patrimonio netto (hedge accounting). Il passaggio contabile evita l’impatto sul conto economico finché i flussi futuri si manifestano; la contropartita è Riserva di PN. Se non si applica hedge accounting, le variazioni di valore vanno nel conto economico come altre voci (plusvalenze/minusvalenze).
  • Riferimenti operativi e esempi pratici:
    • All’assestamento, esclusivamente per costi ammortizzati: assegnazioni quali Quota annuale premi di sottoscrizione e Quota annuale disaggi a Titoli immobilizzati / Obbligazioni c/capitale…
    • Per crediti commerciali/correnti di lungo termine e debiti senza interesse di mercato: scorporo interessi impliciti tra Merci c/vendite e Clienti; Fornitori e Interessi attivi.
  • Note riassuntive:
    • Le valutazioni influenzano significativamente il bilancio; il principio è di conservare un valore affidabile mediante svalutazioni/ ammortamenti e fondi di rischio.
    • L’uso del patrimonio netto (PN) come metodo di valutazione è un consolidamento sintetico/proporzionale; la pratica è ammessa per partecipazioni controllate/collegate ma non obbligatoria.

Rendiconto finanziario

  • Definizione: prospetto che indica i flussi monetari nell’esercizio; l’OMS (Codice civile) lo richiede come strumento per mostrare disponibilità liquide e i flussi dalle attività operative, di investimento e di finanziamento, con indicazioni autonome per operazioni con soci.
  • Concetto: flussi monetari vs flussi di patrimonio netto; i flussi di reddito nell’economia possono essere non monetari; il rendiconto può includere o escludere le variazioni valutarie (da riportare nelle note). Contano i flussi monetari effettivi.
  • Classificazione: tre categorie principali di flussi
    • Attività operativa (gestione reddituale): includono ricavi e costi monetari derivanti dall’attività ordinaria e variazioni del capitale circolante operativo.
    • Attività di investimento: investimenti/disinvestimenti in immobilizzazioni e in attività finanziarie non immobilizzate; altre voci non operative.
    • Attività di finanziamento: emissione/rimborso di capitale proprio o di debiti, altri elementi finanziari non operativi.
  • Metodi di costruzione:
    • Metodo diretto: mostra flussi monetari netti direttamente (entrate/uscite monetarie). Richiede una contabilità a partita doppia accurata.
    • Metodo indiretto: parte dall’utile o perdita d’esercizio e apporta rettifiche per: elementi non monetari (ammortamenti, svalutazioni, accruals), operatività e investimenti/finanziamenti non ricorrenti, e variazioni del capitale circolante operativo.
    • Il testo privilegia una versione indiretta e rettificata, ma il metodo diretto è preferito a livello internazionale per chiarezza.
  • Trattamento di voci particolari:
    • Analisi separate per interessi attivi/passivi, dividendi attivi/passivi, imposte sul reddito; flussi in valuta estera riportati al cambio storico; strumenti derivati di copertura classificati come principale strumento che copre il rischio (se non si vende o non si utilizza per copertura, i flussi sono classificati tra attività di finanziamento).
    • Le non-cash transactions non sono riportate nel rendiconto finanziario ma illustrate in nota integrativa.
  • Note e allegati:
    • L’analisi comprende note sul metodo scelto, sul fair value dei derivati, sui flussi di cassa e su eventuali differenze tra bilancio d’esercizio e stato patrimoniale.

Stato patrimoniale (Stato patrimoniale redatto secondo codice civile)

  • Struttura a sezioni divise: Attivo (Attivo non corrente e Attivo corrente) e Passivo (Patrimonio netto e Passivo). Il passivo contiene fondi e debiti; il patrimonio netto è una parte distinta nello stesso stato patrimoniale.
  • Attivo – macrovoci principali:
    • Immobilizzazioni: immateriali (costi pluriennali, avviamento, ecc.), materiali (terreni, edifici, impianti, attrezzature).
    • Immobilizzazioni in corso e acconti.
    • Immobilizzazioni finanziarie: partecipazioni, crediti di finanziamento, altri titoli; includono anche terreni e immobili detenuti come investimenti a medio-lungo termine.
    • Attività finanziarie non immobilizzate: partecipazioni in imprese controllate/collegate/proprie, titoli e derivati attivi.
    • Crediti immobilizzati e titoli rappresentanti crediti – valutati al costo ammortizzato o al costo, a seconda del regime scelto (PM/microimprese).
    • Rimanenze, crediti commerciali non cartolarizzati e altri crediti; disponibilità liquide (contanti, depositi, equivalenti).
  • Passivo – macrovarie:
    • Debiti (a medio/lungo termine e correnti): obbligazioni, mutui, fornitori, tributi, ecc.
    • Fondi per rischi e oneri (provisioni per perdite future, imposte differite, ecc.).
    • Debiti per trattamento di fine rapporto (TFR).
    • Ratei e risconti passivi.
    • Il passivo comprende anche strumenti derivati passivi (quando presenti).
  • Patrimonio netto:
    • Capitale sociale; riserve (di capitale, di rivalutazione, legale, statutarie, ecc.); utili portati a nuovo; eventuali riserve per azioni proprie (riserva negativa PN).
    • Le varie riserve e fondi hanno funzioni diverse (riserve di rivalutazione, avviamento positivo/negativo, fondi per coperture, ecc.).
  • Concetti chiave:
    • Stato patrimoniale segue una logica patrimoniale più che reddituale, distinguendo tra immobilizzazioni e attivo circolante.
    • Le classificazioni presentano distinzioni tra crediti e debiti che scadono entro l’esercizio e oltre l’esercizio, con indicazioni separate in nota integrativa.
    • Note integrative spiegano criteri di valutazione, movimenti delle immobilizzazioni, criteri di ammortamento, svalutazioni e imposte differite/anticipate.

