SETTIMANA 1: DISEGUAGLIANZA O DIFFERENZA?

  • Distinguerli:
    a. Diseguaglianza: presuppone un ordine gerarchico (condizioni migliori e peggiori).
    b. Differenza: presuppone una distinta semplice, senza ulteriori accezioni (opposto = uguali e identici).

  • Definizione di diseguaglianza:

    • Rappresenta una diversa distribuzione delle risorse materiali e immateriali, portando a condizioni di vita e opportunità migliori o peggiori.

  • Diseguaglianza delle risorse:

    • È più visibile ma rimane solo un ambito.

    • Ambito o dominio: importante da specificare.

AMBITI DELLE DISEGUAGLIANZE

  1. Reddito

  2. Ricchezza: beni materiali

  3. Salute: accesso alle cure

  4. Istruzione: accesso alla conoscenza

  5. Accesso all’informazione

  6. Diritti politici: partecipazione politica

  7. Accesso al lavoro

  8. Relazioni sociali

COMPONENTI DELLE DISEGUAGLIANZE ECONOMICHE

  1. Diseguaglianze economiche:

    • Reddito:

      • Il reddito fa riferimento a un periodo di tempo ampio, ovvero un dato di “flusso”; la ricchezza è un dato di “stock”.

      • Riferimenti a variabili o componenti della condizione economica:
        i. Reddito (Y)
        ii. Ricchezza (W)
        iii. Consumo (C)
        iv. Risparmio (S)

      • Indicatori composti:

      1. ISE: indicatore della situazione economica (reddito + 0,2 patrimonio).

      2. ISEE: indicatore della situazione economica equivalente (reddito + 0,2 / scala di equivalenza con maggiorazioni).

IL REDDITO
  • Definizione:

    • I redditi sono entrate economiche, possono derivare da attività lavorativa, imprenditoriale, finanziaria, patrimonio mobiliare o immobiliare, o da altre fonti (es. premi).

  • Tipologie di redditi:

    • Nominalmente:

    • da lavoro (y1)

    • salari da impresa (y2)

    • utili finanziari (y3)

    • interessi o dividendi sul patrimonio mobiliare o immobiliare (y4)

    • rendite in natura (y5)

    • Redditi lordi (y gross):

    • reddito prima della tassazione e trasferimenti.

    • Redditi netti (y net):

    • redditi effettivamente a disposizione dell’individuo o della famiglia.

LA RICCHEZZA
  • Definizione:

    • Rappresenta la disponibilità di beni mobili e immobili dotati di valore di mercato, acquistabili e vendibili.

    • La ricchezza è costituita fondamentalmente da tre componenti:

    1. Attività reali (AR):

      • Immobili (abitazioni, garage, terreni e altri fabbricati), aziende e oggetti di valore, tra cui beni durevoli di consumo (lavatrice, computer).

    2. Attività finanziarie (AF):

      • Comprende la ricchezza monetaria (contanti, depositi bancari e postali), buoni fruttiferi postali, certificati di deposito, titoli di stato e altri strumenti finanziari.

    3. Passività finanziarie (PF):

      • Comprende i debiti contratti verso banche e società finanziarie (mutui, prestiti) e i debiti commerciali.

IL CONSUMO
  • Definizione:

    • Acquisto di beni e servizi da parte di individui o famiglie per uso immediato, condizionato dai vincoli di reddito o ricchezza.

    • Formula:

    • C = ext{quota di reddito} (Cy) ext{ o quota di ricchezza} (Cw)

    • Spesa nell’acquisto di beni e servizi.

POV SOCIOLOGICO
  • Significato del consumo: a. Valenza strumentale: spesa per acquistare mezzi a fini personali. b. Valenza simbolica: spesa per identità e status.

    • L'accesso a certi livelli di consumo dipende dal riconoscimento in un certo ambito sociale.

TEORIA DEL REDDITO PERMANENTE (Friedman, 1957)
  • Componenti: a. Reddito permanente: parte di reddito che gli individui si aspettano duri nel futuro. b. Reddito transitorio: parte di reddito legata alla contingenza.

    • Formula reddito corrente:

    • Y = ext{Reddito permanente} + ext{Reddito transitorio}

MODELLO DEL CICLO VITA (Modigliani, 1950)
  • Definizione:

    • Consumi e risparmi effettuati in una prospettiva di lungo periodo.

    • Tendenza a risparmiare da giovani per spese future (pensione ecc.).

