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Rifiuto del criticismo kantiano
Hegel critica l'idea kantiana della ricerca del metodo e dell'assoluto, sottolineando che una concezione strumentale del conoscere può allontanare dalla realtà.
Il razionale è reale, il reale è razionale
Hegel afferma che ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale, sottolineando che la realtà deve essere compresa per essere effettiva.
Il cammino del negativo
Hegel sostiene che il vero procede per negazioni e contraddizioni, emergendo nel superamento del vecchio con il nuovo.
La verità come processo
Hegel spiega che la verità si manifesta attraverso negazioni necessarie per il dispiegarsi storico della verità stessa, richiedendo una prospettiva della totalità.
Aufhebung
Hegel usa il concetto di "Aufhebung" per indicare il processo in cui si annulla e si eleva insieme, mantenendo tracce del passato nel nuovo.
Il vero è intero
Hegel afferma che il vero è l'intero, implicando che la verità non risiede solo nell'universale astratto, ma deve passare attraverso il negativo per determinarsi.
Dialettica hegeliana
La dialettica di Hegel è il movimento in cui l'universale si nega, si esprime nei momenti particolari e si riconcilia con sé stesso attraverso la sintesi.
Sintesi
Il momento in cui il particolare si comprende nel suo rapporto con l'universale.
Entauberung (entoiserung)
Determinazione.
Entfremdung
Alienazione.
Universale
Vive alienandosi, determinandosi nell'altro da sé per giungere a pienezza.
Concetto
Singolare, universale che assume il negativo.
Intelletto
Si ferma alle contrapposizioni, la logica dialettica comprende la realtà e il suo sviluppo.
Realizzazione
La realtà piena diventa Spirito che vive in un processo dinamico.
Sapere assoluto
Senza differenza tra sapere e contenuto, razionalità reale, libertà.
Idealismo
Ogni cosa è il pensato di un pensare, nulla al di fuori dell'orizzonte del pensare.
Filosofia
Deve concepire i momenti come dialettici della processualità per fare sistema.
Immediato
In senso speculativo, l'immediatezza si traduce nella mediazione.
Fenomenologia dello Spirito
Ritrae i momenti necessari della storia dello Spirito.
Coscienza
Soggetto dinanzi all'oggetto, auto-coscienza, ragione, spirito.
Certezza sensibile
Prima figura della coscienza, afferma il particolare attraverso i sensi.
Percezione
Seconda figura, cerca un principio unitario tra particolare e universale.
Terza figura
Ruolo dell'intelletto, l'oggetto come fenomeno, spostamento dal particolare all'universale.
Autocoscienza
Costituita dalle relazioni di riconoscimento, soggetto e oggetto coincidono.
Punto di partenza
Begierde, desiderio famelico, inizio del percorso fenomenico dello Spirito.
Relazione tra me e l'altro
Si realizza quando si negano affermandosi, avviene attraverso la lotta per il riconoscimento, distinguendo l'essere umano dalla bestia.
Signoria e servitù
Risultato dello scontro in cui uno dei due muore o viene sottomesso, portando alla relazione sociale tra padrone e servo.
Riconoscimento asimmetrico
Situazione in cui c'è un riconoscimento ma non reciproco, con attribuzione di ruoli ma mancanza di reciprocità nel riconoscersi.
Tre passaggi del servo
Angoscia, mancanza di controllo sulle giornate e lavoro come attività negativa che plasmando, portano alla presa di coscienza del servo.
Stoicismo
Libertà interiore basata sul pensiero anziché sulle circostanze esterne, con un'apatia che non trova la libertà nell'indeterminatezza.
Scetticismo
Sospensione del giudizio che porta alla scoperta del dubbio come azione negativa della ragione, trasformando il distacco dal mondo in negazione di esso.
Coscienza infelice
Condizione in cui la coscienza si sente niente di fronte al tutto, con una scissione tra anima e corpo e tentativi di risolvere la frattura con l'universale.
Ragione
Nasce quando la coscienza acquisisce la certezza di essere ogni realtà, rappresentando l'idealismo.
Mondo greco
Primo momento della storia dello Spirito in cui si osserva l'obbedienza alle leggi dello Stato e i conflitti come quello di Antigone, portando alla riconciliazione nello Spirito.
Coscienza agente e coscienza giudicante
Due tipi di coscienze che agiscono secondo le logiche della Critica della Ragion pratica, mostrando la differenza tra agire secondo il dovere universale e la dimensione particolare dell'agire.
Anima bella
Una coscienza che si considera superiore e non desidera mescolarsi con gli altri giudicati.
Ipocrita
Descrive il comportamento di giudicare dall'alto senza rendersi conto che anche il giudicare è un'azione determinata.
Coscienza agente
Riconosce l'ipocrisia e la determinatezza sia in sé stessa che negli altri.
Ich bin’s
Significa "Io sono questo", indicando il momento in cui la coscienza agente ammette la propria determinatezza.
Lotta per l'identità
Descrive il conflitto non solo per la sopravvivenza biologica ma anche per la conservazione dell'identità.
Libertà nella determinatezza
La vera libertà si trova nell'accettare e agire nella propria determinatezza anziché nella presunta universalità.
Perdono
Non è un'amnistia concessa dall'altro, ma un gesto di ammissione reciproca della propria determinatezza.
Sapere assoluto
Indica la prospettiva in cui lo Spirito si riconosce nelle forme determinate, attuando il concetto e il contenuto della scienza.
Eticità
Rappresenta la moralità realizzata nei costumi e nelle istituzioni di un popolo, dove diritto e dovere coincidono.
Stato etico
Lo Stato è l'istituzione in cui l'interesse particolare coincide con quello universale, rappresentando il compimento della libertà.