Benedetto Croce e Giovanni Gentile: Neoidealismo Italiano
BENEDETTO CROCE E GIOVANNI GENTILE: NEOIDEALISMO ITALIANO
Il neoidealismo rappresenta una nuova corrente filosofica emersa in Italia, che si sviluppa a partire dall’idealismo di Hegel, evolvendo in una filosofia propria. I principali esponenti di questa corrente sono Benedetto Croce e Giovanni Gentile. L'espressione fondamentale del neoidealismo è che la realtà è concepita come pensiero o idea, sostenendo che il pensiero è la realtà. Pertanto, l’obiettivo del neoidealismo è dimostrare l’unità tra realtà e pensiero.
BENEDETTO CROCE
Benedetto Croce nasce in Abruzzo nel 1866, provenendo da una famiglia benestante. Oltre ad essere un filosofo, è anche scrittore e storico. Ha intrattenuto un’amicizia con Gentile, anche se successivamente i due si allontaneranno a causa del periodo fascista. Croce non subì persecuzioni da parte del regime fascista grazie alla sua importanza culturale.
La sua filosofia parte dall'idealismo hegeliano, ma si discosta anche da questo. Per Croce, la realtà coincide con la ragione, e intende lo spirito e la realtà come manifestazioni diverse che lui identifica come "LE FORME DELLO SPIRITO". Croce distingue due forme principali dello spirito:
Forma Teorica:
- Arte: Si occupa delle singole cose, rubricando le categorie di bello e brutto. Croce stipula che l'arte è visione e intuizione, non ha altre utilità al di fuori di se stessa, ovvero non è legata a cose reali o utili. L’arte è contemplazione del sentimento, che viene trasformato in una forma pura, quindi l’arte consiste in espressione della bellezza.
- Logica: Essa è la scienza dei concetti e la ricerca del bene. Croce distingue tra concetti puri/universali (come sostanza o divenire) e pseudo concetti (come casa o cane), che pur essendo concreti, non hanno universalità.Forma Pratica:
- Economia: Relativa all’utile. Gli strumenti per la ricerca dell'utile si esprimono attraverso scienze fisiche, matematiche, diritto e Stato. Secondo Croce, lo Stato è utile all'uomo poiché senza di esso si vivrebbe in uno stato di natura con conflitti tra le persone.
- Etica: Si riallaccia al bene e al male. Croce ha una vista affine a Machiavelli, giustificando azioni negative se il bene generale lo giustifica. La disamina tra stato e morale per Croce è importante, ma evidenzia che è fondamentale mirare a un bene utile che possa anche ritenersi giusto.
CIRCOLARITÀ DELLO SPIRITO
Croce definisce un modello di circolarità: l’arte conduce alla logica, che poi porta all’economia e all’etica, per poi riprendere l’arte. Questo ciclo dimostra l’intreccio e la connessione tra le varie forme dello spirito.
Teoria della Storia
Croce sostiene che la vita dello spirito e della realtà sia storica. La storia esprime razionalità, progresso continuo ed è viva poiché rielabora il passato attraverso documenti. Egli distingue due dimensioni della storia:
Storia come Pensiero: Comprende la riflessione e la comprensione degli eventi storici.
Storia come Azione: Si concentra sulle volontà e sulle azioni degli uomini.
GIOVANNI GENTILE
Giovanni Gentile, nato in Sicilia nel 1875, è stato uno dei maggiori rappresentanti del neoidealismo accanto a Croce. È noto per la sua posizione nel governo fascista come ministro dell’istruzione, nonché per il suo contributo alla riforma scolastica. Gentile ha ricevuto moltissime cariche politiche e culturali; era considerato il massimo intellettuale del fascismo. Traccerà il suo destino legato alla sua fedeltà al fascismo, venendo assassinato nel 1944 a Firenze da un partigiano. Nonostante fosse una figura controversa, molti antifascisti ebrei e comunisti riconobbero che Gentile avesse offerto loro aiuto.
Filosofia di Giovanni Gentile
Secondo Gentile, l’unica realtà è costituita dal pensiero in atto, da qui il termine attualismo per la sua filosofia. Egli critica Hegel per la sua concezione della realtà, affermando che esiste solo se c’è un io pensante. Quest’io, visto come un io assoluto, è il pensiero stesso presente in ogni individuo e produce la realtà. Gentile distingue tra:
Tesi (Arte): rappresenta soggettività e sentimento, senza oggettività.
Antitesi (Religione e Scienza): entrambe portano a oggettività.
Sintesi (Filosofia): l’unione di soggetto e oggetto, che conferisce senso e autocoscienza allo spirito assoluto.
Stato Etico
Gentile riflette sul tipo di Stato ideale necessario per l’uomo. Egli sostiene che lo Stato deve superare le libertà individuali, evidenziando che la vera democrazia non dovrebbe limitare lo Stato. Nella concezione gentiliana, serve un equilibrio tra diritto e morale all’interno dello Stato. Secondo Gentile, il suo Stato etico non serve ai cittadini; piuttosto, è una forza totale e integralmente educativa, fondendo arte, morale, etica e ideologia.
Gentile appoggia il fascismo non in quanto lo genera, ma per cercare in esso una realizzazione della sua idea di Stato etico, mantenendo al contempo una complessa identità personale: un filosofo e un fascista.
Educazione
Gentile considera l’educazione come un processo in cui l’allievo deve realizzare il proprio potenziale. L’atto educativo è concepito come un atto d’amore e di creazione, non esistendo un metodo universale, ma specifico per ogni materia.
LO SCONTRO POLITICO E LO STATO
Il principale punto di divergenza tra Croce e Gentile concerne il rapporto tra individuo e Stato.
Caratterizzazione degli Stati:
Caratteristica | Stato Liberale (Croce) | Stato Etico (Gentile) |
|---|---|---|
Definizione | Forma dell’Economia, strumento per garantire sicurezza | Forma dell’Etica, organismo che incarna la morale |
Libertà | Valore dell’individuo da proteggere | Libertà illimitata dello Stato, senza limiti da imporre |
Fascismo | Autore del Manifesto degli intellettuali antifascisti (1925) | Filosofo del fascismo, autore del Manifesto degli intellettuali fascisti |
Nota storica
Nonostante l'appoggio a un regime oppressivo, Gentile mantenne una condotta personale complessa, aiutando ebrei e accademici antifascisti, rimanendo convinto che lo Stato dovesse essere una forza spirituale e non solo coercitiva. Croce, al contrario, rimase uno dei critici più autorevoli anti-fascisti, il cui prestigio venne rispettato anche dal regime.