IL RISPARMIO
  • Definizione:

    • Il risparmio è un reddito non speso o un consumo differito.

    • Formula risparmio:

    • S = ext{quota di reddito non spesa nei consumi}

    • Il risparmio aumenta se aumenta il reddito, mantenendo costanti i consumi.

PROPENSIONE AL RISPARMIO
  • Definizione:

    • Rapporto percentuale tra risparmio lordo e reddito lordo disponibile.

    • Il suo complemento a 100 è la propensione al consumo, definita come rapporto percentuale tra spesa per consumi finali e reddito disponibile lordo.

INDICATORI COMPOSITI
  1. ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente):

    • Consente ai cittadini di accedere a condizioni agevolate e prestazioni sociali.

  2. Scala di Equivalenza:

    • Confronta i redditi tra le famiglie con caratteristiche socio-demografiche diverse.

      • Pro: definizione semplice e confrontabile.

      • Contro: non considera le economie di scala dentro le famiglie.

ECONOMIE DI SCALA
  • Definizione:

    • Tieni conto delle differenze nei bisogni di famiglie di diverse dimensioni.

    • Costi di mantenimento non crescono proporzionalmente all'aumento dei membri.

DIFFERENZE TRA REDDITO E SCALA D' EQUIVALENZA
  • Reddito equivalente: reddito confrontato su base variabile monetaria.

  • Scala di equivalenza: Reddito Familiare Disponibile diviso per un coefficiente.

MISURAZIONI DELLE DISUGUAGLIANZE ECONOMICHE

  • Metodi:

    1. Distanze di reddito tra individui.

    2. Varianza (deviazione standard).

    3. Rapporto tra decili e quintili.

    • Decili: ordinamento dei redditi delle famiglie dal più piccolo al più grande.

INDICE DI GINI
  1. Definizione:

    • Compreso tra 0 e 1 (0 e 100).

  2. Significato:

    • 0 = equidistribuzione (assenza di disuguaglianza).

    • 1 = massima concentrazione (massima disuguaglianza).

  3. Curva di Lorenz: rappresentazione grafica della distribuzione dei redditi.

    • Orizzontale: numero cumulato di famiglie.

    • Verticale: quote di reddito cumulato.

    • Bisettrice indica uguaglianza perfetta.

MOVIMENTAZIONI DELLA DISUGUAGLIANZA
  1. Redistribuzione:

    • Gini sui redditi lordi - Gini sui redditi netti = effetto trasferimenti pubblici e tassazione.

SETTIMANA 2: DATI SULLE DISUGUAGLIANZE ECONOMICHE

  1. Indice di Gini in diversi paesi: Gini index OECD.

  2. Varie disuguaglianze (da vedere sulle slides):

    • Disuguaglianze di reddito a lungo periodo.

    • Disuguaglianze di ricchezza.

    • Redistribuzione.

    • Rapporto tra decili.

    • % ricchezza di una percentuale della popolazione.

DISUGUAGLIANZA ECONOMICA

  1. Definizione:

    • Diseguaglianza + ambiti = disuguaglianza sociale.

  2. Comportamenti e misurazioni.

DISUGUAGLIANZA SOCIALE

  1. Definizione:

    • Fenomeno in cui le posizioni sociali sono diverse, portando a diversi sistemi di risorse e opportunità,
      che determinano la qualità di vita.

  2. Stratificazione sociale:

    • Gruppi con accesso differenziato a risorse, potere, autonomia e status.

      • Stratificazione: termine generale per descrivere strutture di disuguaglianza sistematiche.

    • Tipi di stratificazione:

    1. Stratificazione economica.

    2. Stratificazione basata sullo status sociale.

    3. Stratificazione di genere.

    4. Stratificazione educativa.

  3. Classe sociale:

    • Vastissimo gruppo di individui con lo stesso tipo di risorse.

    • Esistenza di disuguaglianze strutturali: risultato di come le opportunità sono distribuite in modo non equo.

  4. Struttura di classe: necessaria per analizzare disuguaglianze, identificando differenze nella vita economica, sociale e culturale delle classi.

STRUTTURA DI CLASSE (TEORIA)
  1. Tipologie di classificazione occupazionale:

    • Basata su relazioni di lavoro, condizioni occupazionali, e abilità.

    • Riconoscimento del prestigio: fornisce informazioni sulle posizioni occupazionali.

MOBILITÀ SOCIALE
  • Definizione:

    • Passaggio di individui o gruppi da uno strato sociale a un altro.