Conto economico e Nota integrativa

  • Conto economico (redditivista) è articolato in sezioni che evidenziano la produzione (ricavi) e i costi della produzione, con una parte relativa ai redditi e oneri finanziari, svalutazioni/rivalutazioni, e il risultato d’esercizio.
  • Struttura del conto economico secondo il modello redditivista:
    • A) Valore della produzione: Ricavi delle vendite e prestazioni; variazioni delle rimanenze; incrementi di immobilizzazioni per lavori interni; altri ricavi e proventi (con contributi in conto esercizio).
    • B) Costi della produzione: materie prime, servizi, godimento di beni di terzi, personale (salari, oneri sociali, TFR, altre componenti), ammortamenti e svalutazioni, rimanenze, accantonamenti, oneri diversi.
    • C) Proventi e oneri finanziari: proventi da partecipazioni (controllate, collegate, controllanti, altri); proventi da crediti iscritti nelle immobilizzazioni; proventi da titoli; interessi attivi e passivi.
    • D) Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie: rivalutazioni e svalutazioni su partecipazioni, immobilizzazioni finanziarie, titoli nel circolante, strumenti derivati.
    • Utile o perdita d’esercizio come saldo finale (dopo imposte).
  • Nota integrativa (ex art. 2427 c.c.): contiene criteri di valutazione, prospetti di movimenti delle immobilizzazioni, dettagli su spese di impianto e sviluppo, svalutazioni, accantonamenti, partecipazioni, crediti e debiti a lunga durata, imposte differite e anticipate, effetti di variazioni valutarie, retracconti su strumenti finanziari derivati, e molte altre informazioni – con riferimenti ai principi civilistici e OIC.
  • Bilancio abbreviato e microimprese: norme semplificate per bilanci abbreviati; possibilità di utilizzare criteri di valutazione semplificati per crediti e debiti di medio-lungo termine; strumenti derivati non sempre valutati al fair value.

Contesto della Ragioneria pubblica

  • Enti pubblici e privati non profit: differenze tra contabilità finanziaria (cassa) e contabilità economico-patrimoniale; introduzione di due binari (I e II via):
    • Via I: rappresentazione di fondi e flussi (contabilità finanziaria).
    • Via II: contabilità economico-patrimoniale (valori non monetari, fondi non finanziari, ecc.)
  • Quattro blocchi principali nelle scritture pubbliche:
    1) Anticipazioni di proventi e oneri, ratei e risconti, imposte correnti.
    2) Rimanenze, risconti attivi/passivi, lavori interni alle immobilizzazioni.
    3) Rettifiche di attività e passività (ammortamenti, svalutazioni).
    4) Integrazioni di passività (accantonamenti, fondi per rischi ed oneri futuri).
  • Principi di valutazione (OIC 11): prudenza, continuità, rappresentazione sostanziale, competenza, costanza, rilevanza, comparabilità, ecc.; differenze tra patrimonio netto e reddito; sistemi di bilancio pubblici (D.Lgs. 118/2011, armonizzazione contabile, DLgs 118/2011 e s.m.i.).
  • FPV (Fondo Pluriennale Vincolato): strumento per coprire spese pluriennali, vincolando entrate a coperture di impegni futuri; necessita di un impegno corrispondente agli anni futuri; esempio numerico illustra come FPV in entrata e FPV in uscita si distribuiscono nel tempo.
  • FCDE (Fondo crediti di dubbia esigibilità): blocca una porzione di entrate per coprire mancati incassi derivanti da crediti difficili da riscuotere; metodo storico di calcolo basato su una media storica tra incassi e accertamenti degli ultimi 5 anni; gestione di FCDE legata al bilancio a regime e alle norme di contabilità pubblica.
  • Rendiconto di gestione (enti locali): struttura composta da tre prospetti (Conto del bilancio, Conto economico, Stato patrimoniale); riaccertamento dei residui; legame con contabilità economico-patrimoniale; diverse tipologie di bilancio (intermedio, consolidato) e relazioni (relazione di missione, bilancio sociale, ecc.).
  • Bilancio di previsione degli enti locali: strumenti di programmazione (DUP, Bilancio di previsione finanziario, PEG, piani di indicatori, strumenti di flessibilità), rendiconto di gestione (consuntivo). Le previsioni di cassa si limitano al primo anno, i flussi di competenza si estendono al triennio. Impegni scaduti e residui passivi vengono eseguiti nel corso dei prossimi esercizi. Le note integrative spiegano criteri e prospetti.
  • Note sull’armonizzazione contabile (DLgs 118/2011): quattro livelli di conti pubblici, due conti: contabilità finanziaria (predisposizione e consuntivo), contabilità economica (spesso analisi per scopi conoscitivi); consolidamento a livello di bilancio pubblico; differenze tra contabilità economico-patrimoniale e contabilità finanziaria; introduzione della contabilità economico-patrimoniale negli enti pubblici.";