  • Tipi di mobilità:

    • Assoluta vs relativa, orizzontale vs verticale.

MOBILITÀ ASCENDENTE E DISCENDENTE
  • Definizione:

    • Movimenti nello spazio sociale che indicano miglioramento o peggioramento della condizione.

  • Scenari ipotetici: per valutare le opportunità di mobilità sociale.

    • Massima eredità sociale e perfetta uguaglianza delle opportunità di mobilità sociale.

CLASSE E CETO

  1. Differenza:

    • Classe: origine nella divisione del lavoro (economico e potere).

    • Ceto: persone con stile di vita simile, ma differente grado di prestigio.

  2. Chiusura sociale: processo in cui gruppi o classi si isolano o escludono da opportunità e risorse, con conseguenza di privilegio e svantaggio.

GERARCHIE OCCUPAZIONALI BASATE SUL PRESTIGIO
  1. Definizione:

    • Ordinamento occupazionale basato su prestigio.

    • Stabile nel tempo, che riflette il giudizio su diverse professioni.

SETTIMANA 3: UGUAGLIANZA E DISUGUAGLIANZA

  1. Uguaglianza e forme di egalitarismo:

    • Realizzazione dei principi di uguaglianza e giustizia sociale.

  2. Ragioni a favore dell'uguaglianza:

    • Condizione per altri valori, soluzione di conflitti, avversione al rischio.

  3. Ragioni contro l'uguaglianza:

    • Impossibilità logica, costi pratici, disuguaglianze legittime.

MODI DI CAPIRE L'UGUAGLIANZA

  1. Uguaglianza dei risultati:

    • Mira a correggere disuguaglianze esistenti.

  2. Uguaglianza delle opportunità:

    • Condizioni di partenza individuali.

    • Versioni: formale, meritocratica, eliminazione e interventi.

GIUSTIZIA EGUALITARIA
  1. Definizione:

    • Non implica divisioni in parti uguali, può richiedere distribuzioni ineguali per risultati equi.

  2. Differenti livelli:

    • Micro (trattamento equo di cure sanitarie) e macro (distribuzione fondi).

DISCRIMINAZIONE

  1. Definizione:

    • Riduzione ingiustificata delle opportunità economiche, sociali o politiche per gruppi.

  2. Tre tipi di discriminazione:

    • Ingiusto trattamento per caratteristiche particolari, disuguaglianza intenzionale/non intenzionale.

MERITO

  1. Definizione:

    • Concetto chiave nelle valutazioni occupazionali.

  2. Teoria del capitale umano:

    • Correlazione tra livello di istruzione e reddito.

  3. Misurazione del merito:

    • Importanza delle condizioni personali e ambientali.

SETTIMANA 4 E 5: LA POVERTÀ

  1. Definizione:

    • Condizioni di individui o famiglie con risorse limitate, esclusione dallo standard di vita accettabile.

APPROCCI ALLA MISURA DELLA POVERTÀ

  1. Poverta assoluta vs relativa.

  2. Poverta soggettiva vs oggettiva.

  3. Poverta monetaria vs non monetaria.

  4. Poverta unidimensionale vs multidimensionale.

  5. Poverta statica vs dinamica.

  6. Poverta individuale vs familiare.

  7. Poverta netta vs sfocata.

POVERTÀ ASSOLUTA
  1. Definizione:

    • Incapacità di acquistare beni e servizi essenziali.

  2. Componenti:

    • Minimo alimentare, abitazione adeguata e spese residue.

POVERTÀ RELATIVA
  1. Definizione:

    • Indicatori di deprivazione rispetto alla media della società.

  2. Soglie di povertà:

    • Misurazione in termini non assoluti.

POVERTÀ SOGGETTIVA
  1. Definizione:

    • Percezione di povertà da parte degli individui.

SOGLIA ISAE DI POVERTÀ SOGGETTIVA
  1. Definizione:

    • Soglia basata sulla capacità di vivere senza lussi.

  2. Relazione tra povertà oggettiva e soggettiva:

    • Non perfetta coincidenza dei due insiemi.

RIPRODUZIONE DELLE DISUGUAGLIANZE

  1. Canali di trasmissione:

    • Genetico, economico, culturale/familiare e sociale.

  2. Accesso alle risorse:

    • Istruzione, lavoro e sanità.

  3. Eredità e capitale culturale:

    • Trasmissione intergenerazionale di risorse.

  4. Sistemi istituzionali e discriminazione:

    • Politiche pubbliche e segregazione spaziale.