Ragioneria professionale

  • Funzioni della professione contabile: trasversali tra imprese ed enti; uso di consulenze, perizie, revisione, assemblee contabili; la professione è svolta da Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, con ruoli specifici e registri (Revisori legali, Gestori della crisi d’impresa). Le funzioni includono:
    • Amministrazione e liquidazione di aziende, perizie tecniche, ispezioni, revisione e assemblee contabili; funzioni di sindaco e revisore; altre funzioni previste da norme specifiche.
  • Perizia penale: uso di periti contabili in ambito penale; neutralità professionale, funzione di ausiliario del giudice; tipologie di reati e le loro rilevanze contabili/industriali (peculato, corruzione, bancarotta, ecc.).
  • Valutazioni d’azienda e di quote d’azienda: metodi patrimoniale, reddituale, finanziario, misto, e uso dei moltiplicatori; differenze tra valutazioni di quote di patrimonio netto e quote di patrimonio lordo; casi di cessione totale o parziale, trasformazioni, fusioni e scissioni; le differenze tra valore di mercato e valore contabile. L’approccio più comune è la valutazione di quote di patrimonio netto o quota di partecipazione in controllo.
  • Liquidazioni: liquidazioni volontarie e coatte, bilanci straordinari di liquidazione, rendiconto di liquidazione iniziale e finale; ruolo del liquidatore e registrazioni contabili attraverso un conto di patrimonio netto dedicato (rettifiche di liquidazione); gestione delle attività, passività, inventari e piani di riparto; principi e applicazioni di bilancio durante la liquidazione.
  • Conclusione della disciplina: capacità della Ragioneria professionale di fornire supporto contabile in contesti complessi (crisi d’impresa, fusioni, liquidazioni) e in settori forensi e giuridici, garantendo neutralità e conformità normativa.

Note finali e riferimenti chiave

  • Le note integrative e la normativa OIC 11 sono fondamentali per comprendere criteri di valutazione, politiche contabili e struttura del bilancio d’esercizio; l’armonizzazione contabile e la contabilità economico-patrimoniale hanno trasformato la gestione pubblica, introducendo FPV, FCDE e rendiconti di gestione specifici per enti pubblici.
  • I concetti principali da tenere a mente per l’esame includono: criterio di valutazione (costo ammortizzato, PN, fair value, realizzo), separazione tra attivo e passivo, gestione dei fondi pubblici (FPV, FCDE), struttura del rendiconto finanziario e del rendiconto di gestione, nonché le differenze tra bilancio d’esercizio delle imprese e i bilanci degli enti pubblici.
  • Formule chiave (esempi):
    • Risultato di Amministrazione: extRisultatodiAmministrazione=extGiacenzadicassa+extResiduiattiviextResiduipassiviextFondopluriennalevincolatoext{Risultato di Amministrazione} = ext{Giacenza di cassa} + ext{Residui attivi} - ext{Residui passivi} - ext{Fondo pluriennale vincolato}
    • FCDE: FCDE = ar{r}5 imes ext{crediti}, ext{ con } ar{r}5 = rac{1}{5}09 rac{ ext{incassi in conto competenza}}{ ext{accertamenti}} ext{ media ultimi 5 anni}
    • Rendiconto finanziario (indiretto, operativa): utile + ammortamenti + variazioni del capitale circolante + altre rettifiche non monetarie; oppure diretta esposizione delle entrate/uscite monetarie dall’attività operativa, con adeguamenti per investimenti e disinvestimenti.
  • Per ulteriori dettagli, si consiglia di rivedere i capitoli: Strumenti finanziari (Capitolo unico: integrazione), Rendiconto finanziario (Cap. 3), Bilancio d’esercizio e Stato patrimoniale (Cap. 1 e Cap. 2), Rendiconto di gestione (Cap. 3 § 3.2-3.3), Contabilità pubblica (Parte V e VI).